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Per le foreste urbane lombarde arriva un ‘inventario’

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Grazie a un progetto senza precedenti sul territorio italiano, siamo in grado di sapere esattamente a quanto ammonta la superficie di bosco per abitante in tutte le province della Lombardia. La possibilità di conoscere questa informazione apre sviluppi importanti agli operatori del settore e ai soggetti coinvolti nella pianificazione del territorio, che ora possono disporre di uno strumento operativo di grande utilità per la gestione delle infrastrutture verdi.

Si tratta dell’analisi portata a compimento dal progetto europeo “EmoNFUr”, acronimo di “Establishing a Monitoring Network to assess lowland Forest and Urban plantation status in Lombardy Region and Slovenian”. Lanciato nei mesi scorsi, il progetto ha sviluppato un vero e proprio ‘inventario‘ delle foreste urbane lombarde. Il risultato più importante dell’inventario è la superficie pro capite di bosco destinata a ogni cittadino lombardo che abita in un comune urbano, pari a 161 mq, poco più della metà di un campo da tennis. 

Comprensibilmente, il dato varia in modo rilevante da provincia a provincia: se alcune aree hanno superfici per abitante molto estese (568 mq a Sondrio, 461 mq a Varese, 366 mq a Como), altre rivelano un dato decisamente inferiore alla media, con il capoluogo che ‘offre’ ad abitante solo 35 mq di bosco, dato superato solo dalla provincia di Mantova (29 mq).

In generale, “emerge che è soprattutto nelle aree di pianura che la presenza delle foreste urbane all’interno dei comuni lombardi è decisamente non adeguata rispetto alle necessità di equilibrio ecologico del territorio, di qualità della vita e benessere delle popolazioni”, spiega la nota conclusiva del progetto. “Le foreste urbane infatti – i boschi che risultano in prossimità dei centri urbani e ne subisco l’influenza – rappresentano per molti cittadini la più immediata possibilità di contatto con la natura e sono importanti risorse capaci di influire sul clima delle città, sul mantenimento degli ecosistemi naturali, sulla qualità della vita e sul benessere di moltissime persone”.

Per definire le foreste ‘urbane’, ovvero quei boschi che insistono sui comuni definibili come ‘urbani’, l’iniziativa si è avvalsa della metodologia del progetto Moland, progetto europeo terminato nel 2004 per fornire uno strumento di pianificazione territoriale al fine di valutare, monitorare e fornire modelli di sviluppo di ambienti urbani e regionali. Il modello, elaborato e adattato alla realtà lombarda, utilizzabile anche a livello europeo, classifica un comune come “urbano” se la superficie urbana più la superficie periurbana è maggiore del 25% della superficie totale. Sono esclusi i comuni sotto i 10 mila abitanti se isolati rispetto all’area primaria di aggregazione costituita dai comuni capoluogo.

Sulla base di questo approccio, a livello quantitativo, i comuni urbani analizzati dal primo inventario sono risultati essere 714, il 46,24 % del totale dei comuni delle dodici provincie lombarde con una popolazione di 8.120.668 abitanti, oltre l’80 % dell’intera popolazione regionale. La superficie forestale urbana inventariata è di 130.431 ettari.

Il gruppo di lavoro di Emonfur sta inoltre realizzando un altro importante strumento utile alle attività di pianificazione, monitoraggio e gestione dei boschi artificiali. Si tratta del primo “Catasto dei boschi urbani, periurbani e di pianura” realizzati in Lombardia negli ultimi 30 anni, a partire dal 1980. L’obiettivo è arrivare, entro settembre 2014, a una banca dati dinamica e in continuo aggiornamento per raccogliere informazioni e dati (dati generali, aspetti territoriali, aspetti forestali, aspetti gestionali, aspetti d’uso e aspetti finanziari) grazie alla partecipazione di Enti forestali, comunità locali, associazioni naturalistiche ed ambientali o singoli privati che gestiscono o che hanno realizzato uno o più impianti boschivi in Lombardia. 

Nato dalla volontà di Regione Lombardia, Ersaf – Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste, del Parco Nord Milano, dell’Istituto forestale sloveno e del Ministero sloveno per l’agricoltura e le foreste, il progetto si inserisce negli obiettivi proposti dalla Unione Europea sulla politica ambientale.

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