Piano scuola: opportunita' per professionisti e imprese? | Geometra.info

Piano scuola: opportunita’ per professionisti e imprese?

wpid-22371_MarioCuccinellaScuolaMantovanieGonellifotoArchivioMca.jpg
image_pdf

2,5 miliardi per l’edilizia scolastica italiana. Prima domanda: statale o pubblica (che comprende anche le private convenzionate)? I finanziamenti annunciati dal primo ministro nel programma del nuovo governo provengono in realtà da precedenti stanziamenti di risorse statali ancora da attivare. 450-500 milioni di euro dal decreto del fare (Governo Letta, Dl 69/2013), di cui 150 erano stati già ottenuti dall’ex ministro Maria Chiara Carrozza e messi a disposizione dalla ragioneria generale dello stato. Per altri 300 milioni Inail sottoscrive dal 2014 al 2016 il fondo immobiliare Invimit, neonata Sgr del Tesoro. Ulteriori 850 milioni sarebbero reperibili tramite mutui con la Cassa Depositi e prestiti e la Banca europea per gli investimenti (40 milioni per 30 anni in investimenti per nuove scuole, come già previsto nel Dl Istruzione 104/2013). Restano infine 1,2 miliardi da ulteriori stanziamenti statali (Fonte: Audizione dell’Ance sulla situazione dell’edilizia scolastica in Italia).

Tali risorse sono indispensabili per fronteggiare l’emergenza scuole in Italia (la dimensione quantitativa del problema è illustrata dal rapporto Legambiente “Ecosistema Scuola” del 2013), ma lo spazio di manovra sarà comunque vincolato dal Patto di stabilità 2014, che impone il rapporto limite del 3% al rapporto deficit/Pil: uno spazio di manovra quindi pari a circa lo 0,2% di rapporto deficit/Pil per un’operazione da circa 3 miliardi in valore assoluto.

Se il 53% di quanto stanziato prima del 2013 deve ancora essere speso però, il vero problema non è la quantità di denaro a disposizione, bensì la difficoltà di utilizzarlo a causa della rilevante frammentazione dei programmi per la riqualificazione degli edifici scolastici, tra 8 diverse fonti di finanziamento e 12 procedure attuative. Ance sostiene che un piano di riqualificazione del patrimonio scolastico possa essere attuato con le regole ordinarie previste dal Codice dei contratti pubblici, salvo situazioni emergenziali, al fine di non ridurre la pratica delle gare d’appalto in favore della trattativa privata. È indispensabile snellire gli iter burocratici e rafforzare la governance tecnico-istituzionale, razionalizzando il ciclo di vita degli interventi: dal processo di selezione alla redazione e approvazione dei progetti, con rigoroso monitoraggio dello stato di attuazione.

Sono ancora poche le esperienze modello e gli esempi di un’edilizia sicura e sostenibile: Trento è il portabandiera, seguito da Prato e Piacenza. Modello virtuoso è anche l’Emilia Romagna, dove nei tre mesi successivi al terremoto del 2012 sono state costruite 58 nuove scuole (secondo il Cresme 28 nuovi edifici temporanei e 30 strutture modulari prefabbricate).

Ma rispettare gli standard non basta. Gli edifici scolastici devono anche rispondere a una mutata esigenza educativa e di rapporto con il territorio urbano. Un progetto di edilizia scolastica è un progetto di architettura e in quanto tale non si può valutare solo in termini di efficienza energetica, sicurezza sismica o idrogeologica e non deve prescindere da più profonde considerazioni sulla qualità dello spazio, che mettano al centro del complesso paesaggio educativo le tematiche sintetizzate dal Miur nel paradigma “Cultura scuola persona”.

L’autore


Caterina Pagliara

Classe 1980, architetto e giornalista pubblicista, Caterina Pagliara si laurea con lode presso il Politecnico di Torino nel 2004 e svolge attività professionale libera come interior designer e consulente nel campo editoriale e della comunicazione aziendale strategica. Dottore di ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica dal 2010, consegue nel 2011 il titolo di MBA (Master of Business Administration) con un focus in marketing strategico. Dal 2006 a oggi è membro del Comitato di redazione della rivista “Il Giornale dell’Architettura” e responsabile della sezione “Progetto, per la quale è autrice di articoli, saggi critici, curatrice di inchieste.

L’autore


Federica Patti

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica al Politecnico di Torino, Federica Patti dal 2003 è curatrice di inchieste e autrice di articoli per il “Giornale dell’Architettura” per il quale, come collaboratrice esterna, ha svolto attività redazionale, revisione testi, editing e gestione dei contatti. È anche autrice di articoli su riviste nazionali e internazionali. Nel 2004 apre il suo studio ed è autrice di numerose realizzazioni nel campo dell’architettura degli interni e degli allestimenti, alcune delle quali pubblicate su riviste internazionali (Domus, Abitare), illustrate in conferenze (Mosca, Aleppo, Milano) ed esposte in manifestazioni internazionali (IX Biennale di Architettura di Venezia). 

Copyright © - Riproduzione riservata
Piano scuola: opportunita’ per professionisti e imprese? Geometra.info