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Albi tecnici aperti ai laureati magistrali

Importante pronuncia del CUN: via libera agli albi professionali a tutti coloro che hanno una laurea quinquennale

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Albi tecnici aperti a tutti. È questa l’importante novità che arriva dal Consiglio Nazionale Universitario (CUN), che lo scorso 7 aprile ha inviato a tutti gli interessati un parere che in pratica dà il via libera all’accesso agli albi professionali anche a tutti coloro che sono in possesso di una laurea quinquennale, specialistica o conseguita con il vecchio ordinamento. Una decisione che sicuramente farà discutere, anche perché non meno di un anno fa il Miur aveva detto il contrario, escludendo i laureati magistrali dai profili che potevano partecipare alle prove d’esame per iscriversi ad uno dei quattro albi che già prevedevano i laureati triennali, ovvero l’albo degli agrotecnici ed agrotecnici laureati, dei geometri, dei periti agrari e dei periti industriali. Una posizione sin da subito contestata dalle categorie interessate, sino ad arrivare al ricorso alla giustizia amministrativa, voluto espressamente dal Collegio Nazionale degli Agrotecnici. Il Miur ha quindi richiesto l’intervento del CUN in via preventiva, il quale ha confermato la parità di possibilità professionali per tutti i laureati.

Una pronuncia, quella del CUN, “rivoluzionaria”, come la definisce il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati, i cui effetti “si manifesteranno negli anni a venire: con il parere del 7 aprile 2017 si è infatti finalmente aperta una vera concorrenza fra Albi professionali. Oggi un laureato magistrale (o in una precedente laurea equivalente) sa di potersi iscrivere in più Albi, fra quelli similari e coerenti con la propria formazione. Questo comporta che il sistema degli Ordini professionali sarà obbligato ad essere sempre meno auto-referenziato e sempre più capace di confrontarsi con le reali esigenze dei propri iscritti, pronti ad abbandonare gli Albi inefficienti per preferire quelli migliori.

Questo fenomeno che riguarda tutte le professioni tecniche (ingegneria, architettura, agronomia…) è in realtà più evidente nel settore agrario, dove l’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati è da cinque anni ininterrottamente al primo posto nelle scelte dei candidati a svolgere una professione agroambientale”. E gli Agrotecnici, in prima istanza, avevano visto riconosciute le loro ragioni dal TAR del Lazio, con la sentenza n. 9925 del 2016 pubblicata però ad esami abilitanti ormai chiusi. La sconfitta in giudizio tuttavia ha indotto il Ministero dell’Istruzione ed Università ad un più prudente comportamento, facendo questa volta precedere l’uscita dell’Ordinanza sugli esami 2017 da una richiesta di parere al CUN-Consiglio Universitario Nazionale al quale, in buona sostanza, è stato chiesto quali fossero le lauree magistrali idonee ad iscriversi nell’Albo degli Agrotecnici ed Agrotecnici laureati (nonché gli altri Albi sopra citati).

Il parere del CUN, dunque, conferma quanto sempre sostenuto dall’Albo degli Agrotecnici: “Le Classi di laurea Magistrale riconosciute idonee per l’iscrizione nell’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati sono addirittura 20 ed altrettante quelle di laurea Specialistica (rispetto alle precedenti sole 6 previste dal DPR n. 328/2001). Similari benefici, in misura variabile, vanno agli altri Albi professionali dei Geometri, dei Periti agrari ed industriali”.

E il Presidente degli Agrotecnici, Lorenzo Gallo, rincara la dose, sostenendo che il parere del CUN è “un importante passo avanti nel restituire ai laureati magistrali la certezza del diritto oltrechè nel processo di modernizzazione del mondo ordinistico, che deve anch’esso aprirsi a maggiore concorrenza ed interdisciplinarietà”.

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