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CIPAG: prospettive del Welfare

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Allungamento dell’attesa di vita e possibilità di mantenere redditi professionali significativi: questi i temi al centro del convegno nazionale “Dal Welfare Professionale un modello per il Paese: attualità e prospettive del modello di welfare della Cassa Geometri”che si è concluso ieri a Roma.

Secondo il Presidente della CIPAG, Fausto Amadasi “si va verso un aumento degli anni di lavoro professionale, ma anche verso un impegno globale degli Ordini e dei Collegi professionali, che offra alle nuove generazioni di professionisti il sostegno necessario ad aggredire il mercato”.

In questo contesto, il presidente della Fondazione CENSIS, Giuseppe De Rita ha introdotto il tema della “Ristrutturazione Terziaria”, cioè di un processo che occuperà almeno i prossimi due anni, riordinando gli equilibri del Settore Terziario, che fino a questo momento ha invece dovuto solo riassorbire le fibrillazioni degli altri settori economici. De Rita ha detto che “in quest’ottica la CIPAG deve puntare ad ampliare il proprio mercato e dare garanzia di sostenibilità, in un sistema previdenziale integrato attento a valorizzare il professionista come persona, con una struttura a variabili multiple. La CIPAG deve fidelizzare il professionista, segmentare le prestazioni, attrarre altre professioni contigue attualmente non tutelate né regolamentate”.

“Non più enti pensionistici ma enti polifunzionali” questo l’obiettivo futuro secondo il Dott. Alberto Brambilla, presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale del Ministero del lavoro, il quale ha affermato che “dal 2004 è stato attuata in parte la riforma che apre alla previdenza complementare, all’assistenza sanitaria integrativa, agli aumenti contributivi in esenzione fiscale ed agli accorpamenti tra enti, sempre in esenzione fiscale, ma il sistema va ancora una volta ripensato e posto in un quadro di norme”. Brambilla ha poi annunciato che “è già pronto un rapporto, che sarà pubblicato a brevissimo, sui bilanci trentennali che gli enti previdenziali professionali ci hanno dovuto trasmettere per dimostrare se reggeranno l’urto dell’invecchiamento della popolazione lavorativa, mentre molti enti non hanno un patrimonio che possa durare per gli anni necessari”.

Per Brambilla le parole d’ordine della riforma sono quindi, sostenibilità, adeguatezza e polifunzionalità. Il Presidente del Nucleo di Valutazione ha poi detto che “dal 29 ottobre comincerà a lavorare su questi temi un tavolo di confronto istituzionale, che valuterà le Casse di previdenza professionali sul piano dell’investimento del proprio patrimonio e delle spese di funzionamento. La prospettiva è quella di rafforzare la polifunzionalità, ma il tavolo discuterà anche sulla misura dei contributi previdenziali da parte degli iscritti e sull’età pensionabile”.

Il Prof. Giovanni Geroldi, Direttore generale delle Politiche previdenziali del Ministero del lavoro ha anticipato che nel citato Rapporto sui bilanci trentennali delle Casse dei professionisti, “si evidenzia che gli enti dovranno fare ulteriori interventi, perchè ad alcuni di essi manca ancora qualche anno per raggiungere la sostenibilità trentennale prevista dal comma 763 della finanziaria di 2 anni addietro, dando atto alla CIPAG di aver introdotto alcuni principi del sistema contributivo”. Geroldi ha poi considerato che “le Casse dei professionisti svolgono il ruolo di primo pilastro e devono quindi erogare prestazioni adeguate, come previsto dalla Costituzione. Una via da seguire è quella di allargare la platea degli iscritti alle Casse, con fusioni tra enti previdenziali, come quella ipotizzata per i “professionisti intermedi”, vale a dire Geometri, Periti industriali e Periti agrari”.

Per cui il Direttore ha affermato che “gli altri punti su cui intervenire sono: la gestione patrimoniale ed il sistema di tassazione. Per quanto riguarda gli investimenti immobiliari le Casse propendono verso i Fondi Immobiliari, e questo va visto con favore. Sul piano delle politiche fiscali, invece, sarebbe auspicabile che le Casse siano sostenute con una serie di agevolazioni fiscali almeno pari a quelle della previdenza integrativa, cioè agli enti previdenziali del secondo pilastro, mentre ora, pur essendo parte del primo pilastro, le Casse professionali hanno un trattamento più sfavorevole”.

É stata poi la volta di Domenico Proietti, segretario confederale della UIL, il quale ha analizzato il rapporto “tra previdenza, sanità ed ammortizzatori sociali, alla luce del Libro Bianco elaborato dal Ministero. In questa fase di cambiamento le professioni non possono che rilanciare le proprie Casse di previdenza e tentare di attrarre i lavoratori delle nuove professioni”. Ai lavori è intervenuto anche il Presidente dell’Ente di Previdenza dei Periti Industriali, Florio Bendinelli, il quale ha illustrato i vantaggi “del processo di fusione tra le Casse dei Geometri e dei Periti Industriali, nella direzione auspicata dagli organi di sorveglianza e nell’interesse dei professionisti iscritti.”

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