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CTP e CTU: la Suprema Corte si esprime sul differente regime dei compensi

La prestazione professionale del CTU e quella del CTP differiscono nella parte della liquidazione del compenso. Ce ne parla il nostro esperto

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CTP e CTU svolgono la loro funzione di consulenza nell’ambito di procedimenti giuridici sia civili che penali, ma la prestazione professionale del consulente di parte non è equiparabile in alcun modo a quella del consulente tecnico d’ufficio, anche se sostanzialmente espletano la medesima prestazione.

La Suprema Corte, con sentenza n. 20878 del 15 ottobre 2015, ha chiarito il differente regime dei compensi del consulente tecnico d’ufficio (CTU) e del consulente tecnico di parte (CTP), affermando che, ai fini della liquidazione dei compensi, l’attività di quest’ultimo va parametrata alle tariffe professionali (il compenso per le prestazioni professionali è pattuito, nelle forme previste dall’ordinamento, al momento del conferimento dell’incarico professionale, rendendo noto al cliente il grado di complessità dell’incarico e tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dello stesso), mentre quella del CTU resta legata al D.P.R. 115/2002.

Secondo la Corte di Cassazione, “il consulente tecnico di parte svolge, nell’ambito del processo, attività di natura squisitamente difensiva, ancorché di carattere tecnico, mirando a sottoporre al giudicante rilievi a sostegno della tesi difensiva della parte assistita; pertanto, il suo espletamento è riconducibile al contratto d’opera professionale; ne consegue che il relativo compenso deve essere determinato sulla base delle relative tariffe professionali, mentre non è possibile ricorrere ai criteri seguiti per la determinazione delle spettanze del consulente tecnico d’ufficio, la cui attività non si ricollega ad un rapporto contrattuale” .

Al contrario, il consulente tecnico d’ufficio “opera in posizione d’imparzialità, fornendo al giudicante elementi di valutazione per la risoluzione di questioni il cui esame presupponga il possesso di specifiche cognizioni tecniche (c.d. consulenza deducente), nonché, in, casi particolari, procedendo egli stesso alla rilevazione di fatti il cui accertamento richieda l’utilizzazione delle predette competenze”.

Pertanto, il compenso del CTP, essendo legato ad un rapporto contrattuale, va determinato senza ricorrere ai criteri seguiti per la determinazione delle spettanze del consulente tecnico d’ufficio.

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