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Diplomati tecnici esclusi dagli albi professionali? Il mistero della circolare 7201

Secondo alcune interpretazioni il diploma riferito al IV livello di qualificazione europea impedisce l’accesso dei non laureati alle professioni, ma gli interessati smentiscono

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Su alcuni organi di informazione ha fatto scalpore la notizia che i diplomati tecnici non laureati sarebbero esclusi dagli albi professionali in quanto la qualifica rilasciata con l’attestato dell’esame di Stato al termine della scuola secondaria di secondo grado (ex Maturità) non sarebbe sufficiente a esercitare una professione intellettuale.

La notizia è ricavata dalla circolare n. 7201/2015, avente per oggetto “Diplomi di Stato – Esame di Stato”, con cui il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur) fa presente ai direttori e ai dirigenti scolastici che “sono in corso di stampa presso l’Istituto Poligrafico dello Stato i modelli di diploma di istruzione secondaria di secondo grado, che riportano il riferimento al IV livello delle qualificazioni del quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (Eqf) del 23 aprile 2008, di cui all’Accordo Stato, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano del 20 dicembre 2012.”

Livello Eqf

Tipologia di qualificazione

I

Diploma di licenza conclusiva del I ciclo di istruzione

II

Certificazione delle competenze di base acquisite in esito all’assolvimento dell’obbligo di istruzione

III

Attestato di qualifica di operatore professionale

IV

Diploma professionale di tecnico

Diploma liceale

Diploma di istruzione tecnica

Diploma di istruzione professionale

Certificato di specializzazione tecnica superiore

V

Diploma di tecnico superiore

VI

Laurea

Diploma Accademico di I livello

VII

Laurea Magistrale

Diploma Accademico di II livello

Master universitario di I livello

Diploma Accademico di specializzazione (I)

Diploma di perfezionamento o master (I)

VIII

Dottorato di ricerca

Diploma accademico di formazione alla ricerca

Diploma di specializzazione

Master universitario di II livello

Diploma Accademico di specializzazione (II)

Diploma di perfezionamento o master (II)

 
L’accordo del 20 dicembre 2012
L’accordo del 20 dicembre 2012 cui fa riferimento la circolare ha adottato il “Primo rapporto italiano di referenziazione delle qualificazioni al Quadro Europeo” nel quale sono classificati i titoli di studio italiani nell’ambito degli otto livelli previsti dall’European Qualification Framework (Eqf).

L’Eqf è stato istituito dalla Raccomandazione Ue del 23 aprile 2008, che impegna gli Stati membri ad usare il Quadro europeo delle qualificazioni come strumento di riferimento per confrontare i livelli delle qualificazioni dei diversi sistemi nazionali e “per promuovere sia l’apprendimento permanente sia le pari opportunità nella società basata sulla conoscenza”.

Il testo della circolare sembra intervenire su una questione rimasta aperta dalla riforma dell’istruzione tecnica firmata dall’allora ministro Maria Stella Gelmini (Dpr n. 88/2012), cioè se il diploma tecnico sia valido per l’accesso agli albi, considerando il requisito richiesto dalla Direttiva Ue n. 36 del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, di una laurea almeno triennale che garantisca il raggiungimento del VI livello Eqf, per poter esercitare una professione con le relative responsabilità gestionali e decisionali.

Ulteriori motivi di discussione ha poi suscitato il D. Lgs n. 206 del 9 novembre 2007, di recepimento della La Direttiva Ue n. 36/2005, che introduce il cd “sistema duale” riconoscendo a fianco delle professioni ordinistiche “le “associazioni rappresentative a livello nazionale delle professioni regolamentate per le quali non esistono ordini, albi o collegi, nonché dei servizi non intellettuali e delle professioni non regolamentate”.

Per alcuni commentatori, la circolare del Miur cancella di fatto la possibilità per i neo diplomati tecnici privi di una laurea almeno triennale di accedere agli albi professionali, in quanto i modelli di diploma di istruzione secondaria di secondo grado contengono il riferimento al IV livello delle qualificazioni del quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente.

I Periti Agrari, invece, ritengono tale interpretazione “priva di fondamento” e considerano la circolare una “semplice definizione delle nuove modalità di rilascio dei diplomi … e nulla accenna invece alla questione assai più delicata dei titoli necessari all’accesso ad un esame di stato per la libera professione.”

Una replica più dettagliata viene dalla circolare del Consiglio Nazionale dei Geometri n. 10268 del 3 settembre 2015, secondo cui le notizie diffuse dalla stampa “sono state fornite in modo incompleto e fuorviante” e che la circolare del Miur “non ha nulla a che fare con le professioni tecniche e con i vari percorsi di accesso alle stesse” che sono e restano disciplinati dalle norme vigenti (Legge n. 75/1985, Dpr n. 328/2001, Dpr n. 88/2010).

Posto che i Geometri non sono contrari alla formazione universitaria per la loro categoria professionale, la loro circolare cita l’Allegato A punto 2 ultimo comma del Dpr n. 88/2010, dove si precisa che i diplomi di istruzione secondaria superiore “consentono agli studenti di accedere … ai percorsi di studio e di lavoro previsti per l’accesso agli albi delle professioni tecniche secondo le norme vigenti in materia”.

Per quanto riguarda l’Accordo sulla referenziazione del sistema italiano delle qualificazioni al quadro europeo Eqf, i Geometri ricordano che l’Accordo stesso non tiene conto delle abilitazioni professionali relative alle professioni regolamentate e ne rinvia la referenziazione (punto 3.2).

E’ proprio il caso di dire: tanto rumore per nulla, tuttavia il fatto che basti una circolare ministeriale e qualche articolo di stampa per mettere in discussione un assetto normativo confuso e carente dovrebbe indurre chi ne ha la responsabilità istituzionale a fare chiarezza una volta per tutte sull’accesso agli albi professionali in relazione al quadro europeo di riferimento.

 

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