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Esenzione Ici ed Imu per gli immobili impiegati da enti non commerciali

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Con la sentenza n. 3843 del 15 febbraio 2013 la Corte di Cassazione ha stabilito che l‘esenzione Ici di cui alla lett. i) dell’art. 7, comma 1, del D.Lgs. 504/92, e di conseguenza anche ai fini Imu in virtù del richiamo operato dell’art. 9, comma 8, del D.Lgs. 23/2011, spetta agli enti non commerciali soltanto se gli immobili vengono utilizzati direttamente per le attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché per le attività di cui all’art. 16. lett. a) della L. 222/85.

L’agevolazione non spetta nel caso in cui l’immobile sia utilizzato da un soggetto diverso da quello che lo possiede, anche se l’attività svolta è assistita da finalità di pubblico interesse, qualora lo stesso venga locato.

A ricordarlo è l’Agefis, l’Associazione dei geometri fiscalisti. Allo stesso tempo, con parere favorevole si è espressa la Risoluzione n. 4/DF del 4.3.2013 la quale commentando la sentenza ha ritenuto che “nella particolare ipotesi in cui l’immobile posseduto da un ente non commerciale venga concesso in comodato (n.d.r. gratuito) a un altro ente non commerciale per lo svolgimento di una delle attività di cui alla lett. i) dell’art. 7, comma 1, del D.Lgs. 504/92, possa trovare applicazione l’esenzione in oggetto”. La Risoluzione precisa, inoltre, che “l’utilizzatore deve fornire all’ente non commerciale che gli ha concesso l’immobile in comodato tutti gli elementi necessari per consentigli l’esatto adempimento degli obblighi tributari”.

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