Geologi nei Vigili del Fuoco: le richieste del CNG | Geometra.info

Geologi nei Vigili del Fuoco: le richieste del CNG

Un esempio di attività a largo raggio degli ordini: obiettivo è il riconoscimento della professionalità tecnico scientifica dei geologi all’interno del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

Geologi e vigili del fuoco, binomio professionale
image_pdf

Nuove prospettive di lavoro per i geologi in seno al corpo dei Vigili del Fuoco. A valle dell’incontro tenutosi al Viminale lo scorso 25 luglio tra il sottosegretario del Ministero dell’Interno Stefano Candiani, il Vice Capo Dipartimento Vicario Gioacchino Giomi, il Segretario CNG Francesco Violo ed il Vice Presidente CNG Vincenzo Giovine, la figura del geologo diviene quasi un anello di congiunzione fra le professionalità ingegneristiche, naturalistiche e quelle afferenti alle scienze umane.

Il focus dell’incontro

Il focus dell’incontro è stato quello di discutere delle condizioni di accesso alle funzioni direttive del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per i laureati in Scienze Geologiche ed il riconoscimento delle competenze tecniche degli iscritti agli Ordini Professionali dei Geologi per lo svolgimento dei compiti istituzionali dei Vigili del Fuoco, di primario interesse.

Infatti, come sottolineato anche dal Vice Presidente CNG Vincenzo Giovine, il geologo può apportare competenze tecniche specialistiche fondamentali per l’intervento a seguito di calamità naturali.

Le opportunità

L’auspicio dell’Ordine Nazionale dei Geologi è di avere un numero sempre maggiore di geologi inseriti nel Corpo dei Vigili del Fuoco e l’avvio di un intesa con i VVFF che dia vita ad una sinergica collaborazione per lo svolgimento dei compiti istituzionali in situazioni di emergenza di carattere geologico e ambientale.

Infatti l’esperienza maturata con gli eventi sismici dell’Aquila e di Amatrice ha evidenziato che oltre la metà degli italiani vive in aree soggette ad alluvioni, frane, smottamenti, terremoti, fenomeni vulcanici e persino maremoti, pertanto le conoscenze in materia di rilevamenti geologici con prospezioni geologiche e geofisiche forniscono importantissime informazioni da utilizzare in fase di gestione dell’emergenza.

Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente e delle Mappe ISTAT le persone esposte ad un elevato rischio idrogeologico sono almeno 6 milioni e circa 1,2 milioni gli edifici a rischio.

La situazione nazionale

L’Italia è stata interessata da circa 528.903 frane, dati ISPRA, che hanno interessato un’area di 22.176 km2, pari al 7,3% del territorio nazionale.

Anche le aree a rischio alluvioni ed a elevata pericolosità idraulica sono abbastanza ampie, circa 12.218 km2.

Le attuali condizioni di rischio idrogeologico in Italia sono legate, sia alle caratteristiche morfologiche, idrografiche e geologiche del territorio, sia al forte incremento, a partire dagli anni ’50, delle aree urbanizzate, industriali e delle infrastrutture lineari di comunicazione, che è spesso avvenuto in assenza di una corretta pianificazione territoriale e con percentuali di abusivismo che hanno raggiunto anche il 60% nelle regioni dell’Italia meridionale.

Per questo motivo si ritiene che la figura del geologo rivesta un ruolo di vitale importanza per dare concreta attuazione ad un ampio ed organico programma di prevenzione volto alla messa in sicurezza del nostro territorio, vedasi il Piano Nazionale di Italiasicura, nei confronti dei fenomeni naturali calamitosi.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Geologi nei Vigili del Fuoco: le richieste del CNG Geometra.info