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Geometri, iscrizioni all’Albo: le domande di ammissione vanno presentate entro il 25 giugno

La scadenza del 25 giugno per presentare le domande di ammissione all’esame di abilitazione per l’iscrizione all’Albo professionale e i risvolti del DPR 137/2012

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Le domande di ammissione all’esame di abilitazione per l’iscrizione all’Albo professionale in programma a novembre 2018 possono essere presentate entro il prossimo 25 giugno, presso i 110 Collegi Provinciali dei Geometri e Geometri Laureati in Italia. Un termine utile per i Geometri oggi inquadrati come dipendenti presso una pubblica amministrazione, ciascuno dei quali viene potenzialmente interessato dalla bozza di decreto licenziata dal CSLLPP Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nelle ultime adunanze del 23 e 25 maggio 2018. Un dispositivo che – oltre ai liberi professionisti – oggi prevede per la prima volta l’obbligo di iscrizione in un albo professionale, presso un Ordine/Collegio territoriale, anche per i tecnici dipendenti intenzionati a svolgere l’attività di collaudatore di opere pubbliche.

Nell’ottica di questo importante cambiamento è opportuno specificare nel dettaglio che l’entrata in vigore del DPR 137/2012 ha abrogato tutte le disposizioni regolamentari e legislative incompatibili con lo stesso, fra cui le norme che limitavano l’iscrizione agli Albi professionali (comma 1, art. 2 DPR 137/2012). Fra queste, anche l’ex art. 7 del RD 274/1929, che escludeva per gli impiegati pubblici l’iscrizione all’Albo dei Geometri, contrariamente a quanto ammesso per gli Ingegneri e gli Architetti.

Dai tecnici diplomati verso i tecnici laureati

Un passaggio inedito che consentirà finalmente ai Geometri di ottimizzare i percorsi di carriera all’interno delle pubbliche amministrazioni, laddove è previsto che una serie di mansioni possa essere svolta esclusivamente da chi è iscritto a una Categoria professionale, come – per l’appunto – quella di collaudatore di opere pubbliche. Tenuto conto, inoltre, che la natura degli iscritti alla Categoria sta rapidamente evolvendo dai tecnici diplomati verso i tecnici laureati, si riapre – rispetto al passato – una partita che può rivelarsi molto interessante per un Geometra con specifiche competenze di carattere interdisciplinare, che potrà così andare a ricoprire nuovamente ruoli apicali nella pubblica amministrazione.

Come commenta il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli, si tratta di “un provvedimento apripista e dalla portata innovativa”. Savoncelli sottolinea che “è importante sapere che il collaudatore – da ora in poi – dovrà essere considerato come un libero professionista a tutti gli effetti, analogamente impegnato all’osservanza dei suoi requisiti, pur restando inquadrato come un pubblico dipendente. Solo così, per fare un esempio, sarà tenuto a svolgere le attività formative e di aggiornamento continuo, al pari dei tecnici che svolgono la libera professione”.

Il decreto, come da prassi, dovrà essere emanato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sarà attuativo del D.Lgs. 50/2016 del Codice degli appalti (comma 8, articolo 102); tra le misure previste l’istituzione di un Albo dei collaudatori (tenuto dallo stesso MIT), aperto esclusivamente agli iscritti ai relativi Ordini/Collegi professionali (geometri, ingegneri, architetti e profili tecnici idonei), consultabile dalle stazioni appaltanti per l’assegnazione dell’incarico.

Vantaggi ai geometri dipendenti pubblici

Uno scenario che – in prospettiva – potrà garantire non pochi vantaggi ai geometri dipendenti pubblici: la ratio contenuta nel decreto, infatti, può diventare il viatico per consentire loro migliori percorsi di carriera, soprattutto in considerazione della possibilità (al pari – appunto- dei liberi professionisti) di potere operare in autonomia per quanto riguarda i lavori di ordinaria manutenzione, nonché nel ruolo di componenti tecnico-amministrativi presso le commissioni preposte.

In attesa della conclusione dell’iter, è importante sapere come tale risultato sia stato raggiunto tenendo conto delle indicazioni della Rete delle Professioni Tecniche, che ha ribadito la necessità che il collaudatore (chiamato a svolgere una prestazione professionale complessa e delicata come il controllo del processo di esecuzione di un’opera pubblica), debba presentare requisiti che sono propri di chi è iscritto all’Ordine/Collegio. In primis, il rispetto delle norme deontologiche e, a seguire, la specifica formazione professionale e la conoscenza dell’evoluzione normativa in materia. L’osservanza di tale disposizione comporterà un impatto qualitativamente rilevante per la pubblica amministrazione e per la collettività, come meglio specificato già nelle righe precedenti.

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