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Geometri per il Sismabonus: decreto corretto, accesso consentito

Pubblicato il decreto correttivo che 'risolve' la temporanea esclusione di geometri e periti dagli interventi legati all'ottenimento del Sismabonus 2017

Maurizio Savoncelli, presidente CNGEGL
Maurizio Savoncelli, presidente CNGEGL
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“Desidero ringraziare il Signor Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, il suo staff, la struttura tecnica e il Consiglio Superiore per averci ascoltato e per aver compreso la necessità di intervenire con un decreto correttivo in tempi brevissimi”: così Maurizio Savoncelli, presidente del Cngegl, giustamente soddisfatto, commenta l’emanazione del decreto ministeriale del Mit, 7 marzo 2017 n. 65, che sostanzialmente elimina la restrizione ai laureati in ingegneria o architettura per gli interventi interenti al Sismabonus.

Il decreto interviene in tempi da record risolvendo una polemica che stava assumendo contorni anche piuttosto grotteschi. In sostanza, il Mit ha emanato il 28 febbraio 2017 il decreto ministeriale n. 57, che istituisce le linee guida per la classificazione sismica degli edifici ai fini dell’ottenimento del Sismabonus, lo strumento predisposto dalla Legge di Bilancio 2017 che va a incentivare interventi di messa in sicurezza sismica per gli edifici.

Alla lettura del documento, era saltato subito agli occhi un passaggio, ovvero il comma 1) dell’art. 3, dove si diceva:

“L’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico in possesso di una laurea in ingegneria o architettura secondo le competenze di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n 328, e iscritti ai relativi Ordini di appartenenza”.

La restrizione ai laureati in ingegneria e architettura aveva scatenato malumori. I periti industriali, in una nota, avevano dichiarato di essersi sentiti ‘esclusi’. I geometri hanno dichiarato subito di attendersi una modifica del decreto. Che è arrivata.

Nel decreto del 7 marzo testo e allegati sostanzialmente sono invariati e riprodotti integralmente, fatta eccezione per quel comma, che diventa:

“L’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza”.

Niente più vincolo di laurea in ingegneria o architettura, ma un più generico rispetto di posizioni nelle competenze reciproche dei professionisti.

Per Savoncelli questo è: “un provvedimento che sancisce l’operatività – a ciascuno per le rispettive competenze – di tutti i professionisti tecnici, iscritti ad ordini e collegi professionali. Uno strumento indispensabile per far partire questa importante ed epocale attività di prevenzione del rischio sismico, che trova la sua prima operatività nelle misure del sisma bonus. La sicurezza delle costruzioni deve essere auspicata su tutto il patrimonio edilizio esistente: non solo sui grandi fabbricati, ma anche sulle piccole modeste costruzioni. Chiarezza e strumenti operativi adeguati sono elementi indispensabili per raggiungere i risultati attesi dai cittadini e dal Paese”.

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