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La disciplina Iva sull’acquisto di voli per i professionisti

Imprese e professionisti acquistano on-line i propri biglietti aerei che serviranno per effettuare viaggi di lavoro. Ecco come gestire le principali problematiche fiscali inerenti alla disciplina Iva

Man with a boarding pass
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Ormai, imprese e professionisti acquistano on-line i propri biglietti aerei che serviranno per effettuare viaggi di lavoro. Vediamo assieme le problematiche fiscali e come gestirle al meglio.

Trasporto aereo di passeggeri
Sulla base della tabella che precede ne deriva che un volo aereo (nell’ambito di un unico contratto di trasporto) che abbia come luogo di partenza l’Italia e destinazione l’estero (indipendentemente dal fatto che si tratti di uno Stato UE oppure extra-UE) o viceversa, oppure si tratti di un volo che abbia come partenza e come destinazione uno Stato estero ma venga attraversato il territorio dello Stato italiano, l’operazione sarà considerata territorialmente rilevante, limitatamente alla tratta percorsa nel territorio dello Stato e il 38% del corrispettivo sarà considerato non imponibile ai sensi dell’art. 9 del D.P.R. n. 633/1972.

Trasporto di persone: territorialità IVA in tabella

Prestatore Committente Luogo di esecuzione del trasporto Rilevanti ai fini IVA in Italia
Italiano Italiano/Estero Distanza percorsa in Italia
Distanza percorsa all’estero
SI (**)
NO
Estero Italiano Distanza percorsa in Italia
Distanza percorsa all’estero
SI (*) (**)
NO
(*) Se il prestatore non è “stabilito” in Italia, il committente soggetto passivo IVA “stabilito” in Italia dovrà procedere con reverse charge (ovvero autofattura se il prestatore è “stabilito” in un Paese extra-UE), ai sensi dell’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972.
(**) Nell’ipotesi di trasporto internazionale, torna applicabile la non imponibilità di cui all’art. 9, primo comma, n. 1), del D.P.R. n. 633/1972. Al riguardo si tenga presente che per il trasporto in acque territoriali la parte rilevante territorialmente in Italia è pari al 5% della tariffa; riguardo al trasporto aereo internazionale la parte territorialmente di competenza è pari al 38% della tariffa.

N.B.: invece, se la tratta di un volo aereo è interamente nazionale, troverà applicazione l’aliquota IVA agevolata del 10%, come previsto dal numero 127-novies) della Tabella A, parte III allegata al D.P.R. n. 633/1972.
N.B.: con riferimento al regime di detraibilità o meno dell’imposta si ricorda che l’art. 19-bis1, comma 1, lett. e) stabilisce che, salvo formino oggetto dell’attività propria dell’impresa, non è ammessa in detrazione l’imposta relativa a prestazioni di trasporto di persone.

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Servizio aereo reso da una compagnia aerea estera non stabilita nel territorio dello Stato nei confronti di un committente, soggetto passivo IVA, ivi stabilito: profili operativi
• Rilevanza territoriale del trasporto, ai sensi dell’art. 7-quater, comma 1, lett. b) del D.P.R. n. 633/1972, in proporzione alla distanza percorsa nel territorio dello Stato;
• forfetizzazione della tratta riferibile al territorio dello Stato italiano nella misura del 38% nell’ipotesi di voli internazionali, in dipendenza di unico contratto;
• non imponibilità IVA, ai sensi dell’art. 9, comma 1, numero 1) del D.P.R. n. 633/1972, della tratta territorialmente rilevante riferita ai trasporti di persone eseguiti in parte nel territorio dello Stato e in parte in territorio estero in dipendenza di unico contratto;
• assoggettamento ad IVA con l’aliquota del 10%, come previsto dal numero 127-novies) della Tabella A, parte III allegata al D.P.R. n. 633/1972, qualora un volo aereo sia interamente nazionale;
• indetraibilità dell’IVA, ai sensi dell’art. 19-bis1, comma 1, lett. e) del D.P.R. n. 633/1972, relativa alle prestazioni di trasporto di persone.

In tal caso il debitore dell’imposta non è il prestatore, bensì il committente, il quale deve opportunamente attivarsi mediante il meccanismo dell’inversione contabile.

L’inversione contabile verrà gestita con modalità e tempistiche diverse a seconda dello Stato in cui è stabilito il prestatore:
• se il prestatore è stabilito in uno Stato extracomunitario, il committente dovrà emettere autofattura il giorno di effettuazione dell’operazione, assoggettandola ad IVA oppure indicando il titolo di non imponibilità (per la tratta territorialmente rilevante pari al 38%) a seconda dei casi;
• se il prestatore è stabilito in uno Stato comunitario si applicherà quanto previsto dall’art. 17, comma 2 del D.P.R. n. 633/1972. Quindi, il committente provvederà ad integrare la fattura emessa dal prestatore, indicando l’imposta o il titolo di non imponibilità (per la tratta territorialmente rilevante pari al 38%) a seconda dei casi.

Gli adempimenti sopra esposti (connessi all’inversione contabile) dovranno essere effettuati tutte le volte in cui il committente del servizio risulti essere l’operatore economico (impresa o esercente arte o professione) indipendentemente dalla documentazione in suo possesso che potrebbe essere anche limitata al semplice biglietto cartaceo o elettronico oppure, in aggiunta al biglietto, all’eventuale estratto di conto nei casi, ad esempio, in cui la prenotazione dei voli aerei avvenga per il tramite di un’agenzia di viaggio.

N.B.: nei casi in cui la compagnia estera dovesse emettere erroneamente una fattura con addebito di IVA la CM n. 28 del 21 giugno 2011 ha chiarito che:
• il committente italiano dovrà procedere all’applicazione del reverse charge e non tenere conto della fattura emessa dalla compagnia aerea;
• non dovrà annotare la fattura emessa dalla compagnia aerea nel registro degli acquisti di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972;
• non dovrà esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA erroneamente addebitata in fattura.

La compagnia aerea che ha emesso fattura irregolare, invece, potrà rettificare l’erronea fatturazione tramite emissione di una nota di variazione ai sensi dell’art. 26, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972.

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