La fattura per il nuovo regime forfettario: ecco come si compila | Geometra.info

La fattura per il nuovo regime forfettario: ecco come si compila

Come compilare una fattura? Come ci si comporta nelle operazioni intracomunitarie? Come funziona la ritenuta d'acconto nel regime dei minimi 2016? Vediamolo con il nostro esperto

MINIMI
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In prima battuta si ricorda che tale regime è stato introdotto dal 1° gennaio 2015.

IVA e contenuto

Nella fattura:

  • vanno indicati gli elementi richiesti dall’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972;
  • non va esposta l’IVA, in quanto operazione non soggetta ad IVA;
  • si deve riportare un’apposita dicitura, al fine di evincere che il cedente/prestatore rientra nel regime forfetario, che può avere il seguente contenuto letterale: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190/2014 – Regime forfetario”.

Operazioni intracomunitarie
In tema di operazioni intracomunitarie l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quanto segue ( scarica la Circolare n. 10/E del 4 aprile 2016):

Cessioni intracomunitarie di beni Le cessioni di beni effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA UE non sono considerate cessioni intracomunitarie, bensì operazioni interne e sulle fatture deve essere indicata la dicitura “non costituisce operazione intracomunitaria ai sensi dell’art. 41, comma 2-bis del d.l. 331/93”, con conseguente esenzione dall’iscrizione nell’archivio VIES e dalla compilazione dei modelli Intrastat.
Acquisti intracomunitari di beni
  • Acquisti intracomunitari di beni inferiori a 10.000 euro: nel caso in cui gli acquisti intracomunitari siano di importo inferiore ai 10.000 euro nell’anno precedente e fino a quando, nell’anno in corso non è stato superato tale limite, l’IVA deve essere assolta nel Paese del cedente comunitario. Quindi, per il soggetto acquirente italiano non sussiste l’obbligo di iscrizione al VIES e compilazione degli INTRASTAT beni.
  • Acquisti intracomunitari superiori a 10.000 euro: se gli acquisti intracomunitari superano il limite dei 10.000 euro l’acquisto è rilevante in Italia secondo le regole ordinarie degli acquisti intracomunitari, quindi, l’acquirente italiano dovrà iscriversi al VIES, fare il reverse charge in Italia (indicando l’aliquota dovuta e la relativa imposta, da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, procedere alla doppia annotazione nei registri IVA, senza diritto alla detrazione dell’imposta) e compilare gli elenchi INTRASTAT beni.
Prestazioni di servizi di cui all’art. 7-ter del DPR n. 633/1972 Così come era stato già chiarito con la RM 75/E del 2015 anche il forfetario dovrà adottare le regole previste per le prestazioni di servizi c.d. generiche di cui all’art. 7-ter del DPR n. 633/1972 (iscrizione al VIES, INTRASTAT servizi, reverse charge).

 

Operazione Regime forfettario Regime dei Minimi
Cessione intracomunitaria di beni Operazione interna Operazione interna
Acquisto intracomunitario di beni Operazione intracomunitaria se > 10.000 Operazione intracomunitaria
Prestazione intracomunitaria resa Operazione intracomunitaria Operazione intracomuniaria
Prestazione intracomunitaria ricevuta Operazione intracomunitaria Operazione intracomunitaria

 

Leggi anche La fattura del professionista: la base imponibile, l’emissione e il contenuto

Operazioni con l’estero
Il contribuente forfetario per le cessioni all’esportazione indicherà all’interno della fattura il riferimento all’art. 8 del D.P.R. n. 633/1972 e la dicitura “operazione non imponibile” (ai sensi dell’art. 21, sesto comma, lett. b, del D.P.R. n. 633/1972).

Inoltre, apporrà la corretta dicitura in presenza di operazioni assimilate alle esportazioni quali servizi internazionali, cessioni verso il Vaticano e nei confronti di soggetti che beneficiano delle agevolazioni previste da Trattati ed accordi internazionali.

Imposta di bollo
Sulle fatture, se il corrispettivo è superiore ad euro 77,47, torna l’obbligo di assolvere l’imposta di bollo nella misura di euro 2, in quanto l’operazione è non soggetta ad IVA (circolare n. 7/E del 2008).

Sono esenti dall’imposta di bollo le fatture riguardanti gli acquisti intracomunitari, nonché le operazioni per le quali il contribuente minimo assume la veste di debitore d’imposta (ad esempio gli acquisti soggetti al reverse charge).

 

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Ritenuta d’acconto
I ricavi e i compensi di contribuenti nel nuovo regime forfetario non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta.
Ciò posto, i contribuenti nel regime forfetario devono rilasciare un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva.

Scarica qui gli esempi per:
la Dichiarazione di esonero dall’applicazione della ritenuta d’acconto

la Fattura contribuente nel nuovo regime forfetario

Profili IVA passaggio dal regime ordinario al nuovo regime forfetario (ovvero viceversa)
Nel momento in cui un contribuente accede al nuovo regime forfetario, così come in caso di transito, anche per opzione, al regime IVA ordinario, sarà obbligato operare la rettifica della detrazione IVA di cui all’art. 19-bis2 del D.P.R. n. 633/1972.

  • Più in dettaglio:
    in caso di passaggio dal regime ordinario a quello forfetario è rettificata la detrazione dell’IVA assolta a monte già operata secondo le regole ordinarie; tenendo presente che la rettifica va operata nella dichiarazione IVA dell’ultimo anno di applicazione delle regole ordinarie (quindi, ipotizzando l’accesso al regime forfetario, dal 2015, il riferimento è alla dichiarazione IVA 2015 relativa al 2014);
  • invece, in caso di passaggio dal regime forfetario al regime ordinario, la rettifica andrà effettuata nella dichiarazione IVA del primo anno di applicazione delle regole ordinarie (prendendo a riferimento l’esempio precedente, ipotizzando la fuoriuscita dal regime forfetario dal 2016, il riferimento è alla dichiarazione IVA 2017 relativa al 2016).

L’accesso al regime forfetario comporta la rinuncia all’esigibilità differita per le operazioni effettuate nei confronti dello Stato e degli enti pubblici (di cui all’art. 6, quinto comma, del D.P.R. n. 633/1972), o soggette al regime di IVA per cassa, con necessità di versamento dell’IVA indipendentemente dal pagamento dei corrispettivi fatturati.

Risulta possibile optare per l’applicazione di IRPEF ed IVA secondo i metodi ordinari, nella prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. L’opzione in tal caso è valida (e vincola il contribuente) per un triennio.

Uscita dal regime forfetario e profili sanzionatori
L’uscita dal regime forfetario è prevista a decorrere dall’anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni previste per l’accesso al nuovo regime.

In caso di infedele indicazione dei dati attestanti i requisiti e le condizioni prescritte, le misure delle sanzioni minime e massime stabilite dal D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, sono aumentate del 10% se il maggiore reddito accertato supera del 10% quello dichiarato.

 

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