La progettazione illuminotecnica degli ambienti di lavoro secondo il Tusl | Geometra.info

La progettazione illuminotecnica degli ambienti di lavoro secondo il Tusl

La progettazione di una buona visione negli uffici dipende da parametri di illuminotecnica, da criteri di percezione esterocettiva e altre variabili

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Attendendosi a quel che dice il Tusl (Testo unico sicurezza sul lavoro) in merito alla progettazione degli ambienti di lavoro, l’allegato IV riporta una breve sezione dedicata all’illuminotecnica, 1.10 “Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro”.

L’illuminazione, naturale o artificiale, deve essere adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere di lavoratori.

I livelli ottimali di illuminamento, espressi in lux, dipendono dal tipo di lavoro che si deve svolgere. La maggior parte dei lavori che si svolgono negli uffici e nelle aule scolastiche hanno a che fare soprattutto con la lettura e la scrittura.
La norma tecnica di riferimento è la UNI EN 12464-1, aggiornata nel 2011, che indica i requisiti minimi di illuminamento per:
— locali fotocopie, stampa, reception: 300 lux,
— scrittura, lettura, elaborazione dati, CAD: 500 lux,
— disegno tecnico 750 lux,
— altre zone occupate continuativamente: almeno 200 lux.

Le lampade devono avere una buona resa cromatica, tra 75 e 100, e una tonalità di colore il più possibile simile a quella della luce naturale.
A livello cognitivo, spazi ben illuminati hanno effetti positivi sulla prestazione lavorativa in termini di produttività e accuratezza. Oltre alla misura dell’intensità della luce, la progettazione di uffici è legata a molte variabili che riguardano la posizione e l’uniformità delle sorgenti con ridotto flickering (sfarfallio), la distanza tra la sorgente e il piano da illuminare, l’assenza di abbagliamento, le caratteristiche di questo spazio e quelle fisiologiche dell’apparato visivo del lavoratore. È un dato di fatto, ad esempio, che l’uso degli schermi dei computer può creare problemi di salute come la riduzione dell’acuità visiva e cambiamenti nella percezione del colore.

Esiste poi una correlazione tra il colore e la luce, secondo cui, in generale, la luce calda influisce positivamente rispetto a quella fredda sulla prestazione cognitiva di concentrazione e, di conseguenza, lavorativa. Questo assunto è contraddetto nella valutazione del comfort nel caso in cui i luoghi di lavoro siano già caldi per le alte temperature. Anche in ambienti dove è importante la vivacità e il dinamismo, come nelle trattative promozionali o di vendita, la luce fredda è più consigliata.

Rispetto ai colori, essi possono essere impiegati in maniera consapevole nella progettazione per migliorare la percezione esterocettiva (dello spazio o della temperatura), soprattutto laddove siano presenti situazioni poco gradevoli legate al microclima o alla quantità di spazio a disposizione.

Infine non si dimentichi che, per quanto riguarda la visione, avere a disposizione una finestra, anche lontana, permette di riequilibrare l’aspetto del benessere psicofisico legato ai sentimenti di isolamento, claustrofobia e tensione.

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