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Le donne geometra e la libera professione

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Caparbie e determinate ad inserirsi in un mercato del lavoro: questo emerge da un sondaggio eseguito sulle donne che svolgono la libera professione di geometra che, sebbene sia aperta ormai da trent’anni a un processo di femminilizzazione (grazie anche al qualificato tasso di scolarizzazione offerto dalle donne), tuttavia rimane allo stesso tempo collocata in una società ancora fortemente restia ai mutamenti culturali, sociali e organizzativi che renderebbero tale femminilizzazione più fluida e meno problematica per le sue protagoniste.

La scelta stessa della professione geometra è stata compiuta in grande autonomia: in appena un terzo dei casi (circa il 33%) è stata condivisa con altri componenti del nucleo familiare, ma per la maggior parte (circa il 65%) le donne geometra sono le sole, in famiglia, a svolgere questo lavoro. Si tratta dunque di un interesse forte e radicato, indipendente da pressioni esterne o forme di convenienza, lo stesso vivo interesse che ha indotto le donne a non temere di agire e muoversi in attività tradizionalmente considerate più adatte agli uomini: effettuare rilievi, frequentare cantieri, elaborare progetti.

Anche il numero di anni dai quali ciascuna lavoratrice svolge la professione (per il 66% dei casi, meno di dieci) conferma che l’aumento più significativo della presenza femminile nel settore è avvenuto di recente, contestualmente ad un’affermazione sempre più evidente dell’indipendenza sociale e culturale della donna.

Le auspicate elasticità e flessibilità non hanno impedito comunque alle lavoratrici di essere molto impegnate sul lavoro e di dedicare ad esso gran parte del proprio tempo: infatti, mentre il pubblico impiego va strutturandosi in modo più confacente ai ruoli multipli della donna, al contrario il lavoro autonomo è ancora carente sotto il profilo della conciliazione tra esigenze sociali e professionali. D’altronde, anche solo considerando le occupazioni femminili più “tradizionali”, le donne italiane lavorano più degli uomini: in media 8 ore al giorno, contro meno di 7 per gli uomini. In particolare, le donne geometra sostengono in buona parte (55%) di dedicare al lavoro anche più di 8 ore al giorno.

Esse svolgono in maggioranza (circa l’83%) la professione a tempo pieno, mentre solo il rimanente 17% ha anche altre occupazioni lavorative, optando quindi per la formula del part-time; formula che, in generale, non è infatti particolarmente incentivata nel mercato italiano del lavoro. Accade invece il contrario in altri paesi europei, ove qualificazione e ottimizzazione delle “risorse rosa”, insieme a varie iniziative in favore delle esigenze femminili, hanno determinato considerevoli aumenti di efficienza e produttività.

Le donne geometra non vogliono innescare nessun antagonismo con i propri colleghi, anzi li desiderano complici, più "amici", più presenti. Desiderano trovarseli sempre al proprio fianco perché la ricchezza di un Paese si avvale delle rispettive differenze integrate e di conseguenza anche una Categoria professionale diventa forte nel cancellare ogni forma di preconcetto nella differenza dei sessi.

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