Professione geometra: anche per le attività atipiche servono i contributi | Geometra.info

Professione geometra: anche per le attività atipiche servono i contributi

La Cassazione si esprime sul concetto di "esercizio della professione" e sui redditi prodotti dalla libera professione

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Recentemente, con la sentenza n. 24303 del 2015, la sezione Lavoro della Cassazione ha avuto modo di delineare il concetto di esercizio della professione e sui redditi derivanti dalla libera professione.

Il caso prende le mosse da un ricorso presentato da un geometra contro la cartella della Cassa italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri liberi professionisti (Cipag), emessa per richiedere il pagamento dei contributi assicurativi sui redditi prodotti nell’attività svolta dallo stesso come perito assicurativo per un periodo determinato e mai versati nella Cassa previdenziale.

La Corte di Cassazione ha stabilito che un professionista è tenuto comunque a versare i contributi alla Cassa anche per redditi dovuti ad attività non strettamente tipiche e attinenti alla professione ma che richiedono la stessa competenza.

In buona sostanza, deve esserci un nesso professionale tra le attività svolte, costituito dalle competenze proprie del professionista, a prescindere dall’attività svolta. Pertanto, per determinare se il reddito professionale prodotto sia assoggettabile alla contribuzione – in questo caso dovuta alla CIPAG – la Cassazione ha inteso il concetto di esercizio della professione comprensivo oltre che dell’espletamento delle prestazioni tipicamente professionali (quelle riservate agli iscritti negli appositi albi) anche l’esercizio di attività che, pur non professionalmente tipiche, presentino, tuttavia, un nesso con l’attività professionale strettamente intesa, in quanto richiedono le stesse competenze tecniche di cui il professionista ordinariamente si avvale nell’esercizio dell’attività professionale e nel cui svolgimento, quindi, mette a frutto anche la specifica cultura che gli deriva dalla formazione tipologicamente propria della sua professione, derivandone, di conseguenza, che il parametro dell’assoggettamento alla contribuzione è la connessione fra l’attività da cui il reddito deriva e le conoscenze professionali, ossia la base culturale su cui l’attività stessa si fonda, connessione che trova esclusivamente il limite dell’estraneità dell’attività stessa alla professione.”

Ne deriva, secondo la suprema Corte, che il parametro dell’assoggettamento alla contribuzione è la connessione fra l’attività da cui il reddito deriva e le conoscenze professionali, ossia la base culturale su cui l’attività stessa si fonda, connessione che trova esclusivamente il limite dell’estraneità dell’attività stessa alla professione.

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