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Professione geometra, si cambia: il testo della riforma presentato alla Camera

Esame di laurea abilitante, obbligo di laurea specializzante per l'esercizio, abolizione dell'Esame di Stato tradizionale: questi i punti cruciali della proposta di legge di riforma della professione geometra presentata alla Camera

Camera
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Un momento fondamentale per chiarire e definire quello che sarà il futuro della professione geometra: questa mattina, alle ore 10, è stata infatti presentata alla Camera dei Deputati la proposta di legge per la riforma del percorso di accesso e di formazione alla professione del geometra. A esporre il testo la firmataria della proposta di legge, On.le Simona Flavia Malpezzi, e il Presidente del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati Maurizio Savoncelli.
In tempo reale vi forniremo aggiornamenti e documentazione sulla presentazione e sulle reazioni dei parlamentari, che appaiono in prima battuta positive.

Di seguito, vi riportiamo il testo integrale della relazione di accompagnamento che ricalca quello della proposta di legge di riforma dell’accesso alla professione geometra presentata alla Camera.

 

Premessa

In Italia la professione di geometra è regolamentata dal Regio Decreto n. 274 dell’11 febbraio 1929 e la categoria è rappresentata dal Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNGeGL). Pur essendo fra le professioni intellettuali che traggono fondamento dall’articolo 2229 del Codice Civile, come il medico, l’avvocato, il farmacista e il notaio, non richiede obbligatoriamente come unico requisito una laurea specifica, consentendo l’accesso alla professione anche con il diploma di scuola media superiore, oggi rilasciato – a seguito della riforma dei cicli scolastici del 2010 dagli Istituti Tecnici, settore Tecnologico “Costruzioni, Ambiente e Territorio (CAT)”.

L’accesso alla professione avviene dopo il superamento dall’Esame di Stato, che permette il conseguimento dell’abilitazione professionale, e può essere sostenuto dopo aver svolto un tirocinio di 18 mesi (prima del 2012 era di 24 mesi) presso un geometra professionista, un ingegnere civile, un architetto, iscritti da un quinquennio nei rispettivi elenchi professionali, oppure dopo aver svolto attività tecnica subordinata, per almeno 5 anni, presso uno studio tecnico professionale. In entrambi i casi è necessario possedere lo specifico diploma di scuola media superiore.

Infine il DPR 328/2001, che recepisce l’introduzione in tutti i Paesi europei di un sistema di titoli universitari articolati su più livelli, adegua al nuovo sistema di titoli universitari la disciplina dei requisiti per l’ammissione agli esami di Stato per l’esercizio delle professioni regolamentate. Nel caso del geometra, e delle altre professioni tecniche intermedie, come il perito industriale, il perito agrario e agrotenico, l’articolo 55 del decreto 328 stabilisce che all’esame di Stato, oltre ai titoli e ai tirocini previsti dalla normativa vigente, fosse possibile accedere anche con la laurea triennale, comprensiva di un tirocinio di 6 mesi. L’elenco delle classi di laurea comprende la classe L7 (Ingegneria Civile e Ambientale), L17 (Scienze dell’Architettura), L21 (Scienze della Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale), L23 (Scienze e Tecniche dell’Edilizia). Ci troviamo dunque di fronte a due tipologie di geometri: coloro che accedono all’esame di abilitazione dopo aver conseguito lo specifico diploma secondario, aver svolto la pratica professionale ma senza essere laureati; coloro che accedono all’abilitazione dopo aver conseguito la laurea triennale in una delle classi previste e anche senza avere lo specifico diploma secondario. Tutto ciò conservando – in ogni caso – la medesima competenza professionale per il geometra, ossia quella stabilita quasi 90 anni fa dal Regio Decreto 274/1929.

Questo passaggio spiega perché la stessa denominazione del Consiglio Nazionale Geometri divenne Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati.


Perché una proposta di legge che vuole riformare la professione di geometra

In base a quanto delineato, si è ritenuto necessario riformare urgentemente la normativa italiana della formazione e dell’accesso alla professione del geometra, affinché sia unicamente di tipo dedicato alla professione di geometra e articolata lungo un percorso didattico più ampio e approfondito dell’attuale. Questo nuovo modello di istruzione consentirà al geometra di poter svolgere la propria professione in modo assolutamente qualificato, rispondendo a un’esigenza di tipo economico e sociale, legata all’importante e tradizionale servizio tecnico e amministrativo reso a favore degli enti locali e dei cittadini in modo capillare in tutto il Paese.

Nel nostro Paese non c’è famiglia, infatti, che non si sia rivolta – almeno una volta – a un geometra per l’ordinaria o la straordinaria manutenzione/ristrutturazione della propria abitazione, per il rilievo di un appartamento o di un edificio, per una visura o un frazionamento catastale, per una divisione di beni e proprietà fra eredi, per redigere una tabella millesimale di un condominio, o per una consulenza tecnica in caso di contenzioso giudiziale o strasgiudiziale. Per non parlare degli uffici tecnici pubblici, o delle imprese edili e non che, al loro interno, annoverano sempre la presenza della figura professionale del geometra. Una professionista familiare in ogni comunità, un vero e proprio tecnico multidisciplinare della porta accanto.

L'On.le Simona Flavia Malpezzi, il presidente Cngegl, Maurizio Savoncelli e l'On.le Manuela Ghizzoni illustrano il testo della proposta di legge alla Camera dei Deputati

L’On.le Simona Flavia Malpezzi, il presidente Cngegl, Maurizio Savoncelli e l’On.le Manuela Ghizzoni illustrano il testo della proposta di legge alla Camera dei Deputati

Un’attività oggi svolta da oltre 100mila geometri in Italia, di cui circa 9mila sono donne: la loro presenza negli ultimi anni è cresciuta del 15%. Gli studi professionali del geometra sono ampiamente diffusi nel territorio nazionale e non esiste comune italiano che ne sia privo, anche se difficilmente raggiungibile come il caso delle piccole isole. Una professione capace di attrarre i giovani, grazie agli spazi di lavoro e alle opportunità di crescita professionale economicamente soddisfacenti che riserva questo specifico ruolo tecnico, una professione da avviare in modo autonomo, o in coworking con altri colleghi e tecnici, al fine di competere insieme sul mercato nazionale e internazionale con una maggiore varietà di specializzazioni, come hanno dimostrato molte case history di iscritti all’Albo Nazionale. Per allestire oggi uno studio i costi da sostenere possono variare da 10mila a 15 mila euro.

Non solo. Il processo di innovazione che sta interessando il mondo del lavoro coinvolge direttamente anche i geometri professionisti, che per espletare i propri incarichi, hanno sempre unito – in un sapiente mix – una formazione polivalente e un ruolo multidisciplinare a soluzioni e strumenti all’avanguardia tecnologica. Questo ha consentito loro di essere da sempre i protagonisti della dematerializzazione e della digitalizzazione delle procedure tecniche professionali. Un vantaggio competitivo che, alla luce della riforma del percorso di accesso alla professione, possa trasformarsi in una ulteriore e rinnovata capacità a favore della categoria, che continuerà a contribuire all’evoluzione digitale del Paese e alla realizzazione di una crescita economica sostenibile, in cui siano disponibili nuovi e migliori posti di lavoro.

A quanto finora è stato dettagliato, si aggiunge inoltre la necessità di un adeguamento alla normativa europea, che non lascia spazio a equivoci: per tutti i liberi professionisti europei sarà obbligatorio in futuro il possesso del titolo universitario per poter esercitare la professione a livello transazionale (G.U. Europea del 16/7/2014). Su questo punto, il parere del CESE (Comitato economico e sociale europeo) sul tema “Ruolo e futuro delle libere professioni nella società civile europea del 2020” include un’analisi strategica (sia dal punto di vista storico, sia sociologico) e una visione complessiva che parla chiaramente di “….libera professione svolta sulla base di una formazione universitaria di alto livello” …; suggerendo di “…stabilire una definizione unica delle libere professioni che sia valida per tutta l’Europa”.

Complessivamente sono queste le principali ragioni che hanno motivato la presentazione di questa proposta di legge, che si basa su un chiaro e forte indirizzo strategico delineato dall’organo che li rappresenta istituzionalmente (CNGeGL) che, per voce del suo Presidente Maurizio Savoncelli ha ufficialmente preso posizione più volte sull’argomento.


Come si articola la riforma

L’aspetto principale della riforma è l’introduzione dell’obbligo, per chi desidera esercitare la professione di geometra, di una specifica laurea triennale professionalizzante e abilitante all’esercizio della professione. Una caratteristica quest’ultima, quella relativa all’abilitazione professionale, che si pone come un ottimo banco di prova a livello nazionale, grazie all’avvio territoriale dei progetti pilota di laurea per il geometra, svolti in collaborazione con le università, gli istituti tecnici (CAT, ITS) e i Collegi Provinciali dei Geometri interessati.

La principale caratteristica di una laurea professionalizzante per geometri sarà quella di garantire, anche con docenze extra universitarie temporanee affidate a esperti e professionisti, l’apporto di conoscenza/abilità/competenze per superare la genericità della formazione degli ordinamenti delle classi di laurea attualmente previste dal DPR 328/2001.

La proposta di legge, che ha fatto proprio l’equilibrio delle componenti culturali e tecniche (costruzioni, estimo, topografia) non entra nei dettagli sul curriculum del corso di laurea, ma pone le basi perché i presupposti formativi siano disciplinati dall’apposito decreto ministeriale che ne fisserà l’ordinamento didattico a livello nazionale, contemplando correttamente gli spazi di autonomia di pertinenza degli atenei, senza che questi possano alterare l’obiettivo finale.

Un secondo e centrale aspetto della riforma proposta è che l’esame di laurea sia abilitante all’esercizio della professione. Il corso di laurea contiene, infatti, un tirocinio professionale semestrale, sostitutivo di quello previsto. Ne deriva che, una volta avviato il nuovo percorso, l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di geometra, sia gradualmente soppresso con conseguente e progressivo abbattimento dei costi per lo Stato unita a una notevole semplificazione procedurale. E’ utile ricordare che in Germania le università professionalizzanti (Fachhoschulen) sono diffusissime in tutto il territorio nazionale.

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