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Progettare gli uffici: ergonomia e arredamenti

L’ergonomia applicata all’arredamento negli uffici permette di creare spazi più piacevoli ed efficienti. I nostri consigli al progettista

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Luoghi di lavoro come gli uffici comportano la ripetitività della posizione assunta dai lavoratori nelle loro mansioni da svolgere. Inoltre ambienti poco piacevoli influiscono negativamente sulle prestazioni. La qualità dell’interazione che il lavoratore stabilisce con l’ambiente dipende da diversi fattori: fisici, cognitivi, sociali e organizzativi. Di questi aspetti si occupa l’ergonomia.

BENESSERE PSICOFISICO + ALTE PRESTAZIONI = ERGONOMIA

Nel progetto ergonomico, l’utente è sempre posto come centro di interesse, sia nelle caratteristiche e capacità fisiche (compatibilità), nelle esigenze da soddisfare con la massima efficienza (rispondenza all’uso), con il massimo gradimento e il minimo stress (valore), tenendo conto che tutto l’ambiente deve essere funzionale.

Per quanto riguarda l’aspetto biomeccanico, l’ideale sarebbe progettare secondo le caratteristiche fisiche dei fruitori degli arredi (genere, altezza, lunghezza degli arti, forza fisica, forza di presa della mano, raggio d’apertura delle braccia, presenza di patologie muscolari o sensoriali).
Ovviamente la postazione di lavoro in ufficio non è soltanto riferita alla scrivania e alla sedia, ma anche ai ripiani, ai mobiletti, agli scaffali utilizzati per l’immagazzinamento del materiale necessario. Una sedia scomoda o il rapporto sbagliato tra altezza della scrivania e quella della sedia può addirittura condurre alla sindrome cervico-branchiale occupazionale, che si manifesta con tensione muscolare alle braccia, al collo e alle spalle.

La qualità sensoriale dell’ambiente di lavoro riguarda invece le proprietà dei materiali (termiche, tattili, olfattive ecc.). Quando essi sono di origine naturale, come il legno, risultano essere più gradevoli e invitano la rilassatezza e la permanenza nei luoghi per lunghi periodi. Per l’efficienza e la concentrazione, si dovrebbe equilibrare questo senso di calma con materiali tecnici come, ad esempio, vetro, metallo e plastiche, che influiscono sulla reattività dell’utente.

Come detto all’inizio, le situazioni negli uffici sono spesso ripetitive. Se questa condizione può dare un senso di sicurezza ad alcune persone, per coloro che svolgono compiti più creativi sarebbe auspicabile avere alternanza di stimoli. Così a uno spazio di lavoro privato e silenzioso potrebbe essere frapposto uno spazio comune più chiassoso e interattivo, dove socializzare e magari ristorarsi.

Infine, per rigenerarsi dalla fatica mentale associata al lavoro, sarebbe ottimale beneficiare di una visuale da una finestra. Altrimenti, sarà possibile pensare di portare l’ambiente naturale dentro a quello lavorativo in maniera più o meno artificiosa (link ad articolo sulla biofilia in preparazione).

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