Prove sui materiali previste dalle N.T.C. 2008 | Geometra.info

Prove sui materiali previste dalle N.T.C. 2008

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L’entrata in vigore, lo scorso 1 luglio delle Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14 gennaio 2008), anche per le opere non contemplate fra quelle di interesse strategico di cui alla O.P.C.M. n° 3274, ha richiesto a tutti gli addetti ai lavori uno sforzo notevole per l’adeguamento di procedure, di mezzi e di risorse. L’incontro che si propone, vuole fornire lo spunto per una riflessione su argomenti il cui contenuto è certamente innovativo e che possono avere un qualche impatto nella gestione dei lavori pubblici.

Fra tutti si richiama, in estrema sintesi, il cap. 6 – Progettazione geotecnica del quale si evidenzia il pregio di avere regolamentato l’attività sperimentale a corredo della caratterizzazione e modellazione geotecnica (par. 6.2), finalizzata alla progettazione ed esecuzione delle opere di fondazione e delle costruzioni in terra, individuando, prima, precise responsabilità nella programmazione delle indagini (par.6.1.2) e successivamente prescrivendo che le attività sperimentali geotecniche, in situ ed in laboratorio, vengano eseguite e certificate dai laboratori di cui all’art. 59 D.P.R. 380/del 2001 (par. 6.2.2).   

Altro argomento di grande interesse, anche alla luce della più recente cronaca, è il cap. 8 – Costruzioni esistenti che disciplina le procedure di approccio, nella valutazione della sicurezza delle costruzioni esistenti, prescrivendo che non possano prescindere

dal livello di conoscenza della qualità residua dei materiali, della geometria delle strutture, fuori terra e in fondazione, del modello statico. Avere affrontato il problema della verifica strutturale, del consolidamento strutturale, dell’adeguamento sismico, delle costruzioni esistenti (patrimonio edilizio ed opere d’arte) dopo anni di generiche “idoneità statiche” e non meglio identificate “dichiarazioni di non pregiudizio statico” evidenzia, finalmente, l’attenzione di queste Norme verso la sicurezza e la tutela della pubblica incolumità.

In ultimo il cap. 11 – Materiali e prodotti per uso strutturale del quale ci pare opportuno richiamare un principio generale che sancisce che tutti i materiali impiegati con finalità strutturali debbano essere identificati e qualificati (marcatura CE, benestare tecnico europeo ETA, Certificato di Idoneità Tecnica all’Impiego) a cura del Produttore e che debbano essere accettati prima dell’impiego, previa verifica preliminare della coerenza della documentazione d’origine e successivo controllo della conformità dei prodotti forniti a quelli dichiarati, dal Direttore dei Lavori (par. 11.1). Anche in questo caso le prove su materiali e prodotti, a seconda delle specifiche procedure applicabili, assumono particolare rilevanza ai fini della garanzia della sicurezza e devono essere eseguite e certificate dai laboratori di cui all’art. 59 D.P.R. 380/del 2001 (par. 11.1).

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