Relazione peritale e relazione tecnica: quella differenza non troppo sottile | Geometra.info

Relazione peritale e relazione tecnica: quella differenza non troppo sottile

Relazione peritale e relazione tecnica sono due momenti finali di due processi logici diversi. Ecco l'analisi della nostra esperta

relazione peritale
image_pdf

Come abbiamo visto, il completamento delle operazioni peritali è rappresentato dalla relazione tecnica, che racchiude in sé non solo i risultati delle indagini e delle osservazioni ma anche la documentazione prodotta dalle parti e tutti i risultati degli accertamenti compiuti.

Il consulente, di norma, è chiamato ad integrare le conoscenze del giudice in campi professionalmente lontani dal suo ruolo. La scopo della consulenza tecnica d’ufficio è dunque quella di integrare le conoscenze del giudice e, pur potendo il consulente tecnico compiere accertamenti di fatto di carattere tecnico utili alla valutazione del giudice, questo non significa che egli possa sostituirsi alla parte che ha l’effettivo onere di provare.

La relazione peritale può costituire anche fonte oggettiva di prova quando si risolve in uno strumento oltre che di valutazione tecnica anche di accertamento e di descrizione di situazioni di fatto, tali da essere rilevabili nella loro obiettiva consistenza solo col ricorso a determinate cognizioni tecniche.

Il giudice può trarre da essi, elementi di giudizio determinanti al fine della decisione della controversia, anche se tali dati siano difformi o in contrasto con altre risultanze dell’istruttoria.

La relazione allora si pone come una sorta di mediazione, quanto per cercare di comprendere le dichiarazioni contenute nell’ambito del contesto di molti altri dati che condizionano o integrano il significato letterale delle dichiarazioni stesse.

E’ opportuno differenziare il processo verbale delle operazioni, ovvero la stesura di un atto in cui sono verbalizzate le operazioni di sopralluogo, con il corpus della relazione tecnica.

Il primo atto è una mera descrizione di ciò che il CTU ha fisicamente “percepito”.

La relazione tecnica, invece, è rappresentata dalle successive conclusioni peritali, dove l’esperto, applicando la propria conoscenza, effettuerà un ragionamento logico-deduttivo al fine di risolvere i quesiti posti dal giudice.

La consulenza tecnica ha inizio con le operazioni peritali, che a loro volta iniziano con l’accettazione dell’incarico da parte del perito, obbligatoria a meno che sussista un giusto motivo di astensione.

Successivi all’accettazione sono il giuramento e il conferimento dell’incarico da parte del Giudice e la formulazione dei quesiti a cui il CTU deve attenersi, nonché la fissazione della data entro cui la relazione con il relativo verbale delle operazioni compiute va depositata.

Ma come si coniuga la perizia, come atto scritto, con il principio dell’oralità del processo?

Tenendo a mente il tenore della norma (art. 195, comma 2, c.p.c.), se il consulente tecnico d’ufficio agisce con l’intervento del giudice, la documentazione è data dal processo verbale redatto dal cancelliere, ma se i rilievi e le osservazioni investono questioni complesse, il giudice può disporre che sia redatta apposita relazione.

Se le indagini sono compiute senza l’intervento del giudice, il consulente tecnico ne deve fare relazione: in tal caso il contraddittorio è garantito dall’obbligo di inserire le osservazioni e le istanze che le parti hanno compiuto direttamente o a mezzo dei loro CTP (art. 194, comma 2, c.p.c.).

In quest’ultimo caso, la relazione è rappresentata dall’elaborato scritto che il consulente tecnico d’ufficio deve presentare nel termine stabilito dal giudice che gli ha affidato l’incarico.

Nella prassi giudiziaria, spesso l’attività del consulente si esaurisce con la stesura della relazione basata sui quesiti posti dal giudice, senza ulteriori interventi nel processo. Ciò perché, l’ipotesi delle indagini compiute con l’intervento del giudice sembrerebbe essere rimasta solo sulla carta.

Consulta nella sezione modulistica, i seguenti moduli:

Comunicazione di inizio operazioni peritali

Istanza per autorizzazione all’accesso ai luoghi

Istanza per impossibilità all’accesso dei luoghi

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Relazione peritale e relazione tecnica: quella differenza non troppo sottile Geometra.info