Soggetti formatori sicurezza sul lavoro: chi può fare corsi per RSPP e ASPP? | Geometra.info

Soggetti formatori sicurezza sul lavoro: chi può fare corsi per RSPP e ASPP?

Chiarimento sui soggetti formatori nei corsi per RSPP e ASPP, alla luce del nuovo Accordo per la formazione del 7 luglio 2017

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Il nuovo Accordo per la formazione di RSPP e ASPP del 7 luglio 2016, sulla base di quanto disposto dall’art. 32, comma 4 del D.Lgs. n. 81/2008, opera una parziale rivisitazione dei soggetti che possono erogare i corsi di formazione e di aggiornamento per lo svolgimento dell’incarico di RSPP e ASPP.
Si riporta di seguito l’elenco dei soggetti autorizzati, operando un confronto con le indicazioni in tal senso contenute al fine di evidenziarne i cambiamenti:

Soggetti formatori ai sensi dell’Accordo CSR 7 luglio 2016 Soggetti formatori ai sensi dell’Accordo CSR 26 gennaio 2006 e dell’art. 32, comma 4, del D.Lgs. n. 81/2008
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, anche mediante le proprie strutture tecniche operanti nel settore della prevenzione (Aziende Sanitarie Locali, ecc.) e della formazione professionale di diretta emanazione regionale o provinciale Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano
Gli Enti di formazione accreditati in conformità al modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’Intesa sancita in data 20 marzo 2008 e pubblicata sulla GURI del 23 gennaio 2009
Le Università Le Università
Le scuole di dottorato aventi ad oggetto le tematiche del lavoro e della formazione
Le istituzioni scolastiche nei confronti del personale scolastico e dei propri studenti Le istituzioni scolastiche statali, nei confronti del proprio personale, riconducibili alle seguenti tipologie:
1. istituti tecnici industriali;
2. istituti tecnici aeronautici;
3. istituti professionali per l’industria e l’artigianato;
4. istituti tecnici agrari;
5. istituti professionali per l’agricoltura;
6. istituti tecnici nautici;
7. istituti professionali per le attività marinare
L’INAIL ISPESL, INAIL e IPSEMA
Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco o i corpi provinciali dei vigili del fuoco per le Province autonome di Trento e Bolzano Corpo nazionale dei vigili del fuoco
L’Amministrazione della Difesa L’Amministrazione della Difesa
Le amministrazioni statali e pubbliche di seguito elencate, limitatamente al personale della pubblica amministrazione sia esso allocato a livello centrale che dislocato a livello periferico:
• Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
• Ministero della salute;
• Ministero dello sviluppo economico;
• Ministero dell’interno: Dipartimento per gli affari interni e territoriali e Dipartimento della pubblica sicurezza;
• Formez;
• SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione)
Le amministrazioni statali e pubbliche di seguito elencate, limitatamente al personale della pubblica amministrazione sia esso allocato a livello centrale che dislocato a livello periferico:
• Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
• Ministero della salute;
• Ministero dello sviluppo economico;
• Ministero dell’interno: Dipartimento per gli affari interni e territoriali e Dipartimento della pubblica sicurezza;
• Formez;
• Scuola superiore della pubblica amministrazione e le altre Scuole superiori delle singole amministrazioni
Le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e gli organismi paritetici quali definiti all’art. 2, comma 1, lett. ee), del D.Lgs. n. 81/2008 per lo svolgimento delle funzioni di cui all’art. 51 del D.Lgs. n. 81/2008, limitatamente allo specifico settore di riferimento Le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori o gli organismi paritetici
I fondi interprofessionali di settore nel caso in cui, da statuto, si configurino come erogatori diretti di formazione
Gli ordini e i collegi professionali Gli ordini e i collegi professionali, già abilitati ai sensi dell’art. 10, commi 1 e 2 del D.Lgs. n. 494/1996 (NdA: oggi art. 98, comma 1 del D.Lgs. n. 81/2008), limitatamente ai propri iscritti

Dal suddetto elenco si evince come, secondo il nuovo Accordo, gli ordini e i collegi professionali, tutti, sono autorizzati ad organizzare corsi per la formazione di RSPP e ASPP ed essi potranno essere frequentati da chiunque, non solo dai propri iscritti.
Tuttavia, le novità più rilevanti sono probabilmente quelle riguardanti le associazioni sindacali di datori di lavoro e lavoratori, nonché gli organismi paritetici. Per tali soggetti, pur essendo confermata la possibilità di effettuare corsi di formazione, essa dovrà essere:
• limitata al settore di riferimento;
• subordinata alla sussistenza del requisito di “rappresentatività”.

Per quanto riguarda la prima, in effetti, non si comprende benissimo quali siano le intenzioni dell’estensore dell’Accordo. Difatti il nuovo provvedimento conferma la necessità di un percorso formativo nei tre Moduli A, B e C come previsto anche dal previgente Accordo in materia ma, come anche precedentemente previsto, l’unico di questi moduli ad essere differenziato per settori di attività è il Modulo B. Tuttavia la maggior parte delle ore di formazione previste per il Modulo B sono comuni a tutti i settori di attività e solamente una parte integrativa (12 o 16 ore) sarà caratteristica di specifici settori.
Pertanto, in effetti, non si comprende perché limitare al solo settore di riferimento la formazione dei Moduli A e C e la parte B in comune, visto che i loro contenuti sono identici per qualunque settore. L’ipotesi più plausibile è che, in realtà, la limitazione in parola operi solo per la frequentazione dei Moduli B specialistici.
Per intenderci, un’associazione sindacale del settore del commercio potrebbe erogare formazione a chiunque intenda svolgere l’incarico di RSPP o ASPP, compreso, ad esempio, chi intendesse operare, successivamente nel settore dell’edilizia, fermo restando la necessità che costui completi il proprio percorso formativo con il Modulo B integrativo specifico del settore dell’edilizia che, in questo caso, potrà essere erogato solo da un’associazione sindacale o un organismo paritetico riferibile a tale settore. Del resto, con le nuove regole, chi frequentasse i corsi, ad esempio, per svolgere il ruolo di RSPP in un’azienda del settore del commercio (per il quale è sufficiente frequentare i Moduli A, B “comune” e C), sarebbe abilitato automaticamente a svolgere il medesimo ruolo in aziende appartenenti ad altri settori (fatti salvi quelli per cui il nuovo Accordo prevede la frequentazione dei Moduli specialistici), per cui anche dal punto di vista pratico, tale limitazione non sembrerebbe portare alcun valore aggiunto.

Per quanto riguarda, invece, la sussistenza del requisito di rappresentatività, tale indicazione deve essere letta congiuntamente alla nota al punto 2, lett. l) presente nel testo dell’Accordo, la quale ribadisce (come già a suo tempo fecero la circolare del Ministero del lavoro n. 20 del 29 luglio 2011 e le linee applicative del 25 luglio 2012) la necessità che gli organismi paritetici e le associazioni sindacali di datori di lavoro e lavoratori, per poter svolgere il ruolo di soggetti formatori, debbano essere rappresentativi a livello nazionale, citando a tal fine i criteri che devono essere valutati nel loro complesso per verificare tale requisito:
1) consistenza numerica degli associati delle singole OO.SS.;
2) ampiezza e diffusione delle strutture organizzative;
3) partecipazione alla formazione e stipulazione dei contratti nazionali collettivi di lavoro (non si può considerare a tal fine la mera firma per semplice adesione);
4) partecipazione alla trattazione delle controversie di lavoro.
Questo sforzo ulteriore di chiarimento su come si possa valutare il requisito della rappresentatività è senz’altro apprezzabile, tenuto conto soprattutto della proliferazione di organismi paritetici cui si è assistito in questi anni, la cui genesi è stata fondamentalmente legata proprio al business della formazione. Restano tuttavia tutte le perplessità riguardanti la mancanza di disponibilità di dati per eseguire materialmente tale valutazione e l’assenza di controlli da parte della Pubblica autorità relativamente al possesso dei requisiti richiesti nei confronti di associazioni sindacali e organismi paritetici.
Un’altra puntualizzazione degna di evidenza è anch’essa contenuta nella citata nota al punto 2, lett. l) che prevede la possibilità di erogare formazione per RSPP e ASPP anche per le strutture formative di esclusiva e diretta emanazione delle associazioni sindacali o degli organismi paritetici, a patto che queste siano accreditate ai sensi dell’Intesa sancita in data 20 marzo 2008. Il sospetto è che, con questa previsione, la Conferenza Stato-Regioni intendesse porre un freno alla proliferazione di strutture formative “patrocinate” da sigle sindacali o organismi paritetici, perlopiù sconosciute e spesso prive di anche solo di una sede degna di questo nome.
Se così fosse, il fine è senz’altro lodevole, ma curiosamente l’estensore dell’Accordo non si è reso conto che tale precisazione è semplicemente pleonastica, dato che, non essendo tali strutture appartenenti all’elenco dei soggetti autorizzati ope legis, in effetti l’unico modo che esse avrebbero per poter operare, sarebbe proprio quello di ottenere un accreditamento regionale come indicato nella seconda riga della precedente tabella.
Andrebbe altresì chiarito se per tali strutture valgono le limitazioni relative alla possibilità di erogare corsi solo per il settore di riferimento e del rispetto del criterio di rappresentatività, riferibili all’organizzazione sindacale o all’organismo paritetico di emanazione.

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