Split payment elenchi definitivi per il 2017: profili operativi | Geometra.info

Split payment elenchi definitivi per il 2017: profili operativi

A luglio le Finanze hanno pubblicato gli elenchi definitivi che identificano i soggetti in ambito split payment. Facciamo chiarezza

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Il 26 luglio 2017 sul sito del Dipartimento delle Finanze (www.finanze.gov.it) sono stati pubblicati gli elenchi definitivi per il 2017 che identificano i soggetti in ambito split payment per le fatture emesse dal 1° luglio 2017. Tali elenchi vanno presi a riferimento per le fatture emesse dal 1° luglio 2017 al 31 dicembre del 2017. Invece, a novembre 2017 saranno pubblicati dei nuovi elenchi per identificare le società in ambito split payment per le fatture che saranno emesse dal 1° gennaio 2018.

Ciò premesso si evidenzia che il Decreto del 13 luglio 2017 (che è intervenuto modificandolo il precedente Decreto del 27 giugno 2017) ha disposto che le pubbliche amministrazioni (PA) destinatarie del meccanismo dello split payment coincidono con le PA per le quali è obbligatorio emettere fattura elettronica (ex articolo 1, commi da 209 a 2014, della Legge del 24 dicembre 2007, n. 244).

Ne consegue, ora, che il riferimento normativo della fatturazione elettronica e dell’articolo 17-ter del D.P.R. n. 633/1972 (split payment) coincide e l’elenco corrisponde a quello dell’indice delle Pubbliche amministrazioni (Ipa sul sito www.indicepa.gov.it). Conseguentemente, per identificare le PA in ambito split payment si dovrà fare riferimento esclusivamente all’indica Ipa. Rimangono esclusi dallo split payment i soggetti classificati nella categoria dei “Gestori di pubblici servizi” (articolo 57-bis, comma 1, del D.Lgs. n. 82/2005) che sono compresi nell’indice Ipa.
Le novità introdotte ad opera del Decreto 13 luglio 2017 si applicano alle fatture per le quali l’imposta diventa esigibile a partire dal giorno successivo a quello di pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento (quindi dal 25 luglio 2017) e si conferma la correttezza dei comportamenti tenuti, nel rispetto delle modifiche in commento, con riferimento a tutte le fatture divenute esigibili in data precedente alla pubblicazione delle modifiche in commento.

Si ricorda, inoltre, che rientrano nello split payment le Società:
a) controllate direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri attraverso il controllo di diritto o di fatto (art. 2359, primo comma, nn 1) e 2, cod. civ.);
b) controllate direttamente dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni attraverso il controllo di diritto (art. 2359, primo comma, n. 1), cod. civ.);
c) quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana;
d) controllate direttamente o indirettamente attraverso il solo controllo di diritto (art. 2359, primo comma, n. 1), cod. civ.), delle società a controllo pubblico di cui alle precedenti lett. a) e b) anche se quotate.

Al riguardo, diversamente da quanto accade per le PA andranno presi a riferimento gli elenchi pubblicati sul sito del dipartimento delle Finanze che come scritto per il 2017 sono stati pubblicati il 26 luglio 2017.

Di seguito si riportano, gli adempimenti in capo ai fornitori nonché degli acquirenti in ambito split payment per le fatture emesse dal 1° luglio 2017.

Adempimenti dei fornitori per le fatture emesse in split payment
Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate, i fornitori sono tenuti ad emettere la fattura con l’annotazione “scissione dei pagamenti” ovvero “split payment”, ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972.
Quindi, per le fatture emesse dal 1° luglio 2017 nei confronti di cessionari/committenti rientranti nello split payment, l’IVA non sarà corrisposta ai fornitori/professionisti ma liquidata all’erario dalle società ed enti acquirenti soggetti allo split payment.
Più in particolare, da un punto di vista operativo, il fornitore (in base ai chiarimenti contenuti nella citata circolare 13 aprile 2015, n. 15/E):
• deve registrare nel registro “IVA vendite” le operazioni effettuate e la relativa IVA non incassata dai fornitori;
• non deve computare nella liquidazione di periodo l’IVA a debito indicata in fattura;
• deve annotare in modo distinto (anche con l’eventuale istituzione di appositi codici IVA) la fattura emessa in regime di split payment, indicando l’aliquota applicata e l’ammontare dell’imposta.

Esempio di fattura in split payment dal 1° luglio 2017
Alfa S.p.A.
Via ……….. n. ………
Città …………..
P.I. e C.F. – …….

Spett.le Beta S.p.A.
Via ……….. n. ………
Città …………..
P.I. e C.F. – …….

Unità di misura Descrizione Quantità Presso unitario Aliquota IVA Importo
Pezzi Sedie ufficio 10 50,00 22% 500,00
Imponibile 500,00 Totale imponibile 500,00
IVA 22% 110,00 Totale IVA 110,00
Totale fattura 610,00
Scissione dei pagamenti ai sensi dell’art. 17 ter del D.P.R. n. 633/1972

Adempimenti degli acquirenti per le fatture ricevute in split payment
Il Decreto 27 giugno 2017 non ha apportato modifiche con riferimento alle modalità di versamento dell’IVA da parte delle pubbliche amministrazioni che effettuano acquisti in ambito split payment ai fini istituzionali, infatti, tali Pubbliche amministrazioni continueranno a versare l’IVA mediante il modello F24 “enti pubblici”, utilizzando apposito codice tributo, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’IVA è divenuta esigibile.
Invece, sempre il Decreto 27 giugno 2017 con riferimento alle Pubbliche Amministrazioni e le società, identificate ai fini IVA, che effettuano acquisti di beni e servizi nell’esercizio di attività commerciali potranno procedere al versamento dell’IVA mediante due modalità tra loro alternative.
La prima modalità prevede che per il versamento dell’IVA le Pubbliche amministrazioni che esercitano attività commerciale e le altre società possono procedere al versamento dell’IVA mediante presentazione del modello F24, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile, senza possibilità di compensazioni e con la futura introduzione di un apposito codice tributo.
In alternativa, le Pubbliche amministrazioni che agiscono in ambito commerciale e le società, per le fatture oggetto di split payment possono (il Decreto attuativo ha stabilito che tali regole non tornano applicabili con riferimento ai committenti/cessionari banche e società assicurative per i quali continuano a tornare applicabili le particolari modalità di annotazione e liquidazione stabilite per tali categorie – Decreto del MEF n. 75 del 12 febbraio 2004 e Decreto del Ministro delle Finanze del 30 maggio 1989):
• annotare le fatture nel registro di cui agli artt. 23 o 24 del D.P.R. n. 633/1972, entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile, con riferimento al mese precedente;
• imputare l’IVA dovuta alla liquidazione periodica del mese dell’esigibilità (o del relativo trimestre in caso di liquidazioni trimestrali);
• registrare le fatture nel registro degli acquisti di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, ai fini di esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta.

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