Super geometra: il totale dissenso dei Geomobilitati | Geometra.info

Super geometra: il totale dissenso dei Geomobilitati

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Geomobilitati, la Federazione autocostituita per la difesa dei geometri e geometri laureati, ha scritto una lettera in cui associazione di categoria per la difesa, promozione e rivalutazione della figura del Geometra. In particolare, si allude ancora una volta alla ormai ‘celebre’ circolare del Miur che, secondo una determinata interpretazione, ridefiniva i termini formativi per l’accesso alla professione e all’iscrizione all’albo. Di seguito, riportiamo in forma integrale il messaggio dei Geomobilitati.

“Negli ultimi mesi si sono susseguite notizie pubblicate su varie testate giornalistiche nazionali, circa la proposta presentata il 30/07/2015 dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e G.L., di istituire un percorso di laurea triennale riservato esclusivamente agli studenti dell’Istituto Tecnologico CAT, propedeutico all’iscrizione, senza esame di Stato, all’Albo Professionale dei Geometri e G.L.

Tale ipotetico corso di laurea, accessibile solamente ai giovani provenienti dall’Istituto Tecnologico CAT, avrebbe una durata di tre anni e si svolgerebbe negli stessi Istituti Tecnici con indirizzo CAT sulla base di singole convenzioni stipulate tra le Università ed il Consiglio Nazionale Geometri, avvalendosi prevalentemente di docenti ora impegnati nella formazione tecnica di secondo grado.
Infine, detto corso di laurea verrebbe proposto ovunque con programmi di insegnamento e discipline non modificabili e sostituirebbe l’esame di Stato di abilitazione professionale, oggi indispensabile per l’accesso all’Albo e l’esercizio della libera professione.

La scrivente Federazione, recependo anche altri documenti provenienti da più parti del Paese che evidenziano criticità della suddetta proposta e in rappresentanza di un vasto numero di Geometri liberi professionisti, si fa portavoce di un diffuso dissenso per quanto enucleato nella proposta formulata dal Presidente del CNGeGL.

Nel motivare tale dissenso, va però osservato che, proprio ed anche quale conseguenza della proposta di nuovo percorso di accesso all’Albo, nei giorni scorsi ampie notizie di stampa, con pubblicazione in prima pagina a caratteri cubitali, davano già per certa l’impossibilità futura, per i possessori di un diploma di geometra o di un diploma di formazione tecnica CAT conseguente alla riforma Gelmini, di accesso all’Albo professionale. Tale notizia, scaturita da un’errata e suggerita interpretazione della circolare di codesto Ministero (dott. Palumbo), con la quale venivano indicate le caratteristiche del nuovo diploma di Istruzione Tecnica di secondo grado, è stata smentita con nota 31/08/2015 (inviata alla stampa ma non a codesto Ministero) dallo stesso Presidente del CNG che l’aveva provocata dando ampie e trionfalistiche notizie alla stampa della proposta a Lei consegnata il 30 luglio scorso.

Naturalmente i due fatti sopra segnalati hanno creato totale disorientamento tra gli studenti iscritti agli istituti Tecnologici CAT, tra i genitori che hanno già iscritto o che avrebbero voluto iscrivere i propri figli al CAT, tra tutti i geometri (vecchio ordinamento) in possesso di abilitazione professionale e tra quelli (oltre 300.000) che svolgono la professione come dipendenti della Pubblica Amministrazione, di private aziende ed imprese di costruzione.

Anche senza aspettare che codesto Ministero si esprima sulla proposta di “Laurea per geometra” lo sconcerto dei genitori, che sperano nella formazione tecnologica CAT per avviare al lavoro i propri figli entro il compimento dei 20 anni e degli stessi docenti degli Istituti (molto criticati in passato) ed ora demotivati dall’erogare formazione professionalizzante (…tanto ci penserà poi l’Università!), provocherà una drastica riduzione delle iscrizione al CAT a tutto vantaggio dei licei scientifici, che consentono ai giovani in possesso della maturità di scegliere qualunque facoltà, lavoro e professione.

La circolare di codesto Ministero a tutti gli Uffici Scolastici periferici giustamente indica che il diploma di formazione tecnologica CAT rientra nel IV livello europeo EQF, ma questo nulla ha che vedere con l’accesso ad una professione ordinistica, regolata da specifiche norme di legge, e che lo stesso quadro dei reciproci riconoscimenti EQF, nonché le determinazioni della Conferenza Stato Regioni, escludono dalle rispettive previsioni attuative.
In detta circolare, inoltre, nulla viene detto del fatto che in Europa il IV livello EQF si raggiunge con quattro anni di formazione tecnica, mentre in Italia gli anni sono cinque e quell’anno in più, unito ad un post secondario di qualità, che la stessa categoria organizza nel periodo del praticantato, oppure in 4 o 6 semestri di ITS, appositamente creati per formare specialisti di settore, oppure ancora con i contratti di alta formazione e ricerca previsti dalle norme sull’apprendistato (d lgs 276/2003 art. 50), garantiscono già oggi, ovviamente con l’irrinunciabile esame di Stato, un moderno e sicuro accesso all’Albo professionale dei geometri, ottenuto valorizzando la scuola/lavoro con l’intervento organizzativo ed economico del sistema produttivo del Paese.

Tra l’altro le norme attualmente in vigore per abbracciare la professione, e non solo la libera professione, sono varie e differenziate a seconda delle disponibilità territoriali, dell’andamento del mercato, di finanziamenti regionali per gli ITS, della vicinanza alle sedi universitarie e, non ultimo, della capacità e volontà formativa degli organi di categoria nei confronti dei giovani.

Non si condivide un percorso di accesso obbligatorio ed unico: cosa se ne farebbe di questa “laurea da geometra” un soggetto che decidesse a 50 anni di cambiare lavoro?
Le motivazioni del totale dissenso dalla proposta di “Laurea da geometra” avanzataLe derivano proprio dalle considerazioni sopra espresse ed inoltre:

Le domande più frequenti che si sono intercettate in questo periodo sono:
– Quale sarebbe la ripercussione economica previdenziale sull’intera attuale categoria in prospettiva del calo inevitabile di nuove iscrizioni all’ Albo dei Geometri? Infatti non è da sottovalutare l’attuale scarsa appetibilità della professione del geometra o geometra laureato, con un regolamento professionale fermo al 1929 e dall’oneroso e sperequato quadro contributivo in cui stagna l’intera categoria.
– Ci sarà la possibilità di definire le reali competenze esclusive del geometra laureato? Come è ben noto in ambito professionale si possono applicare tutte le competenze acquisito durante tutto il percorso formativo di ciascun ordine scolastico, tuttavia esiste una nebulosa interpretazione sulle competenze professionali, non solo dei diplomati geometri, ma anche di quelle degli iscritti alla sez B con quelli della sez A di ciascun albo dei laureati, laddove esistono, che sicuramente discrimina e non invoglia l’iscrizione a tale percorso scolastico proposto.
– Quale futuro avranno i geometri già iscritti da tanti anni all’albo?

Esiste già il corso di laurea di classe 7^ con tutte le sue articolazioni, decise dai vari programmi accademici in funzione delle esigenze dell’economia e del Territorio. Tali programmi contengono già le discipline previste dal corso di laurea proposto dal CNG. Non vi è alcuna necessità di un corso di classe 7^ (di serie B) che darebbe accesso al solo Albo dei geometri.

Tutti i corsi universitari di classe 7^ portano i giovani ad un laurea che, per effetto del DPR 328/2001 art: 55 dà loro diritto ad accedere a varie professioni, che vengono scelte generalmente dopo il tirocinio previsto dal percorso accademico.
La stessa possibilità di scelta della professione è riservata ai laureati delle classi 8^, 20^ e 24^; tutti possono accedere agli esami di Stato di ingegneri sez. B, architetti sez. B, agronomi e forestali sez. B, periti industriali, periti agrari, agrotecnici ed ovviamente possono accedere all’esame di abilitazione per l’accesso all’Albo dei geometri. E’ proprio questa possibilità di scelta della professione che ha determinato il nuovo nome della categoria: “Geometri e Geometri Laureati”.

L’ipotesi di effettuare corsi accademici presso gli Istituti Tecnologici creerebbe una strana ed inusitata commistione tra formazione universitaria e formazione tecnica di secondo livello. Si stenta a credere che le Università possano gradire tale commistione, che solo le Università telematiche avrebbero interesse a sottoscrivere.

Non sono stati ipotizzati i costi, a carico degli studenti e delle loro famiglie, del proposto corso di laurea. Non sono stati valutati inoltre gli abbandoni scolastici che già affliggono con numeri rilevanti i normali corsi universitari di classe 7^ soprattutto nei primi due anni di corso. Nulla da dire per le scelte dei professionisti geometri che, per svolgere meglio la loro professione, decidono di laurearsi. Per loro si tratta di una libera scelta formativa e non di una costrizione per mantenere l’iscrizione all’Albo: non vi saranno abbandoni scolatici per questa categoria di professionisti in genere con attività già ben avviata.

L’abilitazione professionale conseguita con specifico esame di Stato non può essere sostituita dalla frequenza ad un corso universitario o dalla discussione di una tesi di laurea. L’esame di Stato, svolto con due prove scritte e da una orale, si riferisce ad attività operative di lavoro e non al trattamento di un singolo tema come per la tesi di laurea. L’esame di Stato é previsto da una norma costituzionale che ne sancisce la necessità per l’accesso ad una professione ordinistica tutelata. Sarebbe un grave errore rinunciarvi!

L’ultima riforma dell’Università italiana ha giustamente suddiviso le lauree per classi individuanti le diverse discipline formative e non già le professioni che potranno essere esercitate dai laureati. All’interno degli indirizzi della varie classi l’attività da svolgere sarà una scelta successiva agli studi. Non abbiamo una laurea da architetto, ingegnere o geologo, bensì lauree di architettura, ingegneria, geologia, etc. (forse con l’unica eccezione delle professioni mediche). La laurea da geometra sarebbe un ritorno al passato.

Infine, il proposto corso di laurea darebbe un duro colpo di grazia agli ITS, nati appunto per creare tecnici specialisti nei più vari settori della tecnologia. A tali corsi, già avviati in varie Regioni italiane, partecipano gli studenti provenienti dal CAT ed in genere dagli Istituti Tecnologici, oltre che dai licei. La partecipazione ai suddetti corsi sostituisce la pratica professionale prevista per i geometri dalla legge 75/85 e dà diritto ad accedere all’esame di Stato ed alla professione. Sarebbe un grave errore la soppressione di tale percorso di accesso all’Albo professionale!

I diplomi di Tecnico Superiore raggiungono il V livello EQF europeo che, unito al 5° anno di Istituto Tecnologico, portano lo studente al VI livello EQF, anche se tale classificazione europea non riguarda le professioni ordinistiche.

Salvare e potenziare gli Istituti Tecnologici e gli ITS é pertanto imperativo.

Alla diminuzione delle iscrizioni CAT ed all’Albo professionale si aggiungono, e sono in continua crescita, le cancellazioni e l’abbandono, da parte degli iscritti, dell’attività professionale, così come sono in aumento le difficoltà economiche di molti iscritti. Difficoltà determinate, a nostro parere, non soltanto dalla lunga crisi economica generale, ma anche dalla scarsa visione del futuro di una dirigenza di categoria spenta e poco lungimirante.

L’infinita discussione sulle competenze professionali dei geometri, soprattutto per il settore della progettazione edilizia, ha provocato, sino ad oggi, pareri e sentenze della Magistratura tra loro discordanti, ma tendenti in genere a ridurre se non addirittura ad eliminare tale competenza, che ha costituito per i geometri sin dal dopoguerra la principale attività e fonte di reddito. Un’attività, quella edilizia, alla quale la nostra Categoria non può assolutamente rinunciare, pur riconoscendo la sua evoluzione, legata alle esigenze di tutela del territorio e dell’ambiente. Per tale motivo l’aver legato i tre elementi (costruzioni, ambiente e territorio) nella formazione scolastica é stato accolto con favore dalle famiglie e dalla categoria professionale.

Proprio in ossequio alle previsioni formative che hanno legato tra loro le tre discipline, il CNGeGL aveva individuato una nuova missione della Categoria che avrebbe dovuto far nascere i nuovi geometri: tecnici dell’ambiente, della sicurezza e della salute dei cittadini nella struttura edilizia in cui abitano e nel territorio in cui vivono.
La nuova missione comportava l’adozione di un diverso e rinnovato “Regolamento professionale” in sostituzione di quello del 1929, Regolamento annunciato e proposto in un Congresso Nazionale tenutosi a Rimini due anni or sono e particolarmente apprezzato dal rappresentante ufficiale del Ministero dell’Ambiente che vi partecipò. In quella occasione non si parlò più di costruzioni modeste previste dal Regolamento del 1929, ma:
– di costruzioni semplici nel rispetto dell’ambiente,
– di recupero e ristrutturazione dell’esistente,
– di risparmio energetico,
– di scelta di materiali a tutela della salute,
– di sicurezza nel costruire e nell’abitare,
– di rispetto e risparmio del suolo inedificato,
– del significato di abitare e vivere.
Non si parlò più di topografia ma:
– di raccolta, ordinamento e confronto di dati territoriali,
– di monitoraggio del territorio soggetto a dissesti idrogeologici,
– di qualità dell’acqua e dell’aria,
– di inquinamento e di gestione dei rifiuti,
– di evoluzione del sistema catastale e di aggiornamento dei dati tecnici e della cartografia catastale,
– di informatica e di rilevazione satellitare del territorio.
Non si parlò più di estimo ma:
– di raccolta, ordinamento ed archiviazione di dati tecnici ed economici del patrimonio immobiliare,
– di qualità e certificazione delle valutazioni immobiliari a garanzia dell’economia globale,
– di valutazione dei danni e dei rischi dovuti a calamità naturali sia in agricoltura sia in edilizia.

A fronte di tutte queste previsioni l’attuale CNGeGL propone un corso di “Costruzioni, Topografia ed Estimo” basato sulla formazione e sulle conoscenza di trenta anni fa!!! Ci riportano alle tavole logaritmiche!

Ecco il motivo della disaffezione e degli abbandoni (cancellazioni): una dirigenza per anni rivolta al passato che ha condotto al disastro. Un disastro al quale si era tentato di porre rimedio creando i Tecnici del Territorio e dell’Ambiente con un nuovo Regolamento professionale.

Alla luce di tutto quanto sopra esposto, riteniamo opportuno invitare la S.V. ad una oculata valutazione sulle problematiche nascenti dal percorso formativo recentemente prospettatoLe dal Consiglio Nazionale Geometri nonché ad intervenire al fine di tutelare, rendendola attuale e migliorandola ancor di più attraverso un nuovo Regolamento Professionale, una figura tecnica storicamente importante per il nostro Paese. Sarebbe opportuno, inoltre, coinvolgere nei processi decisionali anche i reali attori e gli unici veri destinatari ed attuatori di un percorso di riforma e cioè la “base”, ovvero i circa centomila Geometri Liberi Professionisti, anche attraverso la concertazione con organismi rappresentativi quali la scrivente “Federazione Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati – Geomobilitati”, associazione di categoria per la difesa, promozione e rivalutazione della figura del Geometra.”

 

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