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Tutto sulla firma grafometrica per il professionista tecnico

Quanti tipi di firme elettroniche esistono? E la firma grafometrica è sicura? Facciamo il punto su uno strumento essenziale per il professionista tecnico

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a cura dell’Ing. Luigi-Enrico Tomasini, Business Unit Director Namirial Spa

Nel mondo analogico, si è abituati a conoscere ed usare un unico tipo di firma, ossia quella autografa apposta sulla carta, si è abituati a riconoscerle il significato giuridico per il quale l’apposizione di essa in calce ad una dichiarazione ha lo scopo di attestare – fino a prova contraria – la provenienza delle dichiarazioni in esso contenute.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale disciplina le tipologie di firme elettroniche e la loro efficacia giuridica nell’ambito dell’attività amministrativa e negoziale.

Le firme elettroniche
Con l’avvento delle firme elettroniche si deve modificare il modo di intendere il concetto di sottoscrizione. Le firme elettroniche, in alcuni casi, non riproducono il nome e il cognome del firmatario, non sono costituite da parole, né da disegni, non sono apposte manualmente; si tratta piuttosto di sottoscrizioni che, in forma di bit, conferiscono determinati effetti ad un dato documento informatico.

In linea generale, la sottoscrizione elettronica consiste in una serie di informazioni digitali apposte o collegate ad un documento (in realtà un file) utilizzate come metodo di identificazione informatica.

La sottoscrizione elettronica, analogamente a quanto accade per la firma autografa sui documenti cartacei, è l’elemento (informatico) che permette di attribuire all’autore la paternità giuridica del documento. Il Codice dell’Amministrazione Digitale, innovando la materia delle firme, ha uniformato il sistema della sottoscrizione elettronica al quadro comunitario. L’assetto delineato dal CAD ha trovato specificazione nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 febbraio 2013 che individua caratteristiche e condizioni di operatività delle diverse tipologie di firma previste dalla normativa.

Nello scenario attuale, quindi, sono previste quattro tipologie di firma, che assicurano differenti livelli sicurezza, alle quali sono riconosciuti differenti effetti giuridici: conseguentemente ad ogni tipologia di firma viene ricondotto un diverso valore probatorio.

Proprio sulla differente valenza giuridica e probatoria dei diversi tipi di firma si fonda la classificazione delle diverse tipologie di firme elettronica in due macro-tipologie:
a) firme deboli (firma elettronica “semplice”): consentono di ricondurre il documento ad un soggetto con un certo grado di “affidabilità” (variabile da caso a caso) senza garantire l’integrità del documento stesso. La loro “affidabilità” è strettamente legata alle caratteristiche intrinseche dei sistemi utilizzati. Per questo motivo, il documento cui è apposta una firma elettronica è liberamente valutabile in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità.
b) firme forti (firma elettronica avanzata, firma elettronica qualificata e firma digitale) sono quelle per cui il firmatario non può disconoscere semplicemente la sottoscrizione ma si rende necessaria la querela di falso. Queste firme garantiscono l’identità dell’autore e l’integrità del documento firmato.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale, nel quale le firme elettroniche trovano la loro più completa disciplina, distingue ben quattro tipologie di firme informatiche:
• Firma Elettronica
• Firma Elettronica Avanzata
• Firma Elettronica Qualificata
• Firma Digitale

Oltre che per le diverse tecnologie utilizzate, queste si differenziano per la maggiore o minore capacità di assicurare la presenza di tutti gli elementi idonei a garantire al documento informatico: l’attribuibilità al firmatario (ovvero la provenienza del documento da parte della persona a cui la firma appartiene), l’integrità e l’immodificabilità.

Nello schema trovate il dettaglio, per ogni tipologia con la definizione, il valore probatorio, la tecnologia eventualmente specificata dal legislatore e qualche esempio reale.

 

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Tra le diverse tipologie di firma elettronica avanzata, la firma grafometrica è probabilmente la più diffusa in Italia, in quanto semplice da creare e utilizzare. Si tratta infatti della modalità di firma elettronica con l’esperienza che più si avvicina alla firma analogica con cui normalmente vengono firmati i documenti su carta.

Questa tipologia di firma non costituisce una novità poiché esiste e viene utilizzata già da diversi anni in particolare nel mondo enterprise, nel mondo B2B, in settori quali banche, assicurazioni, pubblica amministrazione, sanità, etc.

Come funziona la firma grafometrica
La firma grafometrica è una tecnologia che, se inserita all’interno di una procedura aziendale, può essere utilizzata come firma elettronica avanzata. Nello specifico l’apposizione della firma avviene contestualmente alla rilevazione di dati biometrici (coordinate, tempo, pressione), che risultano dal gesto di apposizione della firma autografa su un dispositivo in grado di rilevare dinamicamente il movimento di una penna (in molti casi anche il tratto in aria). I dati rilevati e calcolati sono inseriti nel documento cifrati e con una modalità protetta, creando quindi un’associazione forte tra documento e firma.

In dettaglio vediamo quante tipologie di documenti potrebbero esser firmate e trattate elettronicamente nel mondo dei professionisti tecnici:
Documenti tecnici: progetti, piante, relazioni …
Documenti aziendali: contratti, registri, attestati…
Documenti legali: accordi, deleghe, mandati, subappalti, …
Documenti di controllo: verbali, visite di ispezione, soppralluoghi…

L’elenco non è esaustivo perché ogni singolo utente potrà trovare il suo ambito. In generale i professionisti possono trarne vantaggi facilmente intuibili, ma di cui non bisogna sottovalutare la portata. La grafometrica rientra in un concetto più ampio di dematerializzazione. Una volta implementato un sistema di gestione digitale dei propri documenti, la loro sottoscrizione con firma grafometrica permette di snellire gran parte dei processi aziendali rendendoli più semplici, veloci e sicuri.

Ma sono soluzioni sicure?
La firma grafometrica è una soluzione sicura nel momento stesso in cui viene inquadrata sia tecnologicamente sia in ottica di protezione dei dati personali, ma soprattutto se viene inserita in un processo organizzativo e funzionale robusto e in linea con la normativa. La firma grafometrica infatti non è solo tecnologia ma è un processo: non bastano una tavoletta e/o una penna stylus per fare una firma elettronica avanzata. I dati biometrici vengono acquisiti, cifrati e fusi all’interno del documento. Si parte da un pdf e si ottiene un altro pdf arricchito del tratto grafico di chi firma e dei suoi dati biometrici in bit cifrati. E’ necessario peraltro scegliere una soluzione che rispetti tutte le prescrizioni che derivano dal provvedimento prescrittivo in tema di biometria (n. 513/2014) del Garante per la protezione dei dati personali. Questo ha stabilito regole precise riguardo la sicurezza del trattamento del dato biometrico, richiedendone la cifratura con una coppia di chiavi asimmetriche generate da una Certification Authority, a massima tutela del firmatario. In questo modo è possibile realizzare una soluzione aderente alle norme e al provvedimento, evitando il ricorso a una eventuale verifica preliminare da parte del Garante.

Firma digitale

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Fondamentale infine è la definizione di un processo di sottoscrizione del documento in linea con il D.P.C.M. del 22 febbraio 2013, che preveda una preventiva identificazione del firmatario sulla base di un documento di identità in corso di validità, la fornitura di tutta l’informativa precontrattuale e la raccolta del consenso al trattamento dei dati biometrici e all’utilizzo della soluzione di firma. In questo modo la firma grafometrica apposta può essere configurata come firma elettronica avanzata che, se anche meno potente rispetto alla firma digitale in quanto ripudiabile, può tranquillamente essere utilizzata per la dematerializzazione di quasi tutte le tipologie documentali sia in uno scenario con sottoscrizioni tra due persone, sia con sottoscrizioni interne. La firma grafometrica viene utilizzata spesso anche come rafforzativo di una firma digitale, per fornire una forma visiva e più conosciuta ad una firma che altrimenti non avrebbe nessuna espressione grafica a meno di dati opzionali non sempre riportati.

Namirial S.p.A. si rivolge ai professionisti, alle aziende e alle imprese edili che operano nel campo dell’edilizia, offrendo loro le soluzioni informatiche più adatte sia nel settore tecnico (Sicurezza, Termotecnico, Antincendio, Progettazione etc.) sia che nel settore della dematerializzazione. Ha sviluppato una soluzione di firma grafometrica che completa la sua offerta per quanto riguarda firme elettroniche, gestione documentale e conservazione a norma di legge.
Molti professionisti stanno utilizzando la firma grafometrica utilizzando tavolette esterne o dispositivo con digitizer integrato (es: Samsung serie Note)

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