Riforma del condominio: come cambia l'assemblea | Geometra.info

Riforma del condominio: come cambia l’assemblea

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Arrivata a 70 anni dalla principale disciplina della materia, contenuta in una ventina di articoli del Codice civile rimasti pressoché invariati dal 1942, la riforma del condominio, contenuta nella legge 11 dicembre 2012 n. 220, è entrata in vigore il 18 giugno scorso portando numerose novità nei 32 articoli che la compongono. Geometra.info ha redatto, con la collaborazione di Assoedilizia e Anapi, un approfondimento dedicato alla riforma del condominio (clicca qui), che contiene un’analisi puntuale di tutte le novità, realizzata da esperti del settore.

L’articolo 14 introduce novità in materia di deliberazioni dell’assemblea, intervenendo sull’art. 1136 c.c. per prevedere nuove regole di costituzione e validità delle deliberazioni, abbassando i quorum costitutivi e deliberativi.

In particolare, esso prevede la validità della costituzione dell’assemblea in prima convocazione, fermo restando i 2/3 dei millesimi, ove sia presente la maggioranza dei condomini – ovvero degli aventi diritto (laddove precedentemente servivano i 2/3 dei condomini). L’assemblea in seconda convocazione è regolarmente costituita con l’intervento di un terzo dei partecipanti al condominio e un terzo dei millesimi. Inoltre, le deliberazioni dell’assemblea in seconda convocazione sono valide se ottengono un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti (anziché un terzo dei partecipanti al condominio); rimane ferma la necessità che i voti favorevoli alla delibera costituiscano un terzo dei millesimi.

Non viene modificato il secondo comma dell’articolo 1136, che stabilisce generalmente la validità delle deliberazioni approvate con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio. Tale maggioranza è sempre richiesta, ai sensi del quarto comma del nuovo articolo 1136, per deliberazioni concernenti:

  • nomina e la revoca dell’amministratore;
  • liti attive e passive relative a materie che esorbitano dalle attribuzioni dell’amministratore;
  • ricostruzione dell’edificio o riparazioni straordinarie di notevole entità;
  • tutela delle destinazioni d’uso come disciplinata dall’articolo 1117-quater;
  • le innovazioni deliberate ai sensi dell’articolo 1120, secondo comma;
  • impianti di videosorveglianza sulle parti comuni ai sensi dell’articolo 1122-ter;
  • altre materie disciplinate dall’articolo 1135, terzo comma, relativo a programmi ed iniziative territoriali.

Per conoscere e approfondire tutte le novità normative leggi lo Speciale sulla riforma del condominio.

 

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