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Riforma del condominio: come cambiano le parti comuni

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Arrivata a 70 anni dalla principale disciplina della materia, contenuta in una ventina di articoli del Codice civile rimasti pressoché invariati dal 1942, la riforma del condominio, contenuta nella legge 11 dicembre 2012 n. 220, è entrata in vigore il 18 giugno scorso portando numerose novità nei 32 articoli che la compongono. Geometra.info ha redatto, con la collaborazione di Assoedilizia e Anapi, un approfondimento dedicato alla riforma del condominio (clicca qui), che contiene un’analisi puntuale di tutte le novità realizzata da esperti del settore.

Tra le principali novità la nuova normativa modifica la disciplina delle parti comuni dell’edificio. A occuparsi di questo aspetto è l’articolo 1 che sostituisce l’articolo 1117 del Codice Civile, fornendo una definizione più articolata di parti comuni dell’edificio:

Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:

1) tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;

2) le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l’alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune;

3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche.

Per conoscere e approfondire tutte le novità normative leggi lo Speciale sulla riforma del condominio.

 

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