Riforma del condominio e amministratore: nomina, revoca e obblighi | Geometra.info

Riforma del condominio e amministratore: nomina, revoca e obblighi

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Arrivata a 70 anni dalla principale disciplina della materia, contenuta in una ventina di articoli del Codice civile rimasti pressoché invariati dal 1942, la riforma del condominio, contenuta nella legge 11 dicembre 2012 n. 220, è entrata in vigore il 18 giugno scorso portando numerose novità nei 32 articoli che la compongono. Geometra.info ha redatto, con la collaborazione di Assoedilizia e Anapi, un approfondimento dedicato alla riforma del condominio (clicca qui), che contiene un’analisi puntuale di tutte le novità, realizzata da esperti del settore.

Tra le principali novità, l’articolo 9 della legge 220/2012 interviene sulla disciplina relativa all’amministratore di condominio, rinnovando l’articolo 1129 c.c., rubricato “Nomina, revoca e obblighi dell’amministratore” apportandovi le seguenti novità:

  • la nomina dell’amministratore deve essere effettuata quando i condomini sono più di otto (nel testo previgente erano quattro);
  • il ricorso in caso di mancata nomina può essere promosso, oltre che da un condomino, anche dall’amministratore dimissionario;
  • introduzione, in capo all’amministratore, di una serie di specifici obblighi da assolvere (in particolare, comunicazione di dati anagrafici, professionali e fiscali, obbligo di pubblicità della documentazione amministrativa condominiale, affissione nel condominio del nome, recapito e numeri telefonici dell’amministratore) a fini di trasparenza, verifica della qualifica professionale e controllo del suo operato;
  • possibilità di subordinare la nomina dell’amministratore alla presentazione di una polizza individuale di responsabilità civile per gli atti compiuti nell’esercizio del mandato. Peraltro l’amministratore è tenuto ad adeguare i massimali della polizza qualora siano deliberati lavori straordinari;
  • apertura di un conto corrente bancario o postale a nome del condominio sul quale movimentare in via esclusiva le somme ricevute o erogate per conto del condominio stesso; possibilità di tracciabilità e controllo da parte del singolo condomino, “per il tramite dell’amministratore” del conto corrente;
  • obbligo di agire con richiesta di decreto ingiuntivo, entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio di riferimento per la riscossione forzosa delle quote condominiali, fatta salva l’espressa dispensa ottenuta dall’assemblea;
  • allargamento e tipizzazione dei gravi motivi alla base della revoca dell’incarico, anche in relazione alle novelle introdotte dal provvedimento alla disciplina del condominio. Tra le numerose ipotesi di revoca, si segnalano l’omissione del rendiconto di gestione per un solo anno (attualmente 2 anni); la mancata apertura del conto del condominio; l’aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione di formalità eseguite nei registi immobiliari a tutela dei condomini; l’inerzia nel seguire l’azione giudiziaria finalizzata alla riscossione forzosa delle quote condominiali.

La riforma, inoltre, esclude che l’amministratore revocato dall’autorità giudiziaria possa essere nuovamente nominato dall’assemblea e pone a carico dell’amministratore l’obbligo, all’atto di accettazione della nomina o del suo rinnovo, di specificare analiticamente gli importi a lui dovuti a titolo di compenso.

Per conoscere e approfondire tutte le novità normative leggi lo Speciale sulla riforma del condominio.

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