Come va rimosso l'amianto nelle scuole, secondo il Tusl | Geometra.info

Come va rimosso l’amianto nelle scuole, secondo il Tusl

La rimozione di amianto da edifici scolastici deve seguire scrupolose indicazioni per la pericolosità dell’operazione. Ecco che cosa dice il Testo Unico sicurezza

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La presenza di amianto in edifici scolastici prevede la sua rimozione solo da parte di imprese incaricate rispondenti ai requisiti di cui all’art. 212 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.
L’amianto potrebbe essere scoperto durante operazioni di ripristino o manutenzione (situazione che comporta l’interruzione immediata dei lavori) oppure essere proprio l’oggetto di intervento. In ogni caso, la sua rimozione comporta un alto grado di rischio per la salute, per cui bisogna prendere tutte le opportune precauzioni del caso, se non addirittura trasferire le attività didattiche altrove.
Messo al bando dalla Legge 27 marzo 1992, n. 257, la rimozione dell’amianto è oggetto del Titolo IX del TUSL, capo III, negli artt. 246-265.

È compito del datore di lavoro valutare “i rischi dovuti alla polvere proveniente dall’amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il grado dell’esposizione e le misure preventive e protettive da attuare” (art. 249, c. 1), nonché inviare una notifica all’organo di vigilanza competente per territorio (artt. 250 e 256, cc. 5 e 6). La misurazione della concentrazione di fibre contenute nell’aria del luogo di lavoro va periodicamente monitorata e riportata nel documento di valutazione dei rischi. “Il valore limite di esposizione per l’amianto è fissato a 0,1 fibre per centimetro cubo di aria, misurato come media ponderata nel tempo di riferimento di otto ore” (art. 254, c. 1).

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L’art. 256, che si occupa del piano di lavoro, al c. 4 indica:
“Il piano, in particolare, prevede e contiene informazioni sui seguenti punti:
a) rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto prima dell’applicazione delle tecniche di demolizione, a meno che tale rimozione non possa costituire per i lavoratori un rischio maggiore di quello rappresentato dal fatto che l’amianto o i materiali contenenti amianto vengano lasciati sul posto;
b) fornitura ai lavoratori di idonei dispositivi di protezione individuale;
c) verifica dell’assenza di rischi dovuti all’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro, al termine dei lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto;
d) adeguate misure per la protezione e la decontaminazione del personale incaricato dei lavori;
e) adeguate misure per la protezione dei terzi e per la raccolta e lo smaltimento dei materiali;
f) adozione, nel caso in cui sia previsto il superamento dei valori limite di cui all’articolo 254, delle misure di cui all’articolo 255, adattandole alle particolari esigenze del lavoro specifico;
g) natura dei lavori, data di inizio e loro durata presumibile; (lettera così modificata dall’art. 118 del D.Lgs. n. 106 del 2009)
h) luogo ove i lavori verranno effettuati;
i) tecniche lavorative adottate per la rimozione dell’amianto;
l) caratteristiche delle attrezzature o dispositivi che si intendono utilizzare per attuare quanto previsto dalle lettere d) ed e).”

L’area di lavoro di rimozione dell’amianto deve essere segnalata visivamente attraverso appositi cartelli e accessibile esclusivamente da parte dei lavoratori predisposti per l’attività. È fatto divieto di fumare, mangiare e bere in suddetta area.
I lavoratori esposti devono essere formati sui rischi per la salute a cui vanno incontro e informati su come procedere, nonché essere provvisti di dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie ed effettuare pause di riposo dall’attività. I lavoratori saranno sottoposti a vigilanza sanitaria, così come da art. 259. Devono evitare di produrre polvere e trasportare i prodotti contenenti amianto in appositi imballaggi chiusi evidenziati da etichettatura e che saranno poi trattati come rifiuti pericolosi, in conformità alla vigente normativa.

È consigliabile predisporre di area spogliatoio e di docce. Gli indumenti saranno poi sottoposti a decontaminazione (art. 256) attraverso apposito processo di pulitura facendo attenzione al loro trasporto in appositi imballaggi oppure smaltiti come rifiuti pericolosi se monouso.

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Tratto da ISL corsi-3 2016 per lo Speciale scuole

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