Ergonomia al videoterminale: che cosa dice il Tusl? | Geometra.info

Ergonomia al videoterminale: che cosa dice il Tusl?

L’ergonomia al videoterminale è oggetto di rischio per la salute dei lavoratori. Ecco cosa dice il Testo Unico Sicurezza sul Lavoro

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L’ ergonomia sul posto di lavoro al videoterminale è trattata nel TUSL al Titolo VII, Attrezzature munite di videoterminali, Capo I-II-III, artt. 172-179 e riguarda le condizioni per svolgere attività a videoterminale (VDT) per un tempo indicato di 20 ore settimanali.

I rischi per la salute che il datore di lavoro indagherà ai fine della sicurezza riguardano:
– l’apparato visivo;
– la postura;
– le condizioni di lavoro.

Per quanto riguarda l’apparato visivo, esso è sottoposto a un notevole sforzo. Soprattutto di notte, o in ambienti poco o troppo luminosi o in presenza di riflessi sul monitor, si vengono a creare condizioni di affaticamento oculare e visivo che possono peggiorare in presenza di patologie oculari del lavoratore. Le manifestazioni di fastidio riguardano alterazioni della lacrimazione, arrossamento o irritazione oculari, fotofobia, visione sdoppiata o sfuocata, prurito, bruciore, ma anche cefalea, astenia o tensione generale.
Riguardo alla postura, il lavoratore al videoterminale è spesso obbligato a mantenere la stessa posizione sedentaria ferma per parecchio tempo, spesso poco congrua, a danno soprattutto della schiena. Si raccomanda la pratica di frequenti esercizi di rilassamento (collo, schiena, arti superiori e inferiori), così come di alternare la posizione seduta a quella eretta in movimento.

Durante il lavoro al videoterminale, avanbraccia e cosce devono essere parallele al piano di lavoro, i piedi appoggiati a terra, la schiena eretta o addirittura inclinata all’indietro fino a 110°, possibilità offerta dalle più moderne sedute da ufficio. Una sedia scomoda o il rapporto sbagliato tra altezza della scrivania e quella della sedia può addirittura condurre alla sindrome cervico-branchiale occupazionale, che si manifesta con tensione muscolare alle braccia, al collo e alle spalle.

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L’ Art. 175 si occupa dello svolgimento quotidiano del lavoro, indicando la necessità di effettuare interruzioni comprese nell’orario di lavoro, disciplinate dallo specifico contratto del lavoratore oppure nella misura di 15 minuti ogni 120 minuti di lavoro. Durante la visione fissa al videoterminale, è consigliabile fare un brevissimo esercizio di rilassamento compensatorio denominato “regola dei tre 20”, che permette ai muscoli oculari di rilassarsi e consiste nel distogliere lo sguardo dal monitor ogni 20 minuti per guardare un oggetto distante a 20 metri per 20 secondi.

Il datore di lavoro predisporrà corsi formativi e informativi e sottoporrà i lavoratori a idonei programmi di sorveglianza sanitaria, secondo quanto indicato nell’art. 41, con esame preventivo periodico. Il D. Lgs. 81/2008 prevede che il lavoratore possa richiedere la visita medica ogni qualvolta sospetti un’alterazione della funzione visiva.

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TITOLO VII
ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI
Capo I
Disposizioni generali
Art. 172
Campo di applicazione

1. Le norme del presente titolo si applicano alle attività lavorative che comportano l’uso di attrezzature munite di videoterminali.
2. Le norme del presente titolo non si applicano ai lavoratori addetti:
a) ai posti di guida di veicoli o macchine;
b) ai sistemi informatici montati a bordo di un mezzo di trasporto;
c) ai sistemi informatici destinati in modo prioritario all’utilizzazione da parte del pubblico;
d) alle macchine calcolatrici, ai registratori di cassa e a tutte le attrezzature munite di un piccolo dispositivo di visualizzazione dei dati o delle misure, necessario all’uso diretto di tale attrezzatura;
e) alle macchine di videoscrittura senza schermo separato.

Art. 173
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto legislativo si intende per:
a) videoterminale: uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato;
b) posto di lavoro: l’insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l’unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l’ambiente di lavoro immediatamente circostante;
c) lavoratore: il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’articolo 175.

Capo II
Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti
Art. 174
Obblighi del datore di lavoro

1. Il datore di lavoro, all’atto della valutazione del rischio di cui all’articolo 28, analizza i posti di lavoro con particolare riguardo:
a) ai rischi per la vista e per gli occhi;
b) ai problemi legati alla postura ed all’affaticamento fisico o mentale;
c) alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.
2. Il datore di lavoro adotta le misure appropriate per ovviare ai rischi riscontrati in base alle valutazioni di cui al comma 1, tenendo conto della somma ovvero della combinazione della incidenza dei rischi riscontrati.
3. Il datore di lavoro organizza e predispone i posti di lavoro di cui all’articolo 173, in conformità ai requisiti minimi di cui all’allegato XXXIV.

Art. 175
Svolgimento quotidiano del lavoro

1. Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività.
2. Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale.
3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.
4. Le modalità e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporaneamente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi la necessità.
5. E’ comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all’inizio ed al termine dell’orario di lavoro.
6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro.
7. La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell’orario di lavoro e, come tale, non è riassorbibile all’interno di accordi che prevedono la riduzione dell’orario complessivo di lavoro.

Art. 176
Sorveglianza sanitaria

1. I lavoratori sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41, con particolare riferimento:
a) ai rischi per la vista e per gli occhi;
b) ai rischi per l’apparato muscolo-scheletrico.
2. Sulla base delle risultanze degli accertamenti di cui al comma 1 i lavoratori vengono classificati ai sensi dell’articolo 41, comma 6.
3. Salvi i casi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico competente, la periodicità delle visite di controllo è biennale per i lavoratori classificati come idonei con prescrizioni o limitazioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età; quinquennale negli altri casi.
4. Per i casi di inidoneità temporanea il medico competente stabilisce il termine per la successiva visita di idoneità.
5. Il lavoratore è sottoposto a visita di controllo per i rischi di cui al comma 1 a sua richiesta, secondo le modalità previste all’articolo 41, comma 2, lettera c).
6. Il datore di lavoro fornisce a sue spese ai lavoratori i dispositivi speciali di correzione visiva, in funzione dell’attività svolta, quando l’esito delle visite di cui ai commi 1, 3 e 4 ne evidenzi la necessità e non sia possibile utilizzare i dispositivi normali di correzione.

Art. 177
Informazione e formazione

1. In ottemperanza a quanto previsto in via generale dall’articolo 18, comma 1, lettera l), il datore di lavoro:
a) fornisce ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda:
1) le misure applicabili al posto di lavoro, in base all’analisi dello stesso di cui all’articolo 174;
2) le modalità di svolgimento dell’attività;
3) la protezione degli occhi e della vista;
b) assicura ai lavoratori una formazione adeguata in particolare in ordine a quanto indicato al comma 1, lettera a).

Capo III
Sanzioni
Art. 178
Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente

1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:
a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 fino a 6.400 euro per la violazione degli articoli 174, comma 2 e 3, 175, commi 1 e 3, e 176, commi 1, 3, 5;
b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 176, comma 6, e 177.
2. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi alle attrezzature munite di videoterminale di cui all’allegato XXXIV, punti 1, 2 e 3 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.

Art. 179

(…) (1)
(1) L’articolo che recitava: “Sanzioni a carico del preposto
1. Il preposto è punito nei limiti dell’attività alla quale è tenuto in osservanza degli obblighi generali di cui all’articolo 19:
a) con l’arresto fino a due mesi o con l’ammenda da euro 400 ad euro 1.200 per la violazione dell’articolo 174, comma 2 e 3, 175;
b) con l’arresto fino ad un mese o con l’ammenda da euro 150 ad euro 600 per la violazione dell’articolo 174, comma 1, lettera a).” è stato abrogato dall’art. 96, comma 1, del D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106.

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