Geometri e sicurezza: il coordinatore sarà sempre più 'team manager' | Geometra.info

Geometri e sicurezza: il coordinatore sarà sempre più ‘team manager’

Responsabilizzare tutte le figure del processo edilizio ed essere in grado di comunicare al meglio: sono le competenze sempre più richieste al geometra coordinatore della sicurezza, tema trattato in un incontro al Saie 2015

Il Consigliere Nazionale CNGeGL, Marco Nardini, interviene al Saie 2015
Il Consigliere Nazionale CNGeGL, Marco Nardini, interviene al Saie 2015
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Il coordinatore dovrà essere sempre più consapevole della necessità di responsabilizzare tutte le figure del processo edilizio: è questo, in sostanza, il cuore dell’incontro promosso dal Consiglio nazionale geometri e geometri laureati al Saie Smart House, la ‘nuova’ versione dell’evento dedicato all’edilizia terminato svoltosi a Bologna dal 14 al 17 ottobre 2015.

L’evento, intitolato “Civiltà di cantiere con il cantiere sicuro”, ha visto la partecipazione del Consigliere Nazionale dei geometri, Marco Nardini, di Luca Perricone di Geosicur, Associazione Nazionale Geometri per la Sicurezza, di Patrizia Ganzi, Direttore Operativo Ufficio Sicurezza cantiere in fase di esecuzione “Torre Regione Piemonte” e Stefano Bergagnin Componente del GdL Sicurezza del Consiglio nazionale degli ingegneri.

“Il coordinamento della sicurezza, sia in fase di progettazione sia in esecuzione, è un progetto che collega tutte le fasi di lavoro di un cantiere per orientarle verso un obiettivo unico: la sicurezza stessa”, ha dichiarato Perricone. “La sua efficacia è determinata dalla qualità dell’interazione tra tutte le figure del processo edilizio. Il coordinatore ha un ruolo fondamentale nel consolidare il team di progetto intorno all’obiettivo. Per raggiungere questo scopo, come se fosse un “team manager”, deve favorire la comunicazione efficace e la condivisione tra tutti gli elementi del processo produttivo. Questa è la sfida: riuscire a connettere tutti gli ambiti di responsabilità – Direzione, esecuzione, maestranze comprese – che temporaneamente si trovano a interagire in uno specifico cantiere, come se fossero un unico “Team di progetto”. In questo modo il coordinamento funge da catalizzatore di miglioramenti collettivi. Le fasi di revisione di un POS fino alla validazione, ad esempio, se ben gestite e comunicate portano l’impresa a organizzarsi in maniera adeguata e ogni momento di revisione diventa un momento di confronto di esperienze che genera miglioramenti al lavoro dell’intero team. Portare la sicurezza concreta in cantiere non può essere un atto burocratico: è una strada complessa che, senza confusione di ruoli e responsabilità, passa attraverso la partecipazione e la condivisione.”

“Per far sì che la coscienza della sicurezza si diffonda sempre di più”, ha aggiunto Nardini, “dobbiamo avere sia un Professionista sempre più preparato, sia un Committente sempre più responsabilizzato a livello organizzativo e nelle scelte tecniche e architettoniche – valutativo, in termini di verifica di PSC e FO, e procedurale, in termini di designazione dei soggetti incaricati”.

“Per questo motivo, è necessario diffondere una cultura più consapevole dei rischi sul lavoro fin dalla scuola e migliorare la comunicazione con le maestranze e la committenza”, conclude Nardini. “Occorre sensibilizzare la committenza degli interventi più modesti e i condomini fin nelle decisioni assembleari, dove non sempre è percepita l’importanza di lavorare in sicurezza e investire in tal senso.”

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