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Il coordinatore deve dimettersi in caso di persistente violazione

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La Cassazione penale con sentenza n. 48522 del 2 ottobre 2013 ha trattato della responsabilità del coordinatore per la sicurezza. Origine della vertenza è la morte di un operaio in un cantiere edile per caduta dall’alto. Con la sentenza, il Tribunale condanna il legale rappresentante dell’impresa e il coordinatore per la sicurezza.

La Corte d’Appello conferma la condanna del rappresentante dell’impresa ma assolve il coordinatore per la sicurezza, per essere stato accertato che l’esecutore dei lavori si era formalmente impegnato per iscritto a custodire il cantiere sotto la sua esclusiva responsabilità, tenendo comunque sospesi i lavori fino a completata acquisizione della documentazione necessaria ad attestare la messa in sicurezza dello stesso. Ma la stessa sentenza della Corte d’appello afferma che appare verosimile che i lavori non furono sospesi, ma continuarono all’insaputa del coordinatore, con la conseguenza dell’infortunio mortale.

Il rappresentante legale dell’impresa è ricorso alla Cassazione lamentando il diverso trattamento rispetto al coordinatore per la sicurezza.

La Cassazione ha ritenuto che nel caso in cui il coordinatore per la sicurezza constati l’obiettiva necessità di sospendere i lavori e non la ottenga, per esonerarsi da responsabilità non ha strada diversa da quella di dimettersi dall’incarico.

Pertanto ha annullato la sentenza della corte d’appello che assolveva il coordinatore, con rinvio ad altra sezione della stessa corte d’appello.

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Riferimenti Editoriali


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Dal procuratore Guariniello, una selezione ricca e aggiornata della giurisprudenza della Corte di Cassazione in tema di sicurezza sul lavoro, presentata con un linguaggio chiaro e attento alle esigenze dei tecnici.

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

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L’autore


Enrico Milone

Architetto, laureato a Napoli nel 1958, inizia nel 1959 un’attività che, accanto a progetti edilizi e urbanistici (tra cui la sede degli uffici Inps a Terni e due torri del comprensorio di Tor Bella Monaca, di cui segue il coordinamento architettonico insieme a studio Passarelli e Alessandro Calza Bini), vede la partecipazione attiva alla vita culturale e professionale locale, nazionale e internazionale. Membro del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma dal 1975, tra il 1980 e 1985 ne è presidente. Nel 1986 entra a fare parte del Cna e nel 1993 diventa tesoriere dell’Uia. Grande esperto di questioni legate alla professione e al suo esercizio, è docente in numerosi corsi di aggiornamento per tecnici e nel 2001 diventa professore a contratto alle facoltà Roma Tre e Valle Giulia. A partire dalla fine degli anni ottanta inizia l’attività di pubblicista: è autore, tra l’altro, di Architetto. Manuale per la professione (Dei, 1989), del Nuovo Manuale dei capitolati (Mancosu, 2004) e del Manuale per la professione architetto-ingegnere (Mancosu, 2008) e cura rubriche per L’architettura. Cronache e storia, L’architetto Italiano e L’ingegnere.

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