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La pianificazione della sicurezza negli appalti pubblici

In che modo il nuovo Codice degli appalti pubblici ha modificato l’attività di pianificazione della sicurezza? Il focus

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Pubblichiamo un estratto di “Coordinatori per la sicurezza nei cantieri. Compiti e responsabilità”, il nuovo eBook dell’ing. Marco Grandi, esperto di lungo corso nella sicurezza sul lavoro a tutto tondo, e già autore di diverse pubblicazioni edite da Wolters Kluwer (come “Impianti di videosorveglianza in ambienti di lavoro”, La sicurezza sul lavoro per l’amministratore di condominio, La sicurezza elettrica nel cantiere, il manuale Cantieri e lavori in quota – PiMUS).

Con l’emanazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, cosiddetto “Codice dei contratti pubblici”, è stato previsto al suo art. 217 che fino all’entrata in vigore dei suoi atti attuativi, rimane in vigore parte del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, regolamento di esecuzione ed attuazione del “vecchio codice dei contratti pubblici, il D.Lgs. n. 163/2006.
L’art. 23 del D.Lgs. n. 50/2016 stabilisce che la progettazione in materia di lavori pubblici si articola, secondo tre livelli di successivi approfondimenti tecnici, in progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo.
Il progetto di fattibilità tecnica ed economica individua, tra più soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire. Il progetto di fattibilità comprende tutte le indagini e gli studi necessari, nonchè schemi grafici per l’individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare e le relative stime economiche, ivi compresa la scelta in merito alla possibile suddivisione in lotti funzionali.

Il progetto definitivo individua compiutamente i lavori da realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti dalla stazione appaltante e, ove presente, dal progetto di fattibilità e contiene, altresì, tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni e approvazioni, nonchè la quantificazione definitiva del limite di spesa per la realizzazione e del relativo cronoprogramma, attraverso l’utilizzo, ove esistenti, dei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome territorialmente competenti, di concerto con le articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Il progetto esecutivo, redatto in conformità al progetto definitivo, determina in ogni dettaglio i lavori da realizzare, il relativo costo previsto, il cronoprogramma coerente con quello del progetto definitivo, e deve essere sviluppato ad un livello di definizione tale che ogni elemento sia identificato in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo. Il progetto esecutivo deve essere, altresì, corredato da apposito piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti in relazione al ciclo di vita.

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Occorre osservare che, ai sensi dell’art. 23, c.3 del D.Lgs. n. 50/2016, finché non sarà emanato il decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti, su proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, per la definizione dei contenuti della progettazione nei tre livelli progettuali rimangono in vigore le attuali norme del D.P.R. n. 207/2010 sui livelli di progettazione (artt. da 14 a 43).
Nel D.P.R. n. 207/2010 sono state stabilite alcune specificità per la gestione dei cantieri edili aventi un Committente pubblico. In particolare, l’art. 15, c. 11, del D.P.R. n. 207/2010 ha stabilito che i progetti devono essere idonei anche a salvaguardare i lavoratori nella fase di costruzione (tramite la redazione del PSC) e in quella di esercizio (tramite la predisposizione del Fascicolo dell’Opera).

Circa il primo livello di progettazione “progetto preliminare” (sostituito dal progetto di “fattibilità tecnica ed economica”) ai sensi dell’art. 17 del D.P.R. n. 207/2010 il “progetto preliminare” deve contenere una serie di documenti tra i quali “le prime indicazioni e misure finalizzate alla tutela della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro per la stesura dei piani di sicurezza con i contenuti minimi”.
Praticamente in questa elencazione si sintetizza quanto indicato dall’Allegato XV del D.Lgs. n. 81/2008 relativo ai contenuti minimi del PSC.

Con l’art. 24 del D.P.R. n. 207/2010, viene poi stabilito che tra gli elaborati da ricomprendere nel progetto definitivo devono essere indicati anche:
• l’aggiornamento del documento contenente le prime indicazioni e disposizioni per la stesura dei piani di sicurezza (lett. n);
• e il quadro economico con l’indicazione dei costi della sicurezza desunti sulla base del piano di sicurezza (lett. o).

L’art. 24 del D.P.R. n. 207/2010 ha fatto definitivamente chiarezza su chi deve provvedere alla redazione del PSC in questo caso stabilendo che il PSC deve essere predisposto già a livello di progetto definitivo, quindi sempre a carico del Committente. Poiché i suoi contenuti possono risultare non completi ed esaustivi, l’Impresa Affidataria, come espressamente previsto dall’art. 92 del D.Lgs. n. 81/2008, può richiedere al Coordinatore per l’esecuzione eventuali necessarie integrazioni e modifiche.
Infine con l’art. 33, lett. f) del D.P.R. n. 207/2010 si prevede che: “tra i documenti componenti il progetto esecutivo dovrà essere compreso il Piano di sicurezza e di coordinamento congiuntamente con il “quadro di incidenza della manodopera”.

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