La presenza in cantiere del Coordinatore per la sicurezza deve essere continua? | Geometra.info

La presenza in cantiere del Coordinatore per la sicurezza deve essere continua?

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La presenza in cantiere del Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori (Cse) è necessaria. Il problema è se debba essere continuativa o meno. Infatti il dlgs 81/2008, Testo unico della sicurezza, non dà disposizioni in merito, né esistono specifiche disposizioni nei codici deontologici degli architetti e degli ingegneri. D’altronde il compenso per la prestazione, prima che le tariffe professionali fossero abrogate, chiaramente non comportava un’assistenza ai lavori continua.

In ogni caso occorre considerare che il Testo unico affida al coordinatore compiti talmente impegnativi che l’adempimento è difficile senza essere sul posto. Definisce il coordinatore all’articolo 89, come soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 92. Sintetizzando, si tratta di fare azioni di coordinamento e verifica dell’attività di imprese e lavoratori autonomi ai fini dell’applicazione del piano di sicurezza e dei piani operativi. Inoltre si tratta di vigilare sullo svolgimento dei lavori e segnalare al committente le inosservanze alle prescrizioni delle norme e del piano di sicurezza e, conseguentemente, proporre la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese dal cantiere o la risoluzione del contratto. In caso il committente non adempia, il coordinatore per l’esecuzione ne dà comunicazione alla Asl e alla direzione provinciale del lavoro. Infine, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, deve sospendere le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.

Quest’ultima disposizione è stata a volte interpretata come obbligo, di fatto, alla presenza continuativa in cantiere. Tuttavia sembra prevalere l’opinione che la presenza sia necessaria nei momenti di programmazione delle lavorazioni, di realizzazione di strutture importanti, come i ponteggi, di effettuazione di lavorazioni obbiettivamente pericolose. In ogni caso per i cantieri più grandi, il coordinatore potrebbe avere un assistente in cantiere, che gli segnala le emergenze, così da permettergli di raggiungere speditamente il posto dei lavori.

Il problema è stato affrontato dalla sentenza n. 48511 del 30 maggio 2013 del Consiglio di Stato. Questi ha ritenuto che il coordinatore abbia un compito di controllo dall’alto delle lavorazioni. Non è tenuto a verificare giorno per giorno e operaio per operaio che tutte le misure di sicurezza siano rispettate dai singoli. Deve verificare l’impostazione della sicurezza da parte dell’impresa e che le misure siano costantemente tenute in essere. Ma non deve verificare che il singolo operaio si comporti in maniera appropriata. Tale è il compito dell’imprenditore e del preposto dell’impresa.

Nella sentenza è stata affermata la responsabilità del Cse in relazione a un infortunio occorso a un operaio caduto da un ponteggio a causa dell’inosservanza delle norme di sicurezza concernenti il corretto montaggio e ancoraggio del ponteggio (in particolare dell’inosservanza delle istruzioni e dello schema di montaggio), ponteggio sulla cui parte in aggetto era stata inoltre posizionata una pesante macchina taglia mattoni, il cui spostamento a mezzo di una gru aveva determinato il ribaltamento del ponteggio. Il Consiglio di stato ha censurato il fatto che il coordinatore non avesse verificato il corretto montaggio del ponteggio e la pericolosità del posizionamento della macchina. Ha, in particolare, sottolineato che, pur non richiedendo le norme un obbligo di presenza continuativa del Cse in cantiere, questi avrebbe dovuto comunque, nel corso dei periodici accessi, informarsi sullo sviluppo delle opere, verificando, per ciascuna fase di lavoro, l’effettiva realizzazione delle programmate misure di sicurezza.

In particolare i giudici hanno ritenuto insufficiente ad escludere la responsabilità del Cse il fatto che questi avesse indicato in un verbale di sopralluogo le prescrizioni circa il corretto montaggio dell’impalcatura da parte dell’impresa appaltatrice, in quanto non aveva poi provveduto a verificare se tali prescrizioni fossero state effettivamente attuate. Il Consiglio di Stato ha precisato che il Cse, ha il dovere di una “presenza assidua, se non quotidiana, sul cantiere, quanto meno nelle fasi più complesse delle lavorazioni”, non giudicando sufficiente impartire prescrizioni senza procedere a una successiva verifica.

La sentenza è nella linea tracciata già nel 2010 dalla sentenza della IV sezione penale della Cassazione, n. 18149, che stabiliva come la funzione di vigilanza del coordinatore è “alta”, attiene alla verifica della correttezza, rispetto agli obblighi prevenzionali, delle modalità generali di conformazione delle diverse lavorazioni e non si confonde con quella “operativa” che è invece demandata al datore di lavoro e alle figure che da esso ricevono poteri e doveri, e cioè il dirigente e il preposto.

L’autore


Enrico Milone

Architetto, laureato a Napoli nel 1958, inizia nel 1959 un’attività che, accanto a progetti edilizi e urbanistici (tra cui la sede degli uffici Inps a Terni e due torri del comprensorio di Tor Bella Monaca, di cui segue il coordinamento architettonico insieme a studio Passarelli e Alessandro Calza Bini), vede la partecipazione attiva alla vita culturale e professionale locale, nazionale e internazionale. Membro del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma dal 1975, tra il 1980 e 1985 ne è presidente. Nel 1986 entra a fare parte del Cna e nel 1993 diventa tesoriere dell’Uia. Grande esperto di questioni legate alla professione e al suo esercizio, è docente in numerosi corsi di aggiornamento per tecnici e nel 2001 diventa professore a contratto alle facoltà Roma Tre e Valle Giulia. A partire dalla fine degli anni ottanta inizia l’attività di pubblicista: è autore, tra l’altro, di Architetto. Manuale per la professione (Dei, 1989), del Nuovo Manuale dei capitolati (Mancosu, 2004) e del Manuale per la professione architetto-ingegnere (Mancosu, 2008) e cura rubriche per L’architettura. Cronache e storia, L’architetto Italiano e L’ingegnere.

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