La ricostruzione a L’Aquila alla luce della nuova normativa antisismica | Geometra.info

La ricostruzione a L’Aquila alla luce della nuova normativa antisismica

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Ancora oggi, dopo il disastroso sisma del 6 aprile che ha distrutto l’Aquila, sono state messe in sicurezza solo le parti esterne mediante ponteggi e tiranti per evitare ulteriori cedimenti strutturali e permettere la circolazione dei veicoli nelle strade.

Le parti interne, invece, sono ancora distrutte e le macerie stratificate in tanti strati, al momento ancora impenetrabili. É questo il panorama che ha offerto il centro storico de L’Aquila agli architetti e agli ingegneri della Consulenza tecnica per l’edilizia dell’INAIL che, hanno visitato la cosiddetta “zona rossa” della città nell’ambito del workshop “La sicurezza antisismica in edilizia”.

A  otto mesi dal terremoto, dunque, la situazione resta ancora molto critica, e gli interventi di risanamento richiederanno tempi lunghi e difficilmente valutabili. A rendere più complesse le strategie di intervento anche i contenuti della nuova normativa antisismica che, per la loro applicazione, richiederanno – questo non solo nella città abruzzese, ma in tutta Italia – un approccio nuovo sia nella costruzione delle nuove strutture che nell’adeguamento di quelle già esistenti.

“L’Aquila rappresenta un caso tragico, ma a grandi linee è possibile valutare che circa l’80% delle costruzioni esistenti nel nostro Paese non ottemperi ai criteri di una reale messa in sicurezza in relazione a eventi sismici”, afferma un architetto che ha partecipato al convegno. “Questo perché si tratta di strutture che sono state edificate in aree successivamente ritenute pericolose dopo il verificarsi di terremoti. Ecco, allora, che è necessario avviare un’azione di generale bonifica di tutto ciò che è già stato costruito”.

Sia chiaro: questo non significa che edifici e palazzi sono a rischio o inagibili. “Il problema non è questo”, precisa un ingegnere della Cet INAIL. “Le costruzioni sono generalmente in uno stato ottimale e in buona qualità. Ma ciò non toglie che la questione della vulnerabilità sismica sia ancora da affrontare, soprattutto alla luce delle nuove disposizioni legislative. Quello che bisogna fare adesso è procedere alla predisposizione di una strategia d’azione da tradurre in tempi immediati”.

Da tale punto di vista, così, la Cte dell’INAIL è già pronta a mettere in atto le novità previste dal legislatore per quanto riguarda il patrimonio immobiliare di sua proprietà, sia nell’edificazione di edifici all’avanguardia che nel recupero delle sedi già costruite, e la “tre giorni” di studio a Tivoli ha rappresentato il primo passo concreto di questo futuro percorso operativo.

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