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La sicurezza nei lavori in appalto

La sicurezza nei lavori in appalto richiede una strategia di concertazione tra le parti interessate. L'analisi dell'esperto

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L’attività di esternalizzazione dei lavori in appalto nei cantieri edili, se sotto il punto di vista della gestione organizzativa dell’azienda rappresenta una semplificazione, quando se ne analizzano gli impatti sulla sicurezza e la salute dei lavoratori, determina l’emersione di nuovi rischi, peraltro annidati proprio nel nuovo assetto organizzativo che si viene così a costruire.

Ogni soggetto esterno, infatti, è di per sé portatore di esperienze non note al committente e di modalità operative diverse da quelle del committente, soggetto a pressioni contrattuali che, frequentemente, lo spingono ad assecondare richieste del committente anche se non tutte le condizioni di sicurezza sono soddisfatte, portatore di rischi specifici derivanti dalla propria attività, ecc.

Tutto questo va ad inserirsi nell’ambito dell’organizzazione del committente, anch’essa fortemente caratterizzata dalla propria storia e dai propri valori, realizzando un sistema complesso di relazioni nel quale emergono nuovi rischi che definiamo derivanti dalle interferenze.

Per fare un esempio, quando non si tratti di vera e propria negligenza nell’adempimento degli obblighi di sicurezza, in un sistema complesso, composto da più realtà organizzative come accade nei contratti di appalto, si rinviene la tendenza da parte di ogni soggetto a dare per scontato che qualcun altro si stia preoccupando di porre in essere tutte le necessarie iniziative per garantire la sicurezza delle attività.

Frequentemente, quanto più un soggetto è prossimo all’attività che deve essere realizzata, quanto è maggiormente coinvolto in essa, tanto più si tenderà ad attribuirgli un numero degli attori. Il risultato potenziale è che nessuno prenderà i provvedimenti necessari, spesso accompagnato dall’evidenza che tutto sta andando per il meglio (gli incidenti non accadono sempre) e ciò in conseguenza dell’apparente impressione che ogni provvedimento sembri essere stato adottato (una profezia che si auto avvera).

Esempio
All’interno di uno stabilimento petrolchimico, una delle ditte di manutenzione (attività esternalizzata) era stata incaricata della sostituzione di un tratto di tubazione danneggiato. L’attività non è di banale esecuzione, a causa del fatto che una parte del ramo di tubazione interessato dall’intervento è ubicato in posizione sopraelevata non semplice da raggiungere e, pertanto, si prolunga oltre i tempi previsti e per portarla a termine l’appaltatore decide di adoperare una scala portatile. Durante lo svolgimento dei lavori, uno dei lavoratori cade dalla scala infortunandosi.
Quello che segue è un tipico esempio di quali fossero le reciproche aspettative e i punti di vista, rispettivamente, del committente e dell’appaltatore:
Committente: «Ci aspettavamo che il lavoro terminasse nella giornata di ieri. Noi non sapevamo che loro si trovassero nel sito questa mattina»
Appaltatore: «La nostra squadra non avrebbe mai potuto finire il lavoro in un giorno. Era troppo complesso e non ci era stato detto che la tubazione fosse posta in quota»
Committente: «Noi non sapevamo che l’impresa avrebbe adoperato una scala; ci saremmo aspettati l’impiego di un ponteggio, di un trabattello, di una piattaforma mobile elevabile …»
Appaltatore: «Il committente non aveva incluso quel tratto di tubazione nella richiesta iniziale. Ce l’hanno detto mentre stavamo già lavorando, quando si sono resi conto che il guasto interessava un’area maggiore di quella originariamente ipotizzata».
Si potrebbe continuare all’infinito, ma è evidente in questi casi come emergano le falle nel sistema e siano state sottovalutate le esigenze di informazione reciproca.
L’impresa operava senza che il committente fosse informato del fatto che il lavoro non fosse ancora concluso. Le richieste erano mutate e nessuno aveva valutato i rischi conseguenti. L’appaltatore, anche per ridurre i tempi di un lavoro che si stava prolungando oltre il previsto, ha fatto ricorso a mezzi di lavoro non sicuri …

Da qui l’importanza di governare il fenomeno, definendo a priori un soggetto che abbia il compito di tenere le fila delle attività da compiere. Evidentemente, in virtù della sua posizione privilegiata di preminenza a livello organizzativo nell’ambito dell’intero sistema e della titolarità e possibilità di esercizio del potere contrattuale per ottenere l’adozione delle misure di sicurezza necessarie, il committente rappresenta il soggetto più titolato per dirigere questa complessa orchestra, senza sostituirsi per questo ai datori di lavoro delle singole imprese che, come nell’esecuzione di una sinfonia, avranno la responsabilità di suonare al meglio lo strumento ad essi assegnato, sotto la guida e le indicazioni del direttore di orchestra.

Il ricorso ad una strategia ed ad azioni preliminari di concertazione, coinvolgimento di tutti i soggetti interessati nel caso di esternalizzazione di attività presenta molti vantaggi:
– innanzitutto costringe a pensare alle attività da eseguire prima del loro svolgimento. In questo modo si riducono le improvvisazioni e gli sprechi che potrebbero derivare dall’interruzione di attività per motivi legati alla sicurezza sul lavoro a causa della non adeguata progettazione;
– riduce il rischio del verificarsi di incidenti derivanti da interferenze tra lavorazioni;
– di conseguenza si riducono i costi che potrebbero derivare dal danneggiamento di macchine, impianti ambienti di lavoro, conseguenti al verificarsi dell’incidente;
– in ultimo si riducono i possibili danni di immagine che deriverebbero dal verificarsi di un incidente e che, in un colpo solo, impatterebbero non solo sull’impresa esecutrice, ma anche sul committente.

L’art. 26 del D.Lgs. n. 81/2008 fornisce le indicazioni necessarie alla definizione delle responsabilità, ma molte delle indicazioni in esso contenute devono essere considerate come requisiti minimi, spesso non sufficienti per garantire la sicurezza dei lavori esternalizzati. Si rinvia alla lettura dell’analisi tecnico-giuridica dell’articolo in questione per un approfondimento.

Partendo da queste (ricordiamo che si tratta di obblighi di legge ed, in quanto tali, ineludibili), possiamo definire i vari step del percorso che intendiamo tracciare:
– progettazione dell’intervento da eseguire;
– valutazione dell’idoneità tecnico-professionale;
– informazione sui rischi presenti e sulle misure da adottare per prevenirli;
– riunioni e visite preliminari;
– redazione del DUVRI;
– esecuzione degli interventi richiesti.

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