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Le responsabilità in cantiere e le figure professionali coinvolte

Per la gestione della salute e sicurezza in cantiere concorrono diverse figure professionali. La nostra lista di controllo funzione per funzione

Cantiere
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Per la gestione della salute e sicurezza in cantiere concorrono diverse figure professionali, individuate per ogni impresa, ognuna delle quali ha le responsabilità proprie del ruolo svolto, ma inscindibili da tutti gli altri ruoli presenti, in quanto la “Macchina sicurezza” può funzionare solo se funziona ogni suo componente.

Di seguito le figure di riferimento del cantiere che ogni impresa dovrà inserire nel POS, con successiva elencazione, divisa per ogni ruolo, degli obblighi e responsabilità:
1. il datore di lavoro
2. il direttore tecnico di cantiere
3. il capocantiere e/o preposto
4. il Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
5. gli Addetti Pronto Soccorso
6. gli Addetti Prevenzione Incendi
7. il rappresentante dei Lavoratori

Datore di Lavoro (art. 18, D.Lgs. n. 81/2008)
In riferimento al cantiere il datore di lavoro deve:
• designare preventivamente i lavoratori incaricati all’attuazione delle misure antincendio, evacuazione, primo soccorso e gestione emergenze;
• affidare i compiti ai lavoratori tenendo conto delle capacità e condizioni di salute;
• fornire ai lavoratori idonei DPI;
• adempiere agli obblighi di formazione, informazione e addestramento;
• richiedere l’osservanza delle norme vigenti ai singoli lavoratori, alle disposizioni aziendali, e all’uso di DPI;
• inviare i lavoratori alle visite mediche periodiche, come da programma di sorveglianza sanitaria;
• adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dà istruzioni affinché i lavoratori abbandonino il posto di lavoro in caso di pericolo grave e imminente;
• informare tempestivamente i lavoratori esposti a rischio di pericolo grave e immediato, affinché gli stessi abbandonino il posto di lavoro;
• astenersi dal richiedere ai lavoratori, nel caso in cui persiste un pericolo grave ed immediato, di riprendere la loro attività;
• consentire ai lavoratori di consultare il loro RLS per la verifica delle applicazione delle misure di sicurezza;
• prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione e deteriorare l’ambiente esterno;
• consultare il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) nei casi previsti dall’art. 50 (Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza);
• fornire ai lavoratori apposita tessera di riconoscimento;
• vigilare, affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria, non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica, senza il prescritto giudizio di idoneità;
• adottare le misure conformi alle prescrizioni di cui all’Allegato XIII (Prescrizioni di sicurezza e di salute per la logistica di cantiere) (art. 96, co. 1, lett. a), D.Lgs. n. 81/2008);
• predisporre l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili (art. 96, co. 1, lett. b), D.Lgs. n. 81/2008);
• curare la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento (art. 96, co. 1, lett. c), D.Lgs. n. 81/2008);
• curare la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute (art. 96, co. 1, lett. d), D.Lgs. n. 81/2008);
• curare le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori (art. 96, co. 1, lett. e), D.Lgs. n. 81/2008);
• curare che lo stoccaggio e l’evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente (art. 96, co. 1, lett. f), D.Lgs. n. 81/2008);
• attuare quanto previsto nei piani di sicurezza (art. 100, co. 3, D.Lgs. n. 81/2008);
• esercitare la sorveglianza sull’attuazione di tutte le misure di sicurezza previste nei piani di sicurezza affidati alla sovrintendenza dei suoi preposti nonché dei responsabili delle imprese co-esecutrici o dei fornitori o subappaltatori;
• mettere a disposizione dei Rappresentanti per la sicurezza copia dei piani di sicurezza 10 giorni prima dell’inizio dei lavori (art. 100, co. 4, D.Lgs. n. 81/2008);
• prima dell’inizio dei lavori, trasmettere il Piano di sicurezza e coordinamento alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi (art. 101, co. 2, D.Lgs. n. 81/2008);
• prima dell’inizio dei lavori, trasmettere il proprio Piano Operativo di Sicurezza all’impresa affidataria o al Coordinatore per l’esecuzione (art. 101, co. 3, D.Lgs. n. 81/2008).

 

Direttore tecnico di cantiere
Il Direttore tecnico di cantiere è il soggetto, tecnicamente affidabile ed esperto, designato dal datore di lavoro, con compiti di organizzare ed eseguire i lavori nel rispetto delle norme contrattuali.
La normativa infatti prevede che il datore di lavoro, pur rimanendo il principale debitore di sicurezza nei confronti dei lavoratori, può ripartire le proprie responsabilità (ad esempio tramite delega).
All’atto pratico il Direttore Tecnico di Cantiere, data la posizione apicale in cantiere, riveste la qualifica di Dirigente, (definito dall’art. 2, co. 1, lett. d) del D.Lgs. n. 81/2008) attuando le direttive del datore di lavoro, organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa.

Al direttore tecnico di cantiere spettano i seguenti compiti e responsabilità in cantiere:
• organizzazione del cantiere, scelta impiego mezzi e attrezzature e modalità di esecuzione delle opere provvisionali;
• adozione degli accorgimenti richiesti dalla politica aziendale, atti a evitare gli infortuni e le malattie professionali;
• verifica la corrispondenza dell’opera con il progetto;
• controlla la congruità dei materiali, con le richieste del committente;
• vigila sulla disciplina del cantiere.

Capocantiere e/o Preposto (art. 19, D.Lgs. n. 81/2008)
Normalmente il preposto è il lavoratore con maggiore esperienza ed anzianità, che sovrintende la squadra di lavoro.

Il preposto svolge i seguenti compiti:
• sovrintende e vigila sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi nonché delle disposizioni aziendali e sull’uso dei DPI;
• informa i diretti superiori in caso di persistenza della inosservanza;
• verifica affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono a un rischio grave e specifico;
• richiede l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e da` istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
• informa il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
• si astiene, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato;
• segnala tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta;
• frequenta appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’art. 37.

RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) (art. 33, D.Lgs. n. 81/2008)
• Individua i fattori di rischio, la valutazione dei rischi e le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;
• elabora, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive di cui all’art. 28, co. 2, e i sistemi di controllo di tali misure;
• elabora le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
• propone i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
• partecipa alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica di cui all’art. 35;
• fornisce ai lavoratori le informazioni di cui all’art. 36.

APS (Addetti Pronto Soccorso) (art. 45, D.Lgs. n. 81/2008)
Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.

API (Addetti Prevenzione Incendi) (art. 46, D.Lgs. n. 81/2008)
• La prevenzione incendi è la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell’ambiente;
• nei luoghi di lavoro soggetti al presente Decreto Legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l’ incolumità dei lavoratori.

RLS (Rappresentante dei Lavoratori) (artt. 47, 48, 49 e 50, D.Lgs. n. 81/2008)
L’esercizio delle funzioni di RLS è incompatibile con la nomina di responsabile o addetto al servizio di prevenzione e protezione e con il datore di lavoro:
• accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
• è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;
• è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;
• è consultato in merito all’organizzazione della formazione di cui all’art. 37;
• riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni e alle malattie professionali;
• riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;
• riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall’art. 37;
• promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;
• formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito;
• partecipa alla riunione periodica di cui all’art. 35;
• fa proposte in merito alla attività di prevenzione;
• avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;
• può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

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