Sicurezza nei cantieri: e' solo il datore di lavoro dell'impresa a dover vigilare | Geometra.info

Sicurezza nei cantieri: e’ solo il datore di lavoro dell’impresa a dover vigilare

Per un infortunio mortale avvenuto durante la sospensione dei lavori, la Corte di Cassazione esclude la responsabilita' in concorso di colpa del coordinatore per l'esecuzione dei lavori

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La Sezione IV della Corte di Cassazione, con sentenza n. 7960 del 23 febbraio 2015 su un caso di infortunio mortale avvenuto in un cantiere edile durante la sospensione dei lavori, si è pronunciata sulla posizione del coordinatore per l’esecuzione dei lavori, precisando che la sua azione presuppone l’avvio o comunque una programmazione dei lavori tale da rendere attuale la sua funzione di controllo del corretto adempimento degli obblighi delle imprese relativi a quanto previsto  dal piano di sicurezza e coordinamento. In caso di sospensione indeterminata dei lavori, tale funzione viene a cadere, mentre rimane fermo l’obbligo del datore di lavoro, dei dirigenti e del preposto delle imprese, di vigilare sulla sicurezza “momento per momento”.

Nei gradi precedenti di giudizio per l’accertamento di responsabilità penali, in seguito alla morte di un operaio che, nell’installare i telai di una finestra al primo piano di una villetta, era precipitato dopo aver perso l’equilibrio, il coordinatore per la sicurezza nell’esecuzione dei lavori era stato ritenuto responsabile in concorso di colpa, per non aver segnalato la mancanza di misure di sicurezza che si evincevano dall’inadeguatezza del Pos dell’impresa, e non aver indicato le procedure sicure per il montaggio degli infissi. La sentenza chiarisce che la responsabilità del coordinatore è limitata alla segnalazione formale delle inadempienze riscontrate circa la violazione di doveri tipici dell’impresa esecutrice e l’inosservanza del piano di sicurezza e di coordinamento durante l’esecuzione dei lavori; in un cantiere in cui i lavori sono sospesi, il dovere di vigilanza sulla sicurezza dei lavoratori ricade esclusivamente sul datore di lavoro dell’impresa e i suoi rappresentanti in cantiere. 

Massima

Tale disciplina [art. 92 Titolo IV D.Lgs del 9 aprile 2008, n. 81, già art. 5 D.Lgs n. 494/1996] conferma che la funzione di vigilanza [del coordinatore per la sicurezza nell’esecuzione dei lavori] è alta e non si confonde con quella operativa demandata ai datore di lavoro ed alla figure che da esso ricevono poteri e doveri: il dirigente ed il preposto. Tanto è vero che il coordinatore articola le sue funzioni in modo formalizzato: contestazione scritta alle imprese delle irregolarità riscontrate per ciò che riguarda la violazioni dei loro doveri tipici, e di quelle afferenti all’inosservanza del piano di sicurezza e di coordinamento; indi segnalazione al committente delle irregolarità riscontrate.

Solo in caso di imminente e grave pericolo direttamente riscontrato è consentita la immediata sospensione dei lavori. Appare dunque chiara la marcata diversità di ruolo rispetto al datore di lavoro delle imprese esecutrici: un ruolo di vigilanza che riguarda la generale configurazione delle lavorazioni e non la puntuale stringente vigilanza, momento per momento, demandata alle figure operative (datore di lavoro, dirigente, preposto).

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Si tratta, inoltre, di un compito di vigilanza che presuppone che il programma di lavori sia in fase di esecuzione o comunque prossimo all’avvio: non si spiegherebbe altrimenti il riferimento alla verifica, evidentemente sul campo, della corretta applicazione delle procedure di lavori, dell’idoneità del P.O.S. e al necessario adeguamento del piano di sicurezza e coordinamento alla “evoluzione dei lavori”.

Tali obblighi, invero, presuppongono l’avvio o comunque una programmazione dei lavori tale da rendere attuale, da un lato, l’obbligo per le imprese di adempiere agli obblighi prevenzionistici loro imposti e, dall’altro, quello del coordinatore per la sicurezza di controllare il corretto e funzionale adempimento di tali obblighi, in relazione alle previsione del piano; per contro una verifica in una situazione di sospensione indeterminata dei lavori non avrebbe significato, né riconoscibile scopo pratico.

Per converso, una estemporanea e non programmata ripresa dei lavori si pone essa stessa quale evenienza non prevedibile da parte del coordinatore per la sicurezza, certamente non tenuto a una vigilanza di cantiere e tale comunque da non poter essere dallo stesso impedita o prevenuta, in mancanza di poteri impeditivi o coercitivi specifici, diversi da quelli predetti di mera segnalazione formale delle inadempienze.

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L’autore


Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

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