Fessurazioni in facciata: la guida Viero alla risoluzione del problema | Geometra.info

Fessurazioni in facciata: la guida Viero alla risoluzione del problema

Le fessurazioni causano problemi sia estetici che di durabilita', manutenzione e salubrita' dell'edificio. Leggi e scarica la guida Viero alla risoluzione del problema

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Le fessurazioni vengono spesso considerate un problema “estetico”, poco ricorrente e di facile risoluzione, in realtà ne sono colpite moltissime facciate, con problemi sia estetici che di durabilità, manutenzione e salubrità dell’edificio.

Da qualche anno l’edilizia sta affrontando in maniera sempre più intensa il problema del recupero del patrimonio edilizio, antico, vecchio e più o meno velocemente superato e degradato, quale l’edilizia realizzata durante il boom degli anni ’50-’70. Anche l’edilizia più recente di scarsa qualità realizzata negli anni ’80 e ’90 sino ad oggi necessita di interventi di varia natura.

Uno dei problemi più ricorrenti è il fenomeno delle fessurazioni sulle facciate degli edifici. Le cause di queste fessurazioni sono molteplici e il problema è veramente molto vasto. Questa guida si occuperà in particolare delle fessurazioni presenti sulle facciate e superfici verticali intonacate o rifinite con pitture e rivestimenti murali definiti “plastici”. La parola “plastico” ha tratto spesso in errore sia i progettisti che le imprese e gli applicatori. 

La definizione “rivestimenti plastici” era infatti stata creata per identificare questo tipo di rivestimento “modellabile”, a differenza dei rivestimenti rigidi tipo piastrelle, mosaico o gres. Il rivestimento murale plastico, quando è essiccato, diventa parte integrante dell’intonaco, per cui ne segue tutte le vicissitudini, riuscendo a contenere solo le microfessurazioni.

Superato il livello di resistenza di questo composto alla trazione, alla compressione e al taglio si formano lesioni di diversa natura e gravità.

Cause delle lesioni e tipi di ritiro

La facciata dell’edificio è un sistema composto da più strati (struttura muraria di supporto, intonaco, rivestimento di finitura) e soggetto a continue sollecitazioni e alla formazione di lesioni dovute a diversi fattori:

1. Cause esterne: es. cedimento delle fondazioni, concentrazioni degli sforzi, vibrazioni.

2. Cause interne: dovute alle caratteristiche dei materiali usati per la costruzione. Ad esempio ritiro, dilatazioni, varie reazioni chimiche.

In particolare osserveremo in questa guida due dei fenomeni che più sono responsabili del problema delle fessurazioni:

A. Le variazioni di umidità

B. Le variazioni di temperatura


A.  Variazioni di umidità

Le Variazioni di umidità sono dovute sia all’umidità intrinseca dei materiali che all’umidità atmosferica successiva alla fabbricazione. Il problema più importante è la variazione dell’umidità nel tempo, cioè il tempo o la velocità di essiccamento di un materiale. I materiali aventi una forte capillarità (il calcestruzzo di pomice per esempio) si essiccano per diffusione; prima gli strati esterni e successivamente, molto lentamente, la parte interna. Il tempo di essiccamento è quindi lungo. Al contrario, per i materiali con capillari molto fini, quale il laterizio, l’evaporazione dell’umidità avviene molto rapidamente. E’ la velocità di essiccamento a determinare il ritiro, che comprende tre distinti fenomeni:

1. Ritiro di presa e di idratazione: nel rappresentare il fenomeno di idratazione del cemento su un sistema di coordinate, si constaterà, prima di tutto, che dopo un primo periodo, alla fine della presa si produce un ritiro detto “ritiro di idratazione”. Se l’indurimento ha luogo all’aria si produrrà un nuovo ritiro detto “ritiro di indurimento”; se invece l’indurimento avviene in acqua, si verificherà una dilatazione.

2. Il ritiro di indurimento dipende in gran parte dall’umidità dell’aria dove esso si produce. Se rappresentiamo anche questo fenomeno su un diagramma possiamo constatare che in condizioni di umidità dell’aria del 100% non si produce alcun ritiro; con umidità ad esempio del 50% si ha dopo l’indurimento un ritiro del 0,3 % e così via.

3. Ritiro ciclico: viene definito “ritiro ciclico” o reversibile quello dovuto al riumidificamento e al riessiccamento del materiale. E’ a questo tipo di ritiro che si deve imputare la massima parte delle lesioni.

Per ridurre al minimo il fenomeno delle lesioni, è necessario che al momento della consegna dei blocchi (calcestruzzo, laterizio…) in cantiere il ritiro di indurimento sia in gran parte compiuto. Nella realtà dei fatti, però, le cose si complicano in conseguenza dei cicli di riumidificazione e di riessiccamento che gli elementi subiscono prima e dopo la messa in opera. Perciò, al fine di ottenere dei dati di effettiva utilità, è stato introdotto nei regolamenti il concetto di “ritiro da essiccamento”.

Aspetto delle lesioni causate dal ritiro

Le lesioni causate dal ritiro sono di tre tipi principali:

1. A ragnatela: Questo fenomeno si presenta in relazione alla presa dei leganti (calce e cemento) e allo specifico ritiro, le forze di coesione esistenti generano una tensione che può dare origine alle cavillature. Tale effetto è più evidente quando l’intonaco ha una quantità di legante elevata rispetto agli inerti. Particolari condizioni di alte temperature, forti ventilazioni e una quantità di acqua di presa insufficiente, creano una evaporazione superficiale che contribuisce alla formazione delle

cavillature.

2. Fessurazioni lineari da escursione termica: possono essere provocate da movimenti termici dovuti all’escursione della temperatura con conseguente dilatazione massima e minima; tali movimenti non sono uguali per tutti i componenti della struttura, per cui vengono a crearsi tensioni tra i vari materiali con conseguente distacco tra le superfici di contatto. Queste fessure si formano normalmente tra parti in cemento armato (pilastri, architravi, solette, cordoli, parapetti) e parti di muratura in laterizio, cotto, poroton, tufo, blocchi in argilla espansa; sono soggette, inoltre, a continuo allargamento e restringimento in funzione degli sbalzi di temperatura.

3. Fessurazioni lineari da tensioni o compressioni: causate da movimenti aciclici provocati da assestamenti delle fondazioni, dal normale ritiro dell’intonaco, a sollecitazioni causate da sovraccarichi accidentali. Questo genere di fenditure, che in certi casi assumono dimensioni macroscopiche, tendono generalmente a stabilizzarsi nel tempo e a presentare modeste variazioni dimensionali.

Gli altri capitoli della guida:

Prevenzione delle fessurazioni dovute a variazioni di umidità

Come riparare le lesioni

Le variazioni di temperatura

Le soluzioni Viero per prevenire e riparare le fessurazioni

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Per maggiori informazioni: www.viero-coatings.it

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