Valutazione del rischio nei cantieri edili: qual è la nuova metodologia di Namirial Sicurezza Cantieri? | Geometra.info

Valutazione del rischio nei cantieri edili: qual è la nuova metodologia di Namirial Sicurezza Cantieri?

La nuova versione del software Namirial Sicurezza Cantieri guida l’utente nella stima più precisa e veloce del Rischio Iniziale e permette di stabilire gli effetti delle misure di sicurezza in atto e stimarne il Rischio Residuo

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A cura di Namirial SpA

Il software Namirial Sicurezza Cantieri si arricchisce di una nuova metodologia di Valutazione dei Rischi che, attraverso una stima della probabilità P di un evento e della sua gravità G o mediante opportuni algoritmi di calcolo dove sono previste delle norme specifiche, permette di valutare il Rischio di ogni possibile fonte di pericolo che caratterizza un cantiere edile. Oltre a guidare l’utente in una stima più puntigliosa ma veloce del Rischio Iniziale, il software nella sua nuova versione permette di stabilire gli effetti che le misure di sicurezza in atto comportano sul rischio e di stimarne conseguentemente il Rischio Residuo. Vediamo i dettagli.

Metodologia di valutazione del Rischio

In accordo a quanto predisposto dall’Allegato XV al D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., il software permette di individuare, analizzare e valutare tutti i rischi concreti, con riferimento all’area ed all’organizzazione del cantiere, alle lavorazioni e alle loro interferenze e di indicare le azioni di prevenzione e protezione ritenute idonee alla loro eliminazione o riduzione al minimo entro limiti di accettabilità.
Il processo di valutazione passa attraverso i seguenti step:
1) Identificazione delle sorgenti di pericolo, dei rischi e dei lavoratori esposti;
2) Calcolo del Rischio iniziale Ri, effettuato in maniera diversa in base alla classificazione in:
– Rischi non misurabili
– Rischi misurabili
3) Normalizzazione dell’indice di rischio su un’unica scala [1÷16];
4) Individuazione e programmazione degli interventi necessari di tipo “hardware” per la riduzione del rischio alla fonte, secondo le priorità indicate dai principi generali dell’art. 15 del D.Lgs. n. 81/2008;
5) Individuazione e determinazione degli interventi di tipo “software” di riduzione del rischio, specifici per ogni rischio valutato e per ogni gruppo omogeneo (interventi organizzativi, procedurali, formazione, informazione, uso di dispositivi di protezione collettivi ed individuali, che di fatto non modificano il luogo di lavoro, l’attrezzatura o il processo);
6) Calcolo del Rischio residuo Rr.

Identificazione delle sorgenti di pericolo, dei rischi e dei lavoratori esposti

L’identificazione dei pericoli, funzionale alla valutazione del rischio, deve essere effettuata:
• All’interno di ogni sub area nel caso il cantiere venga suddiviso in più parti (pericoli presenti nell’area – sub area indipendenti dai compiti svolti).
• Per ogni compito elementare svolto (pericoli che dipendono dalla sola attività indipendentemente dall’area).

Rischio iniziale

Per la valutazione del Rischio iniziale Ri si tiene conto solo delle proprietà intrinseche del pericolo e dei presidi di prevenzione che sono parte integrante della fonte di pericolo (macchina/ attrezzatura/apparato/parte di impianto/luogo di lavoro), quindi connessi a disposizioni dettate dalla legislazione o dalle norme tecniche specifiche per l’area, l’attrezzatura, l’attività o il compito.
Per i Rischi non misurabili (caduta, urto, scivolamento, lavori in quota, ecc.), il rischio iniziale è valutato tramite una stima della probabilità di accadimento dell’evento indesiderato e della gravità del danno che ne può derivare. L’attribuzione dei parametri P e G viene guidata attraverso criteri/parametri diversi per ogni categoria di rischio.
Per i Rischi misurabili (Rumore, vibrazioni, agenti chimici, ecc.) il rischio iniziale è frutto di un algoritmo di calcolo specifico per ogni calcolo in rispondenza alle norme specifiche.

Normalizzazione dell’indice di rischio iniziale ed individuazione delle misure

Indipendentemente dal metodo di valutazione adottato il rischio iniziale Ri viene normalizzato su un’unica scala da 1 a 16 in modo da poter definire:
• La gravità del rischio a cui sono esposti i lavoratori, da 1 lieve a 16 inaccettabile
• Se il rischio è accettabile (Ri ≤ 4), da migliorare (6 ≤ Ri ≤ 12) o inaccettabile (Ri = 16)
• Una priorità d’intervento per la riduzione del rischio
Nel caso la valutazione del rischio iniziale Ri risulti accettabile (R ≤ 4) non c’è necessità di provvedere al calcolo del rischio residuo; la valutazione del rischio è quella iniziale ed i dati ottenuti vengono riassunti nella Scheda sintetica di valutazione del rischio.
Altrimenti si valuta prima la possibilità di attuare misure di prevenzione e protezione che intervengono direttamente alla fonte e che, una volta attuate, ne saranno parte integrante, (come per esempio la sostituzione di ciò che è pericoloso, la riprogettazione o modifica delle attrezzature e dei processi, ecc.), quindi si procede all’individuazione delle misure preventive e protettive attuate.

Rischio residuo

Stabilito il valore del Rischio iniziale Ri ed effettuata la sua normalizzazione si perviene al Rischio residuo Rr introducendo nel processo di valutazione un parametro K di riduzione non considerato nel calcolo iniziale di Ri in quanto non parte integrante della fonte di pericolo (macchina/attrezzatura/apparato/parte di impianto/luogo di lavoro), ma che contribuisce alla definizione del rischio residuo Rr effettivo.

Rr = Ri x Ktot

Il Valore K, specifico per ogni rischio e gruppo omogeneo è calcolato come sommatoria dei singoli coefficienti in gioco:

Ktot = K1 x K2 x K3 x…..

Sicurezza_cantieri_1

Valutazione dei Rischi

I significati della Probabilità (P) e della Gravità (G) al variare da 1 a 4, nonchè del Rischio (R) al variare da 1 a 16 sono rispettivamente indicati nelle tabelle seguenti:

Gravità
Probabilità Lieve Medio Grave Gravissimo
Improbabile 1 2 3 4
Poco probabile 2 4 6 8
Probabile 3 6 9 12
Altamente probabile 4 8 12 16

Cliccare sulla tabella qui di seguito per ingrandire:

Valutazione_rischio

 

All’interno di un unico programma il professionista potrà valutare con tale procedura i rischi:

• Caduta (Caduta dall’alto per sfondamento/Caduta da ponteggio o impalcature di lavoro/Caduta all’interno di aperture o varchi/Caduta da apparecchi di sollevamento/Caduta in piano/ecc.)
• Incidenti stradali per mobilità
• Rischio esplosioni (atex gas)
• Rischio esplosioni (atex polveri combustibili)
• Rischio annegamento o idraulico
• Incendio e gestione delle emergenze
• Lavoro notturno
• Lavori al videoterminale
• Stress lavoro correlato
• Agenti biologici
• Rischio da azione termica o ustione
• Rischio urto, taglio e schiacciamento
• Schiacciamento per caduta di masse o materiali/Caduta di materiale all’interno di scavi
• Lavori in quota su coperture/su prospetti di fabbricati/con funi
• Scivolamento per lavori all’aperto
• Caduta di masse o materiali da apparecchi di sollevamento
• Caduta di masse o materiali per errato stoccaggio
• Schiacciamento per ribaltamento apparecchio di sollevamento
• Schiacciamento per ribaltamento carrello a forche
• Rischi meccanici per uso di attrezzature di lavoro
• Rischi meccanici per proiezione di materiali
• Schiacciamento per investimento
• Scivolamento
• Seppellimento (Scavo con profondità < 1,5 m/Scavo con profondità > 1,5m)
• Azioni da agenti nocivi
• Rischi per la salute
• Rischi apparecchi o impianti a pressione (PED)
• Rischio lavori in spazi confinati
• Lavori in quota (h>2m)
• Fumo passivo
• Mansioni a rischio per uso o dipendenza alcool
• Mansioni a rischio per uso sostanze stupefacenti
• Lavoratrici madri o puerpere
• Rischio radiazioni ottiche da saldatura
• Rischio radiazioni ottiche coerenti
• Lavori ad alta quota
• Elettrico
• Rumore
• Chimico
• Vibrazione mano-braccio
• Vibrazioni corpo intero
• Scariche atmosferiche

Esempio di Valutazione

Caduta di masse o materiali da apparecchi di sollevamento

Descrizione Il pericolo di schiacciamento in seguito alla caduta di masse o materiali è legato ad eventi accidentali dovuti in genere all’impiego non corretto degli apparecchi di sollevamento, dall’urto di ostacoli con i carichi, dalla carenza di manutenzione, dalla carenza di formazione e addestramento degli operatori o da errata imbracatura dei carichi. La valutazione, per ogni gruppo omogeneo, ha riguardato ogni area/subarea/macchina/attrezzatura. La stima tiene conto della conformità normativa del luogo e delle attrezzature, nonché delle modalità e dell’organizzazione del lavoro.
Attività lavorativa o compito elementare ove il rischio è presente Movimentazione di materiale edile con gru a torre
Gruppo omogeneo dei lavoratori esposti Gruista, imbracatori

 

P Probabilità del rischio Significato
0 Assenza del pericolo Impossibile
1 Luogo\macchina\attrezzatura conforme alle norme e periodicamente verificato e segnalato Improbabile
2 Luogo\macchina\attrezzatura conforme alle norme e periodicamente verificato ma angusto Poco probabile
3 R Luogo\macchina\attrezzatura conforme alle norme, periodicamente verificato e segnalato ma scarsamente illuminato Probabile
4 Luogo conforme alle norme, periodicamente verificato ma esposto alle intemperie e non adeguatamente mantenuto Altamente probabile

 

G Gravità del rischio Significato
2 Urto e schiacciamento con attrezzi o masse di piccole dimensioni Medio
3 R Urto e schiacciamento con attrezzi o masse di medie dimensioni Grave
4 Urto e schiacciamento con grandi masse, proiezioni di materiale Gravissimo

Valutazione Rischio Iniziale

P G Ri = (P x G) Rischio
3 3 9 Rischio Alto
Da migliorare

 

Misure preventive e protettive attuate K
Formazione generale\informazione 0,95
Formazione specifica 0,90
Addestramento 0,90
Procedure ed istruzioni operative 0,80
Infortuni, mancati infortuni e near miss 0,90
Segnaletica 1,00
Tempo di esposizione 0,80
Coefficiente di attenuazione totale (Ktot) 0,44

Valutazione Rischio Residuo

Ri = (P x G) Ktot Rf = (P x G) x K Rischio
9 0,44 3,96 Rischio Lieve
Rischio Accettabile

Misure attuate
Informazione e formazione generale
Formazione generale art. 37 D.Lgs. n. 81/2008 e Accordo Conferenza Stato Regioni 21/12/2011
Informazione sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi all’attività dell’impresa art. 36 D.Lgs. n. 81/2008
Informazione specifica per utilizzo di attrezzature di lavoro art. 36 e 73 Titolo III D.Lgs. n. 81/2008
Informazione specifica rischi ambienti di lavoro art. 36 e Titolo II D.Lgs. n. 81/2008
Informazione specifica sul significato della segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro art. 36 e 164 D.Lgs. n. 81/2008
Soggetti Responsabili: Datore di lavoro, RSPP

Formazione specifica
Formazione specifica art. 37 D.Lgs. n. 81/2008 e Accordo Conferenza Stato Regioni 21/12/2011
Formazione specifica per utilizzo di attrezzature di lavoro art. 37 e 73 Titolo III D.Lgs. n. 81/2008
Soggetti Responsabili: Datore di lavoro, RSPP

Addestramento
Addestramento specifico per utilizzo di attrezzature di lavoro art. 73 D.Lgs. n. 81/2008
Soggetti Responsabili: Datore di lavoro, RSPP

Procedure ed istruzioni operative
Per garantire la sicurezza nelle attività di manovra dei mezzi la procedura operativa prevede:
– Impiego di mezzi o macchine adeguati alla tipologia di carichi e alle caratteristiche dei luoghi di lavoro;
– Utilizzo delle macchine nel rispetto delle condizioni di impiego e delle istruzioni di sicurezza previste nel manuale d’uso a corredo del mezzo;
– Organizzazione corretta degli ambienti di lavoro con scelta di vie di transito con portata e larghezza adeguata al mezzo;
– Delimitazione e sorveglianza del raggio di azione del mezzo;
– Affidamento delle attività a personale formato e addestrato.
Di seguito si riportano le istruzioni operative per la protezione dal rischio di schiacciamento da caduta di materiali, impartite al personale:
– Utilizzare l’apparecchio di sollevamento nel rispetto delle istruzioni riportate nel manuale d’uso fornito dal costruttore;
– Verificare che la portata del gancio e delle funi non superi la portata massima;
– Non abbandonare il posto di lavoro lasciando il carico sospeso;
– Non effettuare manovre di sollevamento e traslazione con i carichi sopra le zone di passaggio o le postazioni di lavoro;
– Controllare prima dell’uso lo stato di usura di funi, catene e ganci;
– Assicurarsi che il carico sia ben imbracato e bilanciato durante la movimentazione;
– Proteggere le imbracature dai danneggiamenti dovuti a contatti con spigoli o parti taglienti;
– Effettuare la discesa sempre con il motore innestato;
– Preavvisare l’avvio delle manovre di sollevamento e traslazione;
– Indossare i DPI previsti, nel rispetto delle indicazioni contenute nelle note informative rilasciate dal fabbricante;
– Sospendere le lavorazioni in presenza di condizioni meteo avverse (forte vento, pioggia, nebbia);
– Delimitare e sorvegliare la zona di manovra per impedire l’accesso ai non addetti ai lavori;
– Segnalare guasti e malfunzionamenti al preposto o datore di lavoro.
Soggetti Responsabili: Datore di lavoro e preposto

Infortuni, mancati infortuni e near miss
In caso di incidenti, infortuni e segnalazione di comportamenti pericolosi legati al rischio è prevista un’analisi delle possibili cause e successiva gestione con azioni correttive e preventive, volte a migliorare la salute e la sicurezza e prevenire il ripetersi di tal eventi.
Qualunque lavoratore o preposto che viene a conoscenza o è presente al verificarsi di un infortunio/incidente, o rileva un comportamento pericoloso per la salute e sicurezza dei lavoratori o di altri soggetti (esterni – clienti), lo comunica immediatamente al Datore di Lavoro ed al Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale che provvede direttamente o attraverso il supporto di un preposto, a registrare tutte le informazioni relative all’evento occorso mediante il Mod. Gest. Infortuni – Incidenti.
Effettuato l’accertamento dell’evento, il SPP provvede (con l’eventuale supporto di RLS, Responsabili, preposti, figure tecniche aziendali o esterne) ad analizzare quanto accaduto e a stabilire le azioni correttive da attuare per evitare o ridurre la probabilità che si riproponga l’evento incidentale o l’infortunio e che il comportamento pericoloso possa riproporsi e trasformarsi in uno dei precedenti.
Nel caso che le azioni correttive individuate richiedano del tempo per la loro messa in opera il Datore di Lavoro, con il supporto del Servizio di Prevenzione e Protezione, stabilisce delle misure organizzative di immediata attuazione volte a contenere il possibile riproporsi dell’evento sino all’attuazione delle azioni di eliminazione del pericolo.
Le azioni correttive stabilite/attuate vengono riportate anche nel programma di miglioramento così da verificare l’eventuale necessità di applicare i medesimi correttivi ad altre unità, prevenendo il riproporsi degli eventi incidentali/infortunistici o simili. Il programma degli interventi di miglioramento viene verificato in occasione della riunione periodica ed in riunioni tecniche che coinvolgono anche gli attori dei processi di intervento stabiliti.
Soggetti Responsabili: Datore di lavoro.

TABELLAJPG-1

Soggetti Responsabili: Datore di lavoro

Tempo di esposizione
Per la riduzione del tempo di esposizione al rischio è prevista una idonea programmazione di orari di lavoro con appropriati periodi di riposo e/o rotazione del personale esposto.
Soggetti Responsabili: Datore di lavoro

Fonte articolo Namirial SpA

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