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Tasi 2014: istruzioni per il calcolo

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Alla luce del Comunicato stampa n. 128 del 19 maggio 2014 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con riferimento al 2014:

Il versamento deve essere effettuato mediante modello F24 ovvero con apposito bollettino di conto corrente postale approvato con Decreto del 23 maggio 2014.

NB: per quanto attiene ai codici tributo, da utilizzare per la compilazione dell’F24, si fa presente che gli stessi sono stati approvati con le due RM del 24 aprile 2014: le n. 46 e n. 47 le quali hanno istituito i nuovi codici Tasi rispettivamente per contribuenti privati ed enti pubblici.

Aliquote

L’aliquota di base del Tasi è pari all’1 per mille.

A seguito del decreto Salva Roma-ter, i Comuni possono aumentare l’aliquota massima della Tasi, per ogni tipologia di immobile, fino ad un max pari allo 0,8 per mille (a condizione che, per le abitazioni principali e le unità immobiliari ad esse assimilate, siano previste detrazioni d’imposta o altre misure in modo “da generare effetti sul carico d’imposta Tasi equivalenti a quelli determinatisi con riferimento all’Imu relativamente alla stessa tipologia di immobili”).

Conseguentemente per il 2014 si potrebbero avere le seguenti aliquote massime:

  •  aliquota standard: pari all’1 per mille (se aumentata dello 0,8 sarà pari ad un max dell’1,8 per mille);
  • aliquota per i fabbricati rurali ad uso strumentale: pari all’1 per mille (senza possibilità di aumentarla);
  • aliquota per le altre tipologie di immobili: 2,5 per mille (se aumentata dello 0,8 sarà pari ad un max del 3,3 per mille).

Base imponibile

Con riferimento alla base imponibile della Tasi, viene fatto diretto rinvio alle disposizioni in tema di Imu, più nel dettaglio all’art. 13 del DL n. 201/2011. Pertanto torna applicabile la stessa base imponibile dell’Imu. Ne consegue che le modalità di determinazione della base imponibile variano in funzione della tipologia di bene immobile interessata.

NB: si ricorda che per i fabbricati iscritti in catasto la base imponibile ai fini Imu è ottenuta applicando alla rendita catastale (vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione) rivalutata del 5%, gli specifici coefficienti previsti per ciascuna categoria catastale.

L’autore


Carmen Chierchia

Avvocato in Milano, svolge attualmente la sua attività professionale nel Dipartimento di Diritto Amministrativo in uno studio internazionale. Ha approfondito tematiche relative allo sviluppo immobiliare, alla pianificazione urbana e commerciale, alla tutela dell’ambiente nonché allo sviluppo di energie rinnovabili. Ha curato l’organizzazione del Volume “Edilizia – Urbanistica – Governo del Territorio”, del “Codice dei Contratti Pubblici” e del “Codice dell’Ambiente” per UTET Scienze Tecniche oltre a redigere alcune delle voci contenute nella versione on line del Codice. Ha inoltre collaborato allo sviluppo di “TeknoSolution. Strumenti integrati per le professioni tecniche”.

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Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

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