Cessione di diritti volumetrici: si applica l’imposta di registro al 9% | Geometra.info

Cessione di diritti volumetrici: si applica l’imposta di registro al 9%

La cessione di diritti volumetrici di proprietà comunale a soggetti privati sconta l’imposta di registro nella misura del 9% e le imposte ipotecaria e catastale ciascuna nella misura fissa di 50 euro

Diritti volumetrici su interventi edilizi di vario tipo Photo by Mito Images
Diritti volumetrici su interventi edilizi di vario tipo Photo by Mito Images
image_pdf

La cessione di diritti volumetrici di proprietà comunale a soggetti privati per la realizzazione di edifici con destinazione residenziale, commerciale e artigianale di cubatura, in quanto facoltà inerente al diritto di proprietà è assimilabile al trasferimento di un diritto reale immobiliare, sconta l’imposta di registro nella misura del 9% e le imposte ipotecaria e catastale ciascuna nella misura fissa di 50 euro. Vediamo nel dettaglio il caso oggetto dell’interesse dell’Agenzia delle Entrate.

Applicazione dei diritti volumetrici

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n.80/E del 24 ottobre 2018, risponde a un quesito relativo alla possibilità di applicare anche alla cessione di diritti volumetrici comunali la disciplina agevolativa fissata dall’art. 32 del Dpr n. 601/1973 che prevede, tra l’altro, l’imposta di registro in misura fissa e l’esenzione delle imposte ipotecaria e catastale agli atti di trasferimento nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica.

Tale regime di favore è richiamato nell’art. 20 della Legge n. 10/1977 (cd. Legge Bucalossi), come modificata dalla legge di Bilancio 2018 (art. 1, comma 88, della L 205/2017), che estende le agevolazioni fiscali agli atti preordinati alla trasformazione del territorio posti in essere mediante accordi o convenzioni fra privati ed enti pubblici, nonché a tutti gli atti attuativi in esecuzione dei primi.

L’Agenzia ricorda che il Comune, con la cessione di diritti edificatori, opera di fatto una redistribuzione della volumetria presente sull’area di sua proprietà in base agli strumenti urbanistici vigenti, e persegue un interesse di carattere pubblicistico. Quindi, trattandosi di atto posto in essere dal Comune nell’ambito della sua attività istituzionale, è esclusa l’applicabilità della disciplina Iva.

Secondo il principio di alternatività Iva/registro, l’imposta in via generale è dovuta in misura proporzionale, salva la possibilità di ricorrere ad un regime agevolato, ma nell’ipotesi di cessione di diritti edificatori, secondo l’Agenzia delle Entrate, tale regime agevolativo non è applicabile poiché l’estensione delle agevolazioni fiscali agli atti preordinati alla trasformazione del territorio operata dalla legge di Bilancio ha la funzione di operare come strumento di adeguamento al costante aggiornamento della disciplina urbanistica, per tener conto dell’evoluzione degli strumenti urbanistici, caratterizzata anche da mutamenti di carattere procedurale che si concretizzano anche nell’adozione, da parte degli enti territoriali, di strumenti più snelli.

Il regime agevolativo previsto dal citato comma 88 non può essere esteso ad atti che non hanno ad oggetto interventi edilizi riconducibili a quelli previsti dalla disciplina individuata dalla legge Bucalossi, tra cui rientrano, ad esempio, le cessioni di aree per la realizzazione delle opere di urbanizzazione connesse all’intervento edilizio, o gli atti aventi ad oggetto la redistribuzione di aree tra co-lottizzanti.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Cessione di diritti volumetrici: si applica l’imposta di registro al 9% Geometra.info