Consumo di suolo, le proposte di modifica dell'Inu | Geometra.info

Consumo di suolo, le proposte di modifica dell’Inu

Dalla modifica della definizione di consumo all'istituzione del catasto degli usi del suolo, le proposte dell'Istituto nazionale di urbanistica

wpid-26065_ddlconsumosuolo.jpg
image_pdf

L’Istituto nazionale di urbanistica (Inu) ha preparato un documento che contiene una serie di proposte e modifiche al disegno di legge sul consumo di suolo (“Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato”), recentemente approvato dalle commissioni riunite Agricoltura e Ambiente della Camera.

Il giudizio dell’Inu è generalmente positivo, ma con qualche riserva: “E’ ormai generale infatti la presa di coscienza, anche da parte dell’opinione pubblica, della centralità di temi come il contenimento del consumo di suolo e l’incentivazione alle pratiche di rigenerazione urbana per un innalzamento della qualità della vita e per una maggiore prevenzione dai danni provocati da eventi meteorologici estremi”.

Allo stesso tempo, però, l’Istituto avrebbe preferito “che i temi citati fossero affrontati in un organico provvedimento di riforma della disciplina di governo del territorio, e non in un testo che rischia di essere parziale e non risolutivo”.

In termini di collaborazione alla stesura delle modifiche, l’Inu ha avanzato una serie di proposte per rafforzare i punti giudicati deboli. Eccole.

→ Una definizione più univoca e condivisa di “consumo di suolo”, visto che il concetto di permeabilità/impermeabilità rischia di essere troppo specialistico e di difficile applicazione. Si propone per questo di sostituirlo o almeno di integrarlo con il concetto di “suolo urbanizzato“.

→ La messa a punto di strumenti che stimolino concretamente le pratiche di rigenerazione urbana, dando la possibilità attraverso il testo nazionale di mettere a punto a livello locale misure di incentivazione di tipo fiscale e contributiva.

→ La predisposizione di un “Catasto degli usi e della qualità del suolo“, atto a quantificare e localizzare, oltre alle superfici agricole o comunque con suolo naturale, anche quelle che sono passibili di miglior utilizzo o riuso, in quanto sottoutilizzate o dismesse, tra le aree comunque urbanizzate. La realizzazione di questo catasto secondo criteri omogenei sul territorio nazionale renderebbe disponibile una base dati costantemente aggiornata a disposizione delle regioni e del governo, fondamentale per il monitoraggio d’efficace della legge, che altrimenti rischia di essere una dichiarazione di principi senza apprezzabili effetti pratici.

→ La modifica decisa della disciplina della moratoria: essa dovrebbe essere valida quanto meno fino alle disposizioni regionali, che di fatto inaugurano il corso della nuova disciplina, e non ha senso stabilire come limiti in prima battuta l’approvazione del decreto sul consumo di suolo (che per essere efficace deve comunque attendere le misure regionali) e in seconda battuta l’arco temporale di tre anni. Va prevista inoltre un’esclusione dalla moratoria delle sole opere pubbliche già programmate.

→ L’eliminazione della disposizione che stabilisce che, trascorsi i tre anni dall’approvazione della legge, sia ammesso il consumo di una quantità di suolo pari al 50% di quello già consumato nei cinque anni precedenti. In tal modo infatti si tornerebbe ad ammettere senza alcuna regolazione nuovi consumi di suolo ma soprattutto si andrebbero a premiare i comuni meno virtuosi.

→ L’eliminazione della parte della legge che disciplina caratteri e modi del recupero degli insediamenti rurali dismessi. Si tratta di disposizioni che dovrebbero essere inserite in una norma dedicata al recupero dell’edilizia rurale e che sarebbero troppo puntuali, forse, anche per un testo di legge regionale. Il livello di dettaglio stride inoltre con la genericità con cui vengono invece definiti e disciplinati gli interventi di rigenerazione urbana.

Per conoscere nel dettaglio le proposte di modifiche dell’Inu, scarica il documento.

Copyright © - Riproduzione riservata
Consumo di suolo, le proposte di modifica dell’Inu Geometra.info