Dalla riqualificazione al restauro: il vicolo e la cappella di Santa Maria alla Porta a Milano | Geometra.info

Dalla riqualificazione al restauro: il vicolo e la cappella di Santa Maria alla Porta a Milano

Dai lavori per il recupero di una zona in degrado del centro storico di Milano, riemerge un'antica pavimentazione in marmo policromo. Vediamo i dettagli, con un focus sull’intervento sui pavimenti

santa_maria_alla_porta
image_pdf

Già dallo scorso 12 novembre sono stati presentati al pubblico i risultati dei lavori di ricostruzione del vicolo di Santa Maria alla Porta e il restauro dei resti della cappella omonima, situati nel centro storico di Milano, a ridosso di corso Magenta. L’opera, avviata nel 2012, è stata realizzata da Reale Mutua e Reale Immobili, società di Reale Group, in convenzione con il Comune di Milano.

Grazie ai lavori, è stato riportato alla luce anche un antico pezzo di storia della città. Infatti, l’architetto Aldo Maiocchi, cui erano stati affidati i lavori, nel restaurare l’edificio progettato da Luigi Caccia Dominioni, affacciato sul vicolo, ha notato quel vuoto urbano generato dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale, ormai usato come “parcheggio selvaggio”. La piazzetta, difatti, è privata ma asservita ad uso pubblico e Reale Mutua ha finanziato anche il recupero dei resti della cappella.

Durante il restauro si è notato che il pavimento di quel che rimane della cappella era coperto di cemento e attraverso delle crepature s’intravedeva la pavimentazione originale dell’antico luogo di culto. E’ così che è riemerso il pregiato marmo policromo. A sopravvivere ai bombardamenti del 1943 non è stato solo il pavimento, ma anche un dipinto della Madonna, detta “Madonna del grembiule”, per il quale si costruì la cappella.

santa_maria_alla_porta_Milano

Il vicolo di Santa Maria alla Porta e i resti della cappella dopo i lavori

Si racconta infatti che nel 1631, durante la dominazione spagnola, un operaio, mentre eseguiva i lavori per ricostruire la chiesa adiacente a Corso Magenta, scoprì il volto impolverato di una Madonna. Pare che dopo aver pulito con il suo grembiule l’affresco, avvenne un miracolo: guarì dalla zoppia. Altrettanto miracolosamente la “Madonna del grembiule” fu risparmiata dalle tre bombe cadute nella notte tra il 12 e il 13 agosto del 1943 che distrussero cappella e case. Ma il pavimento era scomparso, in realtà “protetto” da uno strato di cemento.

A fronte degli eccessivi fondi necessari al restauro del manufatto, d’accordo con la Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio, il pavimento è stato protetto con un apposito strato in materiale cementizio colorato che ne riproduce il complesso disegno barocco. In Vicolo Santa Maria alla Porta sono state realizzate aiuole a più livelli e una nuova illuminazione. Nella pavimentazione sono presenti i segni dei bombardamenti che hanno colpito la piazza durante l’ultima guerra: nel centro della zona è stato collocato un tondo in pietra che riporta la data 1943, per simboleggiare il punto di impatto tra l’ordigno e l’edificio preesistente.

Focus sull’intervento sulla pavimentazione: innovazione e prodotti high tech di Italcementi

C’è anche la tecnologia Italcementi nei lavori di recupero della Cappella di Santa Maria della Porta a Milano. Italcementi ha fornito i.design EFFIX, una malta cementizia di ultima generazione messa a punto appositamente in i.lab, il centro ricerca e innovazione della società, dove si concentrano le attività di sviluppo di nuovi materiali per l’edilizia e costruzioni.

Il prodotto è stato trasformato dalla ditta Airoldi di Carugo (Co) – un’azienda specializzata in manufatti di cemento su misura – in 146 pezzi unici, colorati, che sono stati utilizzati per ricomporre la pavimentazione della Cappella caratterizzata dai colori pastello beige e marrone. Il progetto è stato curato dall’arch. Aldo Maiocchi dello studio milanese Maiocchi e Patergnani architetti associati che ha curato in passato altri progetti di restauro a Milano e in tutta la Lombardia.

Santa_Maria_alla_porta

La cappella di Santa Maria alla Porta e la pavimentazione dopo l’intervento con i.design EFFIX

Il materiale, utilizzato per la prima volta per questo tipo di interventi, e la metodologia applicativa, curata dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, sono stati particolarmente apprezzati e il risultato finale si presta a diventare un punto di riferimento per futuri lavori di recupero e restauro artistici.

 

 

Copyright © - Riproduzione riservata
Dalla riqualificazione al restauro: il vicolo e la cappella di Santa Maria alla Porta a Milano Geometra.info