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Via al Piano di ricostruzione dell’Aquila

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Il Piano di ricostruzione per la città dell’Aquila e frazioni limitrofe è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, riunitosi lo scorso 9 febbraio. Per la sua attuazione è previsto un impegno di circa 5 miliardi euro, nonché un’intesa tra il commissario e il presidente della Provincia, per stabilire le rispettive competenze. Strumento programmatico ed economico con obiettivi strategici, la delibera appena approvata è finalizzata alla ripresa socio-economica, alla riqualificazione dell’abitato e al rientro delle popolazioni nelle abitazioni danneggiate dal sisma.

Nel documento si analizza lo stato dei luoghi, con riferimenti alla microzonazione sismica e l’individuazione degli interventi e dei soggetti interessati, con riferimenti alla messa in sicurezza degli ambiti di ricostruzione, la stima economica dei costi e il cronoprogramma degli interventi.

Saranno interessati dalla ricostruzione i centri storici, i 168 ettari del capoluogo e i 235 ettari delle 49 frazioni limitrofe, distribuite su una superficie di 403 ettari.

Dai dati sulla popolazione si evince l’emergenza dell’Aquila: oltre l’80% (28.533 persone) dei 34.670 abitanti fuori dalle proprie abitazioni, sono residenti nel capoluogo e 10.000 di essi abitavano il centro storico.

L’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano ha dichiarato che “il modello per la ricostruzione attivato dal Comune dell’Aquila per il centro storico e le 49 frazioni si basa, pur nel rispetto della normativa di riferimento, ossia la legge 77 sul terremoto, su un approccio che privilegia, quando possibile, il piano regolatore vigente, evitando il ricorso esclusivo a una pianificazione separata”.

Nella fase di predisposizione del Piano, da dicembre 2010 ad agosto 2011, il Comune ha anticipato circa il 70% degli interventi conformi al piano regolatore, che potevano essere avviati subito, con l’emanazione di 10 provvedimenti del sindaco.

Il Piano di ricostruzione comprende quattro sezioni relative, rispettivamente, alle linee di indirizzo strategico, agli aspetti generali, alle attività preliminari, ai contenuti, con la stima di massima dei costi degli interventi, e all’applicazione delle disposizioni urbanistiche vigenti. Alla redazione del piano hanno partecipato attivamente i cittadini, i quali hanno presentato le loro proposte di intervento sull’edilizia e la struttura della città.  

D’iniziativa privata sono gli interventi strategici dei quartieri Banca D’Italia in via XX Settembre, Santa Croce, piazza della Lauretana, Valle Pretara, Porta Leone, Borgo Rivera, S.Andrea-Campo di Fossa. Mentre di iniziativa pubblica sono il polo universitario che sorgerà nella zona dell’ex ospedale San Salvatore, il complesso scolastico polifunzionale da realizzare nella caserma ‘Francesco Rossi’, l’ex area ospedaliera di Collemaggio, gli uffici comunali, la zona del viale della Croce Rossa, il cosiddetto Polo del Welfare e, infine, i progetti che riguardano le mura medievali, Piazza d’Armi e i parchi urbani.

C.C.

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