27/07/1994 | Geometra.info

27/07/1994

27/07/1994 CIRCOLARE - XIV SESSIONE CNI n. 131 - DIRETTIVA 85/384/CEE - DIRETTIVA 89/48/CEE - FORMAZIONE DI INGEGNERI NEI PAESI CEE

27/07/1994 CIRCOLARE – XIV SESSIONE CNI n. 131

DIRETTIVA 85/384/CEE
– DIRETTIVA 89/48/CEE – FORMAZIONE DI INGEGNERI NEI PAESI CEE

Si e’
constatato che sono sempre piu’ numerosi i casi di cittadini
comunitari ed extracomunitari i quali si rivolgono agli Ordini
provinciali per chiedere chiarimenti sulla possibilita’ di iscrizione
all’Albo degli Ingegneri ed in generale sulla possibilita’ di
esercitare la professione in Italia.

Del pari si e’ rilevato che sono
analogamente in crescita i casi di Ingegneri italiani che desiderano
ottenere informazioni sulla possibilita’ di esercitare la professione
all’estero, sia nell’ambito dell’Unione Europea che al di fuori di
essa.

Con la presente circolare si intende offrire un quadro generale
di riferimento sulla situazione normativa in atto, al fine di
agevolare – per quanto possibile – gli Ordini Provinciali nel dare
risposte appropriate alle singole richieste.

In via preliminare va
posto in evidenza che la situazione e’ diversamente disciplinata
secondo che trattisi di ingegneri aventi cittadinanza di un Paese
Membro della Unione Europea oppure di ingegneri extracomunitari.

Si
fa altresi’ presente che, a seguito dell’entrata in vigore dal 1
gennaio 1994 del Trattato sullo Spazio Economico Europeo, stipulato
tra l’Unione Europea ed i seguenti Paesi dell’EFTA: Austria, Svezia,
Norvegia, Finlandia e Islanda, la disciplina comunitaria in materia di
libere professioni e’ stata estesa anche nei confronti dei cittadini
dei suindicati Stati.

Con riferimento quindi ai professionisti
cittadini dei Paesi Membri dell’Unione Europea e dello Spazio
Economico Europeo, costoro – per poter essere iscritti ad un nostro
Ordine Provinciale – devono presentare domanda di riconoscimento del
proprio titolo di formazione al Ministero di Grazia e Giustizia –
Direzione Generale Affari Civili e Libere Professioni – Ufficio VII^ –
Via Arenula, 71/A – 00186 Roma – competente in materia ai sensi del
D.L. 27 gennaio 1992, n^ 115, che attua la direttiva C.E.E. n^ 89/48
del 21 dicembre 1988 sul riconoscimento reciproco dei titoli di
formazione di livello universitario.

A seguito dell’espletamento
favorevole della procedura prevista dal citato decreto legisiativo, il
richiedente potra’ ottenere il decreto ministeriale di riconoscimento,
in virtu’ del quale avra’ diritto ad iscriversi all’Ordine Provinciale
territorialmente competente.

Per quanto riguarda gli ingegneri
formatisi secondo l’ordinamento italiano, i quali intendano svolgere
la loro attivita’ all’estero, in uno dei Paesi Membri dell’Unione
Europea o firmatari dell’Accordo sullo Spazio Economico Europeo, la
procedura relativa deve seguire il seguente percorso:

a) richiesta al
Ministero di Grazia e Giustizia, ai sensi dell’art. 17 del decreto
legisiativo n^ 115, della certificazione attestante il possesso del
titolo rilasciato in Italia ed abilitante all’esercizio della
professione di Ingegnere;

b) richiesta al competente Centro di
Informazioni del Paese di accoglimento (si unisce in allegato apposito
elenco) della documentazione occorrente per il riconoscimento
ufficiale del proprio titolo di formazione.

Si ritiene opportuno
aggiungere che, per quanto riguarda l’esercizio di attivita’ di
architettura all’estero, gli Ingegneri Civili in possesso di titolo di
formazione abilitante all’esercizio professionale in Italia potranno
svolgere la professione in uno dei Paesi dell’Unione Europea e dello
Spazio Economico Europeo sulla base delle norme – in particolare
articoli 10 ed 11 – contenute nella direttiva specifica della
Comunita’ Europea n^ 85/384/C.E.E. del 10 giugno 1985, concernente il
reciproco riconoscimento dei diplomi nel settore deli architettura:
detta direttiva prevede il riconoscimento pressoche’ automatico dei
titoli in essa espressamente elencati.

Si precisa peraltro che,
trattandosi di norme comunitarie aventi carattere transitorio e
dirette a far salvi i diritti acquisiti, potranno avvalersi di tali
disposizioni tutti gli ingegneri civili gia’ in possesso di titoli di
formazione alla data della notifica (4 agosto 1985) della direttiva
85/384/C.E.E. nonche’ coloro che abbiano iniziato la loro formazione
al massimo durante il terzo anno accademico successivo a tale
notifica.

Sempre con riferimento agli Ingegneri formatisi nei Paesi
Membri dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, questo
Consiglio Nazionale ritiene che analoghe procedure di riconoscimento
andrebbero seguite per consentire l’esercizio della professione a
coloro che intendono svolgere attivita’ temporanee ed occasionali in
un Paese diverso da quello di residenza abituale.

Cio’ detto per gli
Ingegneri beneficiari delle normative comunitarie, si passa ad
illustrare la situazione degli Ingegneri cittadini dei Paesi al di
fuori dell’Unione Europea e di Spazio Economico Europeo.

Per costoro
l’iscrizione all’Albo e’ subordinata, in via preliminare, alla
sussistenza del trattamento di reciprocita’, a favore degli Ingegneri
italiani, nel Paese di appartenenza dello straniero extracomunitario.
L’esistenza di tale requisito puo’ essere certificata unicamente dal
nostro Ministero degli Affari Esteri.

Inoltre, l’Ingegnere
extracomunitario deve essere in possesso:

– del requisito della
residenza nella circoscrizione provinciale ove ha sede l’Ordine cui e’
rivolta la istanza di iscrizione;

– del provvedimento di una
qualsiasi Universita’ italiana che certifichi l’equipollenza
accademica del diploma di laurea posseduto;

– del certificato di
abilitazione conseguito in Italia.

27/07/1994

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