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Legge 15 maggio 1997, n. 127

Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo (1) (2).

Legge 15 maggio 1997, n. 127 (in Gazz. Uff., 17 maggio 1997, n. 113,
s.o.). — Misure urgenti per lo snellimento dell’attività
amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo (1)
(2).

(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94.
(2) Tutti i rinvii al d.p.r. 28 gennaio 1988, n. 43, soppresso
dall’art. 68, d.lg. 13 aprile 1999, n. 112, contenuti nel presente
provvedimento, si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni
del citato d.lg. 112/1999.
(Omissis).

Art. 1.

Semplificazione delle norme sulla documentazione amministrativa.

1. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con uno o più regolamenti da adottarsi ai sensi dell’articolo
17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere delle
competenti Commissioni parlamentari, il Governo adotta misure per la
semplificazione delle norme sulla documentazione amministrativa. Le
Commissioni si esprimono entro trenta giorni dalla data di
trasmissione. Decorso tale termine il decreto è emanato anche in
mancanza del parere ed entra in vigore novanta giorni dopo la sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
2. Dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui
al comma 1 sono abrogate le disposizioni vigenti, anche di legge, con
esse incompatibili.
3. Il regolamento si conforma, oltre che ai princìpi contenuti
nell’articolo 18 della legge 7 agosto 1990, n. 241, ai seguenti
criteri e princìpi direttivi:
a) eliminazione o riduzione dei certificati o delle
certificazioni richieste ai soggetti interessati all’adozione di
provvedimenti amministrativi o all’acquisizione di vantaggi, benefici
economici o altre utilità erogati da soggetti pubblici o gestori o
esercenti di pubblici servizi;
b) ampliamento delle categorie di stati, fatti, qualità personali
comprovabili dagli interessati con dichiarazioni sostitutive di
certificazioni;
c) modificazione delle disposizioni normative e regolamentari sui
procedimenti amministrativi in attuazione dei criteri di cui alle
lettere a) e b), al fine di evitare che le misure di semplificazione
comportino oneri o ritardi nell’adozione dell’atto amministrativo;
d) indicazione esplicita delle norme abrogate.

Art. 2.

Disposizioni in materia di stato civile e di certificazione
anagrafica.

1. (Omissis) (1).
2. (Omissis) (2).
3. I certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni
attestanti stati e fatti personali non soggetti a modificazioni hanno
validità illimitata. Le restanti certificazioni hanno validità di sei
mesi dalla data di rilascio salvo che disposizioni di legge o
regolamentari prevedano una validità superiore (3).
4. I certificati anagrafici, le certificazioni dello stato civile,
gli estratti e le copie integrali degli atti di stato civile sono
ammessi dalle pubbliche amministrazioni nonché dai gestori o
esercenti di pubblici servizi anche oltre i termini di validità nel
caso in cui l’interessato dichiari, in fondo al documento, che le
informazioni contenute nel certificato stesso non hanno subìto
variazioni dalla data di rilascio. Il procedimento per il quale gli
atti certificativi sono richiesti deve avere comunque corso, una
volta acquisita la dichiarazione dell’interessato. Resta ferma la
facoltà di verificare la veridicità e la autenticità delle
attestazioni prodotte. In caso di falsa dichiarazione si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 26 della legge 4 gennaio 1968, n. 15
(3).
5. I comuni favoriscono, per mezzo di intese o convenzioni, la
trasmissione di dati o documenti tra gli archivi anagrafici e dello
stato civile, le altre pubbliche amministrazioni, nonché i gestori o
esercenti di pubblici servizi, garantendo il diritto alla
riservatezza delle persone. La trasmissione di dati può avvenire
anche attraverso sistemi informatici e telematici.
6. (Omissis) (4).
7. Le fotografie prescritte per il rilascio di documenti personali
sono legalizzate dall’ufficio ricevente, a richiesta
dell’interessato, se presentate personalmente.
8. Le firme e le sottoscrizioni inerenti ai medesimi atti, e
richieste a più soggetti dai pubblici uffici, possono essere apposte
anche disgiuntamente, purché nei termini.
9. Nei documenti di riconoscimento non è necessaria l’indicazione o
l’attestazione dello stato civile, salvo specifica istanza del
richiedente.
10. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro per la funzione pubblica, sono individuate le
caratteristiche e le modalità per il rilascio della carta d’identità
e di altri documenti di riconoscimento muniti di supporto magnetico o
informatico. La carta d’identità e i documenti di riconoscimento
devono contenere i dati personali e il codice fiscale e possono
contenere anche l’indicazione del gruppo sanguigno, nonché delle
opzioni di carattere sanitario previste dalla legge. Il documento
ovvero il supporto magnetico o informatico, può contenere anche altri
dati, al fine di razionalizzare e semplificare l’azione
amministrativa e la erogazione dei servizi al cittadino, nel rispetto
della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni,
nonché le procedure informatiche e le informazioni, che possono o
debbono essere conosciute dalla Pubblica amministrazione o da altri
soggetti ivi compresa la chiave biometrica, occorrenti per la firma
digitale ai sensi dell’articolo 15, comma 2, della legge 15 marzo
1997, n. 59, e dei relativi regolamenti di attuazione; analogo
documento contenente i medesimi dati è rilasciato a seguito della
dichiarazione di nascita. La carta di identità potrà essere
utilizzata anche per il trasferimento elettronico dei pagamenti tra
soggetti privati e pubbliche amministrazioni. Con decreto del
Ministro dell’interno, sentite l’Autorità per l’informatica nella
pubblica amministrazione e la Conferenza Stato-città e autonomie
locali, sono dettate le regole tecniche e di sicurezza relative alle
tecnologie e ai materiali utilizzati per la produzione delle carte di
identità e dei documenti di riconoscimento di cui al presente comma.
Le predette regole sono adeguate con cadenza almeno biennale in
relazione alle esigenze dettate dall’evoluzione delle conoscenze
scientifiche e tecnologiche. La carta di identità può essere
rinnovata a decorrere dal centottantesimo giorno precedente la
scadenza, ovvero previo pagamento delle spese e dei diritti di
segreteria, a decorrere dal terzo mese successivo alla produzione di
documenti con caratteristiche tecnologiche e funzionali innovative.
Nel rispetto della disciplina generale fissata dai decreti di cui al
presente comma e nell’ambito dei rispettivi ordinamenti, le Pubbliche
amministrazioni possono sperimentare modalità di utilizzazione dei
documenti di cui al presente comma per l’erogazione di ulteriori
servizi o utilità (5).
11. (Omissis) (6).
11-bis. (Omissis) (7).
11-ter. (Omissis) (8).
12. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con regolamento da adottarsi ai sensi dell’articolo 17, comma
2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere delle competenti
Commissioni parlamentari, il Governo adotta misure per la revisione e
la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile di cui al
regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sulla base dei seguenti
criteri:
a) riduzione e semplificazione dei registri dello stato civile;
b) eliminazione o riduzione delle fasi procedimentali che si
svolgono tra uffici di diverse amministrazioni o della medesima
amministrazione;
c) eliminazione, riduzione e semplificazione degli adempimenti
richiesti al cittadino in materia di stato civile;
d) revisione delle competenze e dei procedimenti degli organi
della giurisdizione volontaria in materia di stato civile;
e) riduzione dei termini per la conclusione dei procedimenti;
f) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso tipo che si
svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi uffici della
medesima amministrazione;
g) riduzione del numero di procedimenti amministrativi e
accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla medesima
attività, anche riunendo in una unica fonte regolamentare, ove ciò
non ostacoli la conoscibilità normativa, disposizioni provenienti da
fonti di rango diverso, ovvero che richiedano particolari procedure,
fermo restando l’obbligo di porre in essere le procedure stesse.
13. Sullo schema di regolamento di cui al comma 12 le Commissioni
parlamentari si esprimono entro trenta giorni dalla data di
ricezione. Decorso tale termine il decreto è emanato anche in
mancanza del parere ed entra in vigore novanta giorni dopo la sua
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.
14. Dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di
cui al comma 12 sono abrogate le disposizioni vigenti, anche di
legge, con esse incompatibili.
15. I comuni che non versino nelle situazioni strutturalmente
deficitarie di cui all’articolo 45 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni, possono prevedere
la soppressione dei diritti di segreteria da corrispondere per il
rilascio degli atti ammin…

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