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Interventi urgenti per l'edilizia scolastica (1)....

Interventi urgenti per l'edilizia scolastica (1).

L 08/08/19996 n. 00000431

ISTRUZIONE (GENERALITA’)
EDILIZIA E URBANISTICA
Legge 8 agosto 1996, n. 431 (in Gazz. Uff., 23 agosto 1996, n. 197).
— Interventi urgenti per l’edilizia scolastica (1).

(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94.

Art. 1.

Mutui per l’edilizia scolastica.

1. L’ammontare dei mutui di cui all’articolo 4, comma 1, della
legge 11 gennaio 1996, n. 23, è rideterminato in lire 456 miliardi.
Al maggior onere derivante dall’applicazione del presente comma, pari
a lire 13 miliardi a decorrere dal 1996, si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 1996-1998, al capitolo 9001 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1996, all’uopo
parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della
pubblica istruzione.
2. (Omissis) (1).

(1) Aggiunge il comma 4-bis all’art. 3, l. 11 gennaio 1996, n. 23.

Art. 2.

Accelerazione delle procedure per la realizzazione di opere di
edilizia scolastica.

1. I sindaci, i presidenti delle amministrazioni provinciali e i
commissari ad acta eventualmente nominati ai sensi dell’articolo 1
della legge 23 dicembre 1991, n. 430, e dell’articolo 5 del
decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493, al fine di accelerare la
progettazione e la realizzazione degli interventi di edilizia
scolastica, convocano apposite conferenze di servizi ai sensi
dell’articolo 14, commi 1 e 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni. Qualora nella conferenza non si raggiunga
l’unanimità, ove prescritta, anche in conseguenza della mancata
comunicazione, da parte delle amministrazioni regolarmente convocate,
delle proprie valutazioni entro il termine fissato nella
convocazione, le relative determinazioni sono assunte dal presidente
della regione, previa deliberazione del consiglio regionale, su
proposta del sindaco, del presidente dell’amministrazione provinciale
o del commissario ad acta, anche agli effetti di cui al medesimo
articolo 14, comma 2-bis.
2. I commissari ad acta possono altresì:
a) convocare e presiedere le conferenze di servizi finalizzate
all’espletamento dei compiti loro assegnati, ivi incluso
l’affidamento delle progettazioni;
b) espletare procedure concorsuali per l’affidamento degli
incarichi di progettazione per opere che comportino una spesa
superiore a 500 milioni di lire, in conformità alle norme
comunitarie, anche a valere sull’importo del mutuo concesso.
3. L’approvazione dei progetti di massima ed esecutivi equivale a
dichiarazione di pubblica utilità e di urgenza ed indifferibilità
delle opere, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1 della legge 3
gennaio 1978, n. 1, e successive modificazioni.
4. La Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere mutui,
per un importo non superiore a 200 miliardi di lire, a comuni e
province per interventi di edilizia scolastica da realizzare nelle
aree depresse del territorio nazionale, di cui all’obiettivo n. 1
richiamato nell’allegato I al regolamento (CEE) n. 2081/93 del
Consiglio del 20 luglio 1993, con requisiti di necessità e di
urgenza, di celere esecuzione o di completamento funzionale,
individuati con apposito programma predisposto dal Ministro della
pubblica istruzione, sentite le regioni interessate, e approvato dal
Comitato interministeriale per la programmazione economica. I pareri
delle regioni sono espressi entro venti giorni dalla richiesta;
decorso inutilmente tale termine si intendono resi in senso
favorevole. Gli oneri di ammortamento dei mutui vengono assunti a
carico del bilancio dello Stato, mediante parziale utilizzo delle
risorse di cui all’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 23 giugno
1995, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto
1995, n. 341. In caso di mancato affidamento dei lavori nel termine
di centoventi giorni dalla data della concessione del mutuo, ai
relativi adempimenti provvede un commissario ad acta nominato dalla
regione; ove questa non provveda nel termine di trenta giorni, il
commissario ad acta è nominato dal commissario di Governo.
5. I finanziamenti disposti ai sensi della legge 23 dicembre 1991,
n. 430, possono essere revocati con decreto del Ministro della
pubblica istruzione sentita la regione competente, che formula il
proprio motivato parere entro dieci giorni dalla richiesta, qualora,
nel termine perentorio del 31 dicembre 1995, gli enti locali
beneficiari dei finanziamenti medesimi non abbiano attivato le
formali procedure di richiesta dei rispettivi mutui presso la Cassa
depositi e prestiti. Le risorse che si siano rese così disponibili
sono riassegnate, con decreto del Ministro della pubblica istruzione,
su proposta della competente regione, per l’attivazione di opere di
edilizia scolastica caratterizzate da necessità ed urgenza, di celere
esecuzione o di completamento funzionale, da realizzarsi nella
medesima regione. In mancanza di proposta da formularsi entro
apposito termine indicato nel decreto di revoca, le stesse risorse
possono essere riassegnate a regione diversa, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano.
6. Fermo restando quanto previsto nel comma 5 del presente articolo
e nell’articolo 4 della legge 8 agosto 1994, n. 496, può essere
autorizzata, nel termine del 31 dicembre 1996, con le medesime
procedure e modalità previste dalla legge di riferimento, una diversa
destinazione dei mutui di cui all’articolo 11 del decreto-legge 1°
luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
agosto 1986, n. 488, o all’articolo 1 della legge 23 dicembre 1991,
n. 430. Nello stesso termine le competenti regioni possono, con
provvedimento motivato, proporre che un finanziamento, già concesso
per la realizzazione di un’opera con mutuo a carico dello Stato,
venga destinato al compimento parziale dell’opera stessa, purché
funzionalmente idonea.
7. Il termine di cui all’articolo 3, comma 7, della legge 8 agosto
1994, n. 496, relativo ai mutui concessi e non utilizzati, è
differito al 31 gennaio 1995, ai fini dell’attuazione degli
interventi indicati nei commi 5 e 6 del medesimo articolo 3.

Art. 3.

Norma di sanatoria.

1. Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti
salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla
base: dell’articolo 12 del D.L. 24 luglio 1995, n. 296, e del D.L. 20
settembre 1995, n. 396; dell’articolo 14 del D.L. 25 novembre 1995,
n. 499, del D.L. 24 gennaio 1996, n. 31, del D.L. 25 marzo 1996, n.
155, e del D.L. 25 maggio 1996, n. 286; dell’articolo 2 del D.L. 12
marzo 1996, n. 118, e del D.L. 10 maggio 1996, n. 255, nonché del
D.M. 18 aprile 1996 della pubblica istruzione, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 1996 (1).

(1) I decreti citati nel presente articolo non sono stati
convertiti in legge.

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