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Legge sul contenzioso amministrativo

L 20/03/1865 n. 00002248 VIGENTE

AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILITA’ DELLO STATO
Legge 20 marzo 1865, n. 2248 (in Gazz. Uff., 27 aprile 1865). —
Legge sul contenzioso amministrativo (1).

(1) Vedi, anche, la l. 6 dicembre 1971, n. 1034.

Allegato E

LEGGE SUL CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO

Art. 1.

I Tribunali speciali attualmente investiti della giurisdizione del
contenzioso amministrativo, tanto in materia civile, quanto in
materia penale, sono aboliti e le controversie ad essi attribuite
dalle diverse leggi in vigore saranno d’ora in poi devolute alla
giurisdizione ordinaria, od all’autorità amministrativa, secondo le
norme dichiarate dalla presente legge.

Art. 2.

Sono devolute alla giurisdizione ordinaria tutte le cause per
contravvenzioni e tutte le materie nelle quali si faccia questione
d’un diritto civile o politico, comunque vi possa essere interessata
la pubblica amministrazione, e ancorché siano emanati provvedimenti
del potere esecutivo o dell’autorità amministrativa.

Art. 3.

Gli affari non compresi nell’articolo precedente saranno attribuiti
alle autorità amministrative, le quali, ammesse le deduzioni e le
osservazioni in iscritto delle parti interessate, provvederanno con
decreti motivati, previo parere dei consigli amministrativi che pei
diversi casi siano dalla legge stabiliti.
Contro tali decreti, che saranno scritti in calce del parere
egualmente motivato, è ammesso il ricorso in via gerarchica in
conformità delle leggi amministrative (1).

(1) Per i ricorsi amministrativi, vedi l’art. 16, r.d. 26 giugno
1924, n. 1054, e il d.p.r. 24 novembre 1971, 1199.

Art. 4.

Quando la contestazione cade sopra un diritto che si pretende leso
da un atto dell’autorità amministrativa, i tribunali si limiteranno a
conoscere degli effetti dell’atto stesso in relazione all’oggetto
dedotto in giudizio.
L’atto amministrativo non potrà essere revocato o modificato se non
sovra ricorso alle competenti autorità amministrative, le quali si
conformeranno al giudicato dei Tribunali in quanto riguarda il caso
deciso.

Art. 5.

In questo, come in ogni altro caso, le autorità giudiziarie
applicheranno gli atti amministrativi ed i regolamenti generali e
locali in quanto siano conformi alle leggi.

Art. 6.

Sono escluse dalla competenza delle autorità giudiziarie le
questioni relative all’estimo catastale ed al riparto di quota e
tutte le altre sulle imposte dirette sino a che non abbia avuto luogo
la pubblicazione dei ruoli (1).
In ogni controversia d’imposte gli atti d’opposizione per essere
ammissibili in giudizio dovranno accompagnarsi dal certificato di
pagamento dell’imposta, eccetto il caso che si tratti di domanda di
supplemento (2).
Nelle controversie relative alle imposte così dirette, come
indirette, la giurisdizione ordinaria sarà sempre esercitata in prima
istanza dai Tribunali di circondario, ed in seconda istanza dalle
Corti d’appello.

(1) La Corte cost., con sent. 11 luglio 1969, n. 125, ha dichiarato
l’illegittimità costituzionale del presente comma limitatamente alla
parte in cui condiziona l’esercizio dell’azione del contribuente
dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria alla pubblicazione del
ruolo e all’iscrizione a ruolo dell’imposta.
(2) La Corte cost., con sent. 24 marzo 1961, n. 21, ha dichiarato
la illegittimità costituzionale del presente comma in riferimento
alle norme degli artt. 3, 24 e 113 della Costituzione.

Art. 7.

Allorché per grave necessità pubblica l’autorità amministrativa
debba senza indugio disporre della proprietà privata, od in pendenza
di un giudizio per la stessa ragione, procedere all’esecuzione
dell’atto delle cui conseguenze giuridiche si disputa, essa
provvederà con decreto motivato, sempre però senza pregiudizio dei
diritti delle parti (1).

(1) Sui provvedimenti adottati dai Prefetti in attuazione di questo
articolo, la l. 30 novembre 1950, n. 996, articolo unico, così
dispone: <<I provvedimenti adottati dai Prefetti nell’esercizio dei
poteri previsti dall’art. 7 della l. 20 marzo 1865, n. 2248, allegato
E, sono provvedimenti definitivi>>.

Art. 8.

Nelle controversie intorno a contratti di lavoro o somministrazioni
è riservata facoltà all’autorità amministrativa di provvedere anche
ad economia, pendente il giudizio, ai lavori ed alle somministrazioni
medesime, dichiarando l’urgenza con decreto motivato e senza
pregiudizio dei diritti delle parti.

Art. 9.

Sul prezzo dei contratti in corso non potrà avere effetto alcun
sequestro, né convenirsi cessione, se non vi aderisca
l’amministrazione interessata.

Art. 10.

Nelle controversie che si agitano dinanzi alle autorità giudiziarie
tra privati e pubbliche amministrazioni il giudizio sarà sempre
trattato colle forme ad udienza fissa.

Art. 11.

Il modo col quale saranno rappresentate ed assistite le
amministrazioni nei giudizi civili, e così anche il luogo e il modo
della citazione delle amministrazioni stesse, saranno determinati con
regolamento da approvarsi con decreto reale (1).

(1) Vedi, ora, t.u. 30 ottobre 1933, n. 1611, il r.d. 30 ottobre
1933, n. 1612 e il codice di procedura civile del 1942.

Art. 12.

Con la presente legge non viene fatta innovazione né alla
giurisdizione della Corte dei conti e del Consiglio di Stato in
materia di contabilità e di pensioni, né alle attribuzioni
contenziose di altri corpi o collegi derivanti da leggi speciali e
diverse da quelle fin qui esercitate dai giudici ordinari del
contenzioso amministrativo.

Art. 13.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 6, l. 31 marzo 1877, n. 3761.

Art. 14.

Le controversie devolute in forza della presente legge ai Tribunali
ordinari, le quali si trovino pendenti in primo grado di
giurisdizione, saranno portate, mediante citazione, dalla parte più
diligente avanti il Tribunale di circondario competente, e quelle che
si trovino pendenti in secondo grado, avanti la Corte d’appello.
Le controversie, non ancora definitivamente decise, per le quali è
esaurito il primo grado di giurisdizione, in qualunque stato esse si
trovino, ed ancorché siano intervenuti gli avvisi che debbono
precedere la sovrana provvisione, dove questa sia per legge
richiesta, saranno portate con le medesime norme, al Tribunale o alla
Corte di appello secondo le ordinarie regole di competenza, senza
bisogno di nuova procura, ed ammesse in tutti i casi nuove produzioni
e prove nel giudizio d’appello.
I conflitti di giurisdizione non ancora decisi fra le autorità
giudiziarie e i tribunali del contenzioso amministrativo attualmente
esistenti, per le materie devolute in forza della presente legge ai
Tribunali ordinari, si avranno come non elevati; e le pronunziazioni
anteriormente emanate sul merito dai Tribunali ordinari produrranno
il loro effetto, salva l’ammissione e la discussione dei legittimi
richiami.
Saranno date con decreto reale le norme necessarie alla esecuzione
di questo articolo, avuto riguardo alle diverse legislazioni civili
vigenti nelle varie Province del Regno.

Art. 15.

La presente legge andrà in vigore col 1° luglio 1865, col quale
giorno saranno soppresse sezioni del contenzioso amministrativo della
Gran Corte dei conti di Napoli e di Palermo, ed il Tribunale del
contenzioso di Parma.

Art. 16.

Sono temporaneamente mantenuti nelle Province napoletane e
siciliane i procedimenti riguardanti scioglimenti di promiscuità,
divisione in massa e suddivisione dei demani comunali, e quelli di
reintegra per occupazione o illegittima alienazione dei demani
medesimi; ed i Prefetti continueranno ad esercitare in conformità
delle relative leggi in vigore tutte le attribuzioni loro conferite
per tali oggetti, udito soltanto l’avviso di funzionari aggiunti con
le norme da stabilirsi mediante decreto reale, il quale avviso terrà
luogo di quello del consiglio di Prefettura.
Il Governo avrà tuttavia facoltà di confidare tali attribuzioni a
speciali commissari ripartitori nelle Province in cui ne riconosca il
bisogno (1).
I richiami contro le ordinanze dei Prefetti e dei Commissari
ripartitori, che prima portavansi alla Corte dei conti saranno di
cognizione delle Corti d’appello con le forme del procedimento
sommario.
Le Corti d’appello potranno in ogni caso ordinare la sospensione
della esecuzione delle ordinanze impugnate.
Ai procedimenti vertenti saranno applicate le norme dell’art. 14.

(1) Vedi la l. 16 giugno 1927, n. 1766.

AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILITA’ DELLO STATO
Legge 20 marzo 1865, n. 2248 — Per l’unificazione amministrativa del
Regno d’Italia.

Allegato E

LEGGE SUL CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO

ORDINAMENTO GIUDIZIARIO (GENERALITA’)

Art. 1.

I Tribunali speciali attualmente investiti della giurisdizione del
contenzioso amministrativo, tanto in materia civile quanto in materia
penale, sono aboliti, e le controversie ad essi attribuite dalle
diverse leggi in vigore saranno d’ora in poi devolute alla
giurisdizione ordinaria, od all’Autorità …

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