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Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idra...

Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie (1).

RD 25/07/1904 n. 00000523 VIGENTE

ACQUE PUBBLICHE
Regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 (in Gazz. Uff., 7 ottobre 1904).
— Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere
idrauliche delle diverse categorie (1).

(1) Per il regolamento di esecuzione, vedi r.d. 9 dicembre 1937, n.
2669.

(Omissis).

Art. unico

(Omissis).

Regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 (in Gazz. Uff., 7 ottobre 1904).
— Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere
idrauliche delle diverse categorie (1).

(1) Per il regolamento di esecuzione, vedi r.d. 9 dicembre 1937, n.
2669.

TESTO UNICO

delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche
delle diverse categorie

TITOLO UNICO
DELLE ACQUE SOGGETTE A PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Capo I
DEI FIUMI, TORRENTI, LAGHI, RIVI E COLATORI NATURALI

Art. 1.

Al Governo è affidata la suprema tutela sulle acque pubbliche e la
ispezione sui relativi lavori.

Art. 2.

Spetta esclusivamente alla autorità amministrativa lo statuire e
provvedere, anche in caso di contestazione, sulle opere di qualunque
natura, e in generale sugli usi, atti o fatti, anche consuetudinari,
che possono aver relazione col buon regime delle acque pubbliche, con
la difesa e conservazione, con quello delle derivazioni legalmente
stabilite, e con l’animazione dei molini ed opifici sovra le dette
acque esistenti; e così pure sulle condizioni di regolarità dei
ripari ed argini od altra opera qualunque fatta entro gli alvei e
contro le sponde.
Quando dette opere, usi, atti, fatti siano riconosciuti
dall’autorità amministrativa dannosi al regime delle acque pubbliche,
essa sola sarà competente per ordinarne la modificazione, la
cessazione, la distruzione. Tutte le contestazioni saranno regolate
dall’autorità amministrativa, salvo il disposto dell’art. 25, n. 7,
della L. 2 giugno 1889, n. 6166 (1).
Spetta pure all’autorità amministrativa, escluso qualsiasi
intervento dell’autorità giudiziaria, riconoscere, anche in caso di
contestazione, se i lavori rispondano allo scopo cui debbono servire
ed alle buone regole d’arte (2).
Tuttavolta che vi sia inoltre ragione a risarcimento di danni, la
relativa azione sarà promossa dinanzi ai giudici ordinari, i quali
non potranno discutere le questioni già risolute in via
amministrativa.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche a tutte le
opere di carattere pubblico che si eseguiscono entro l’alveo o contro
le sponde di un corso d’acqua.

(1) Tali contestazioni sono ora deferite ai tribunali delle acque
pubbliche ai sensi dell’art. 140, r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775,
art. 140.
(2) Comma così modificato dalla l. 13 luglio 1911, n. 774.

Sezione I
CLASSIFICAZIONE DELLE OPERE INTORNO ALLE ACQUE PUBBLICHE

Art. 3.

Secondo gli interessi ai quali provvedono, le opere intorno alle
acque pubbliche, escluse quelle aventi per unico oggetto la
navigazione e quelle comprese nei bacini montani, sono distinte in
cinque categorie (1).

(1) Comma così modificato dalla l. 13 luglio 1911, n. 774.

Sezione II
OPERE IDRAULICHE DELLA PRIMA CATEGORIA

Art. 4.

Appartengono alla prima categoria le opere che hanno per unico
oggetto la conservazione dell’alveo dei fiumi di confine.
Esse si eseguiscono e si mantengono a cura ed a spese dello Stato
(1).
Lo Stato sostiene pure le spese necessarie per i canali artificiali
navigabili patrimoniali, quando altrimenti non dispongano speciali
convenzioni (2).

(1) Comma così modificato dalla l. 13 luglio 1911, n. 774.
(2) Comma così modificato dall’art. 40, l. 2 gennaio 1910, n. 9.

Sezione III
OPERE IDRAULICHE DELLA SECONDA CATEGORIA

Art. 5.

Appartengono alla seconda categoria:
a) le opere lungo i fiumi arginati e loro confluenti parimente
arginati dal punto in cui le acque cominciano a correre dentro argini
o difese continue; e quando tali opere provvedono ad un grande
interesse di una provincia;
b) le nuove inalveazioni, rettificazioni ed opere annesse che si
fanno al fine di regolare i medesimi fiumi.
Esse si eseguiscono e si mantengono a cura dello Stato, salvo il
riparto delle relative spese a norma dell’articolo seguente.
Nessuna opera potrà essere dichiarata di questa categoria se non
per legge (1).

(1) Comma così modificato dalla l. 13 luglio 1911, n. 774.

Art. 6.

Le spese per opere indicate nell’articolo precedente vanno
ripartite, detratta la rendita netta patrimoniale dei consorzi, per
una metà a carico dello Stato, l’altra metà per un quarto a carico
della provincia o delle province interessate, e pel restante a carico
degli altri interessati.
Esse spese sono obbligatorie, e nel loro riparto si includono le
spese di manutenzione, quelle di sorveglianza dei lavori e quelle di
guardia delle arginature (1).

(1) Comma così modificato dalla l. 13 luglio 1911, n. 774.

Sezione IV
OPERE IDRAULICHE DELLA TERZA CATEGORIA (1)
(1) Vedi, anche, l’art. 34, l. 18 maggio 1989, n. 183.

Art. 7.

Appartengono alla terza categoria le opere da costruirsi ai corsi
d’acqua non comprese fra quelle di prima e seconda categoria e che,
insieme alla sistemazione di detti corsi, abbiano uno dei seguenti
scopi:
a) difendere ferrovie, strade ed altre opere di grande interesse
pubblico, nonché beni demaniali dello Stato, delle province e di
comuni;
b) migliorare il regime di un corso d’acqua che abbia opere
classificate in prima o seconda categoria;
c) impedire inondazioni, straripamenti, corrosioni, invasioni di
ghiaie od altro materiale di alluvione, che possano recare rilevante
danno al territorio o all’abitato di uno o più comuni, o producendo
impaludamenti possano recar danno all’igiene od all’agricoltura (1).
Alla classificazione di opere nella terza categoria si provvede
mediante decreto del ministro per i lavori pubblici, sentito il
Consiglio superiore dei lavori pubblici (7).
Sulla domanda e proposta di classificazione saranno sentiti i
consigli dei comuni e delle province interessate, i quali dovranno
emettere il loro parere, non oltre i due mesi dalla richiesta.
Scaduti i detti due mesi, si intenderà che i comuni e le province
siano favorevoli senza riserva alla richiesta di classificazione (2).

(1) Comma così modificato dalla l. 13 luglio 1911, n. 774.
(2) Comma così modificato dall’art. 13, d.p.r. 30 giugno 1955, n.
1534.

Art. 8.

Le opere di cui al precedente articolo, sono eseguite a cura dello
Stato entro i limiti delle somme autorizzate per legge. Le spese
occorrenti vanno ripartite:
a) nella misura del 50 per cento a carico dello Stato;
b) nella misura del 10 per cento a carico della provincia o delle
province interessate (1);
c) nella misura del 10 per cento a carico del comune o dei comuni
interessati (2);
d) nella misura del 30 per cento a carico del consorzio degli
interessati (3).
Le spese di cui alle lettere b), c) e d) sono rispettivamente
obbligatorie per le province, i comuni ed i proprietari e possessori
interessati.
La manutenzione successiva è a cura del consorzio degli interessati
e ad esclusivo suo carico sono le spese relative, salvo il disposto
dell’art. 44, secondo comma (3) (4).

(1) Vedi, anche, l’art. 3, n. 8, r.d. 14 settembre 1931, n. 1175.
(2) Vedi, peraltro, l’art. 2, n. 7, r.d. 14 settembre 1931, n.
1175.
(3) Comma così modificato dalla l. 13 luglio 1911, n. 774.
(4) Vedi, anche, l’art. 1, d.l. 12 agosto 1983, n. 372, conv. in l.
11 ottobre 1983, n. 547.

Art. 9.

Appartengono alla quarta categoria le opere non comprese nelle
precedenti e concernenti la sistemazione dell’alveo ed il
contenimento delle acque:
a) dei fiumi e torrenti;
b) dei grandi colatori ed importanti corsi d’acqua (1).
Esse si eseguiscono e si mantengono dal consorzio degli interessati
(1).
Le spese concernenti le opere di quarta categoria possono essere
dichiarate obbligatorie con decreto ministeriale su domanda di tutti
o di parte dei proprietari o possessori interessati, quando ad
esclusivo giudizio dell’amministrazione si tratti di prevenire danni
gravi ed estesi (1).
Contro tale decreto è ammesso il ricorso alla quinta sezione del
Consiglio di Stato a termini dell’art. 23 del testo unico delle leggi
sul Consiglio di Stato approvato con R.D. 17 agosto 1907, n. 638 (1)
(2).
In detta spesa si debbono comprendere non solo i lavori e gli
imprevisti, ma anche quanto concerne la compilazione del progetto e
la direzione e sorveglianza del lavoro (1).
Le province nel cui territorio ricade il perimetro consorziale
dovranno concorrere nella misura non inferiore ad un sesto della
spesa, quando si tratti di nuove opere straordinarie e la spesa sia
stata dichiarata obbligatoria in relazione al precedente terzo comma.
In eguale misura dovranno concorrere i comuni (1).
Lo Stato potrà concorrere nella spesa per la costruzione di queste
opere quando, pur tenuto conto dei contributi provinciali e comunali,
il consorzio sia ancora impotente a sopperire la spesa (1).
In questo caso la misura del concorso governativo non potrà
superare il terzo della spesa complessiva (1).

(1) Comma cos…

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