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Norme straordinarie per l'accelerazione dell'esecuzione di opere pubbliche (1).

L 17/02/1987 n. 00000080 VIGENTE

OPERE PUBBLICHE
Legge 17 febbraio 1987, n. 80 (in Gazz. Uff., 14 marzo 1987, n. 61).
— Norme straordinarie per l’accelerazione dell’esecuzione di opere
pubbliche (1).

(1) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia delle opere pubbliche, ad eccezione di quelle
espressamente mantenute allo Stato.

(Omissis).
Art. 1.

1. Per l’accelerazione dei propri programmi di costruzione, le
amministrazioni statali, le regioni, le aziende autonome, gli enti
locali e gli enti pubblici non economici hanno facoltà, per un
periodo non superiore a quattro anni dall’entrata in vigore della
presente legge, di affidare in concessione unitariamente, con la
procedura stabilita dal successivo articolo 3, la redazione dei
progetti, le eventuali attività necessarie per l’acquisizione delle
aree e degli immobili, l’esecuzione delle opere nonché la loro
eventuale manutenzione ad imprese di costruzione, loro consorzi e
raggruppamenti temporanei (1).
2. Il ricorso alla procedura di cui al precedente comma 1, la quale
è applicabile soltanto a lavori il cui importo sia stimato superiore
a venti miliardi, deve essere motivato.
3. Restano ferme le disposizioni previste dalla legge 24 giugno
1929, n. 1137, nonché quelle delle altre leggi che disciplinano
affidamenti in concessione.

(1) Comma così modificato dall’art. 15, l. 31 maggio 1990, n. 128.

Art. 2.

1. La lettera di invito di cui al successivo articolo 3 deve
prevedere che le opere, per una quota minima compresa tra il 15 per
cento ed il 30 per cento dell’importo di affidamento in concessione,
siano affidate dal concessionario ad imprese che, dotate di capacità
adeguata all’importo dei lavori da eseguire abbiano sede legale nella
regione in cui si eseguono i lavori.
2. L’affidamento di tali opere avviene alle condizioni stabilite,
nella medesima lettera di invito da parte dell’ente concedente,
tenuto conto degli oneri di organizzazione dell’intervento della
società concessionaria.

Art. 3.

1. L’affidamento in concessione di cui al precedente articolo 1,
commi 1 e 2, previa pubblicità ai sensi del successivo articolo 5, è
disposto a mezzo di procedura ristretta tra le imprese di
costruzione, loro consorzi o raggruppamenti temporanei, sulla base di
progetti di massima, con allegato schema di convenzione, completi di
prezzari aggiornati, e con la descrizione delle principali categorie
di lavori.
2. L’amministrazione o l’ente concedente invita le imprese che
abbiano segnalato il proprio interesse ai sensi del successivo
articolo 5 e che risultino in possesso del certificato di iscrizione
all’albo nazionale dei costruttori di cui alla legge 10 febbraio
1962, n. 57, nonché dei requisiti previsti dagli articoli 17 e 18
della legge 8 agosto 1977, n. 584, dalla legge 13 settembre 1982, n.
646, e dal decreto-legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito, con
modificazioni, nella legge 12 ottobre 1982, n. 726.
3. Qualora il numero delle imprese interessate risulti superiore a
quindici l’amministrazione o l’ente concedente ha la facoltà di
invitare non meno di quindici imprese. Nella scelta delle imprese da
invitare sono preferite le associazioni temporanee ed i consorzi, in
cui siano presenti imprese che svolgono la loro prevalente attività
nell’ambito della regione dove si svolgono i lavori.
4. Entro quindici giorni dall’entrata in vigore della presente
legge, è istituita, presso il Ministero dei lavori pubblici, una
commissione, la quale, nei trenta giorni successivi al suo
insediamento, stabilisce, con riferimento agli articoli 17 e 18 della
legge 8 agosto 1977, n. 584, i requisiti minimi di carattere
economico-finanziario e tecnico-organizzativo che le imprese, i loro
consorzi o raggruppamenti temporanei devono possedere ai fini
dell’affidamento in concessione, nonché i criteri in base ai quali
scegliere le imprese da invitare ai sensi dei precedenti commi. La
commissione, nominata dal Ministro dei lavori pubblici, predispone
altresì, sentiti gli ordini professionali degli ingegneri, degli
architetti e dei geometri, la convenzione-tipo per l’affidamento dei
lavori in concessione.
5. I requisiti e la convenzione-tipo stabiliti dalla commissione
sono oggetto di un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana e nella <<Gazzetta Ufficiale>> delle Comunità europee.
6. La commissione è presieduta da un presidente di sezione del
Consiglio superiore dei lavori pubblici ed è composta da:
a) un consigliere di Stato;
b) un rappresentante dell’Avvocatura generale dello Stato;
c) un consigliere della Corte dei conti;
d) tre membri in rappresentanza, rispettivamente, della categoria
dei costruttori, del movimento cooperativo e delle imprese a
partecipazione statale;
e) un rappresentante complessivamente delle categorie dei
lavoratori interessate.
7. L’affidamento delle concessioni avviene secondo il criterio di
cui al successivo articolo 9. L’amministrazione o l’ente concedente
indica nella lettera di invito gli elementi prescelti per la
valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa nell’ordine
di importanza ad essi attribuito.
8. Nella lettera di invito l’amministrazione o l’ente concedente
indica inoltre per ciascun lavoro:
a) i requisiti minimi di cui al precedente comma 4;
b) l’importo presuntivo dell’opera e le prestazioni che si
richiedono;
c) il termine di ricezione delle offerte, comunque non inferiore
a venti giorni;
d) l’ufficio al quale indirizzare le domande di partecipazione;
e) il giorno di apertura delle offerte.
9. Dopo l’affidamento, il concessionario procede alla progettazione
esecutiva.
10. Qualora l’ammontare del progetto esecutivo superi, per
comprovate ragioni, l’importo indicato dall’amministrazione o
dall’ente concedente, questi ultimi procedono alla stipula di un atto
integrativo, soltanto se tale importo non superi del 20 per cento
l’importo a base di gara. In caso contrario, l’amministrazione o
l’ente concedente può procedere alla stipula dell’atto integrativo
per la realizzazione di uno stralcio funzionale dei lavori, nei
limiti dell’importo a base di gara incrementato di non più del 20 per
cento. Se invece decide di non procedere alla stipula dell’atto
integrativo, l’amministrazione o l’ente concedente acquisisce il
progetto, ove giudicato tecnicamente idoneo, e liquida le spese per i
sondaggi e per la progettazione sulla base della tariffa
professionale ridotta del 50 per cento.

Art. 4.

1. Gli enti pubblici individuati dalla legge 20 marzo 1975, n. 70,
per gli acquisti di immobili in corso di costruzione o su progetto,
sono tenuti ad osservare le disposizioni di cui agli articoli 3 e 4
della legge 13 giugno 1962, n. 855.

Art. 5.

1. Le amministrazioni e gli enti di cui al precedente articolo 1
pubblicano trimestralmente nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana e nella <<Gazzetta Ufficiale>> delle Comunità europee nonché
nei principali quotidiani e in almeno due dei quotidiani aventi
particolare diffusione nella regione ove ha sede l’amministrazione o
l’ente concedente, l’elenco dei lavori che intendono affidare in
concessione ai sensi del precedente articolo 3.
2. Nei successivi trenta giorni, le imprese, i loro consorzi o
raggruppamenti temporanei segnalano il loro interesse alla gara per
essere presi in considerazione ai fini dell’invito di cui al
precedente articolo 3.

Art. 6.

1. I consorzi di imprese sono ammessi a partecipare a gare e a
trattative private per lavori pubblici o di pubblica utilità, alle
medesime condizioni previste per i raggruppamenti temporanei di
imprese.
2. Ai consorzi che, all’entrata in vigore della presente legge, già
operino nell’esecuzione di lavori pubblici o di pubblica utilità è
applicabile l’articolo 23-bis della legge 8 agosto 1977, n. 584,
aggiunto dall’articolo 12 della legge 8 ottobre 1984, n. 687.
3. Nel caso di esecuzione parziale dei lavori ai sensi del primo
comma dell’articolo 23-bis della legge 8 agosto 1977, n. 584, la
società può essere costituita anche dalle sole imprese, tra quelle
riunite o consorziate, interessate all’esecuzione parziale.

Art. 7.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 7, l. 2 febbraio 1973, n. 14.

Art. 8.

1. Le regioni pubblicano semestralmente un notiziario regionale
degli appalti pubblici e delle concessioni in conformità con quanto
previsto nel presente articolo.
2. Il notiziario di cui al precedente comma 1 indica:
a) le gare d’appalto, esperite nei sei mesi precedenti, il cui
importo a base d’asta risulti non inferiore a trecento milioni di
lire; il numero dei partecipanti a ciascuna gara, le modalità di
aggiudicazione dei lavori, gli aggiudicatari;
b) le concessioni affidate negli ultimi sei mesi con
l’indicazione delle loro caratteristiche;
c) gli appalti e le concessioni ultimati nel semestre precedente,
indicando per ciascun lavoro l’importo contrattuale, l’ammontare
delle perizie di variante e suppletive, l’importo revisionale
liquidato, le penali e le sanzioni applicate per ritardi ed
inadempienze, i premi di accelerazione corrisposti.

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