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Regolamento per il controllo delle composizioni azionarie dei soggetti aggiudicatari di opere pubbliche e per il divieto delle intestazioni fiduciarie, previsto dall'art. 17, comma 3, della legge 19 marzo 1990, n. 55, sulla prevenzione della delinquenza di tipo mafioso.

DPCONS 11/05/1991 n. 00000187 VIGENTE

ASSOCIAZIONI VIETATE
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 maggio 1991, n.
187 (in Gazz. Uff., 21 giugno 1991, n. 144). — Regolamento per il
controllo delle composizioni azionarie dei soggetti aggiudicatari di
opere pubbliche e per il divieto delle intestazioni fiduciarie,
previsto dall’art. 17, comma 3, della legge 19 marzo 1990, n. 55,
sulla prevenzione della delinquenza di tipo mafioso.

(Omissis).

Art. 1.

1. Le società per azioni, in accomandita per azioni, a
responsabilità limitata, le società cooperative per azioni o a
responsabilità limitata, le società consortili per azioni o a
responsabilità limitata aggiudicatarie di opere pubbliche, ivi
comprese le concessionarie e le subappaltatrici, devono comunicare
all’amministrazione committente o concedente prima della stipula del
contratto o della convenzione, la propria composizione societaria,
l’esistenza di diritti reali di godimento o di garanzia sulle azioni
<<con diritto di voto>> sulla base delle risultanze del libro dei
soci, delle comunicazioni ricevute e di qualsiasi altro dato a
propria disposizione, nonché l’indicazione dei soggetti muniti di
procura irrevocabile che abbiano esercitato il voto nelle assemblee
societarie nell’ultimo anno o che ne abbiano comunque diritto.
2. Qualora il soggetto aggiudicatario, concessionario o
subappaltatore sia un consorzio, esso è tenuto a comunicare i dati di
cui al comma 1, riferiti alle singole società consorziate che
comunque partecipino alla progettazione ed all’esecuzione dell’opera.
3. Fermi restando gli obblighi previsti dalle norme vigenti,
l’amministrazione committente o concedente è tenuta a conservare per
cinque anni dal collaudo dell’opera i dati di cui ai commi 1 e 2,
tenendoli a disposizione dell’autorità giudiziaria o degli organi cui
la legge attribuisce poteri di accesso, di accertamento o di verifica
per la prevenzione e la lotta contro la delinquenza mafiosa.
4. Agli stessi fini di cui al comma 1, le imprese ed i consorzi
sono tenuti alla conservazione, per uguale periodo, delle copie delle
note di trasmissione e dei relativi dati.

Art. 2.

1. Ferma restando l’applicazione della disposizione di cui al comma
16 dell’art. 10-sexies della legge 31 maggio 1965, n. 575, aggiunto
dall’art. 7 della legge 19 marzo 1990, n. 55, le amministrazioni
committenti o concedenti chiedono, in corso d’opera, alle società di
cui all’art. 1 del presente decreto se siano intervenute variazioni
nella composizione societaria di entità superiore al 2% rispetto a
quanto comunicato ai sensi dello stesso art. 1. I risultati della
verifica sono comunicati al Ministero dei lavori pubblici.

Art. 3.

1. Per le opere pubbliche in corso, le società aggiudicatarie,
concessionarie e subappaltatrici dovranno procedere alla
comunicazione di cui all’art. 1 entro il termine di sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, fermi restando
gli obblighi previsti dai commi 3 e 4 dello stesso articolo.

Art. 4.

1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto dovranno cessare le intestazioni fiduciarie,
comunque assunte, di azioni o quote delle società previste dall’art.
1.
2. Le società di cui all’art. 1 sono tenute a verificare la
sussistenza di partecipazioni al proprio capitale detenute in via
fiduciaria e ad effettuare apposite comunicazioni del risultato di
tali verifiche alle amministrazioni committenti o concedenti.
3. In caso di inadempimento alle disposizioni ed ai divieti di cui
ai commi 1 e 2, le stesse amministrazioni comunicheranno al Ministero
dei lavori pubblici, entro trenta giorni, gli elementi in proprio
possesso, corredati dalla documentazione inerente all’inadempimento,
onde consentire di promuovere la procedura di sospensione dall’albo
nazionale dei costruttori o, in caso di recidiva, la cancellazione
dall’albo stesso.
4. Le società fiduciarie, autorizzate ad esercitare attività
fiduciaria ai sensi dell’art. 2 della legge 23 novembre 1939, n.
1966, dovranno, entro lo stesso termine di cui al comma 1, rinunciare
ai mandati di intestazione fiduciaria eventualmente in essere e
relativi ai titoli ed alle quote delle società di cui all’art. 1 del
presente decreto, provvedendo contestualmente alla loro
reintestazione a favore dei rispettivi aventi diritto.
5. Le predette società fiduciarie dovranno dare comunicazione al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
dell’adempimento di quanto previsto dal comma 4.

Art. 5.

1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

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